Francis Bacon e la Francia. Una mostra a Montecarlo

Il grande artista irlandese sbarca al Forum Grimaldi monegasco, dove è allestita una imponente mostra dedicata al legame tra Bacon e la terra francese. Oltre sessanta opere che guardano alle origini e alle evoluzioni della sua pittura.

Francis Bacon a Monte-Carlo, 1981 - (c) Eddy Batache - courtesy Francis Bacon MB Art Foundation - MB Art Collection
Francis Bacon a Monte-Carlo, 1981 - (c) Eddy Batache - courtesy Francis Bacon MB Art Foundation - MB Art Collection

BACON, IL MONEGASCO
È il 2011 quando lo scrittore Jonathan Littell dà alle stampe per l’editore Gallimard il libro Trittico. Tre studi da Francis Bacon, che in Italia arriva solo nel 2014 per Einaudi, tradotto da Luca Bianco.
Il trittico preso in considerazione nel testo, punto di avvio di un approfondito excursus sulla vita e sull’opera di Bacon è quello datato intorno al 1944 e conosciuto come Tre studi di figure ai piedi di una crocifissione.
Un’opera di grande formato, conservata alla Tate di Londra, e concessa in prestito insieme a molte altre per l’esposizione annuale che il Forum Grimaldi di Montecarlo dedica quest’anno al grande pittore nato a Dublino nel 1909 da genitori inglesi e che a Monaco visse a più riprese a partire dal 1940. Francis Bacon. Monaco e la cultura francese è il titolo della mostra curata da Martin Harrison e composta da ben 63 opere; una delle sue particolarità è la panoramica comparativa mirata a illustrare le opere dei grandi maestri da cui Francis Bacon prese spunto: Giacometti, Léger, Lurçat, Michaux, Soutine, Toulouse-Lautrec. Senza dimenticare che Bacon iniziò a dipingere sul serio poco prima dei quarant’anni e produsse le sue opere più importanti intorno ai sessanta.

Francis Bacon a Monte-Carlo, 1981 - (c) Eddy Batache - courtesy Francis Bacon MB Art Foundation - MB Art Collection
Francis Bacon a Monte-Carlo, 1981 – (c) Eddy Batache – courtesy Francis Bacon MB Art Foundation – MB Art Collection

UN DANDY GENIALE
Il solo grande trittico, enigmatico, diabolico e intimo, vale la visita di questa retrospettiva dedicata al geniale dandy che al corpo, al suo essere specchio deformato dei fantasmi interiori della modernità ha dedicato la vita.
Nel libro sopracitato, le parole di Manuela Mena, curatrice al Prado di Madrid, luogo in cui Bacon amava recarsi per ammirare Goya e Velázquez, racchiudono una interessante interpretazione del celebre quadro dai biomorfi dentati: “… le figure sono rappresentate in tre modi diversi. Quella a destra è direttamente investita dalla luce, piena di autorità; quella al centro lascia trapelare insicurezza; quella a sinistra dimostra paura, sottomissione. E quella al centro è così a causa delle altre due, che insieme la affrontano e la minacciano. La figura a destra ha un’apparenza mascolina; la sua zampa è saldamente puntata nel terreno, in una zolla d’erba; la figura sulla sinistra invece ha una sembianza materna. La figura centrale combina elementi maschili e femminili, come accade spesso quando Bacon rappresenta se stesso”.

Francis Bacon, Studies from the Human Body, 1975 - collezione privata - (c) The Estate of Francis Bacon
Francis Bacon, Studies from the Human Body, 1975 – collezione privata – (c) The Estate of Francis Bacon

CORPO E PITTURA
Il Forum Grimaldi, posto tra terra e mare e sormontato da un’enorme A, a encomio di Alberto di Monaco, costruisce un percorso austero fatto di altissime pareti nere e grigie in cui le opere sono incasellate e illuminate magistralmente. Le cri, La caverne noire, La France et Monaco sono le denominazioni delle prime sale, il nero viene poi attutito con un viola scuro per Le Corps humain e, attraverso un gioco di grandi cornici di metallo nero, ispirate alle gabbie di Bacon, si passa alle bianchissime pareti delle sale successive, Les derniers opus, e ai Portraits; qui spiccano le tele dell’ultimo periodo, dove l’artista gioca con i colori caldi e freddi per ottenere i suoi tipici grandi effetti spaziali e dove trovano dimora moltissimi ritratti.
La cascata di pittura impeccabilmente controllata, la sua vastità simbolica, la crudele innocenza quasi infantile, sbigottiscono e seducono offrendo allo spettatore il corpo, inteso sia come materia lirica sia come fantasma, e la straziane difficoltà di abitarlo.

Edmondo Bertaina

Monaco // fino al 4 settembre 2016
Francis Bacon. Monaco e la cultura francese
a cura di Martin Harrison
FORUM GRIMALDI
10 Avenue Princesse Grace
377 99 99 20 00
[email protected]
www.grimaldiforum.com

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1 COMMENT

  1. Bacon si fece vivo spesso a Montecarlo per via della sua passione per la Roulette, che si giocava nel Casinò monegasco; a Londra gestì anche una Roulette clandestina, ed in questa circostanza spesso si agghindava tingendosi i capelli usando uno speciale lucido da scarpe di suo gradimento…

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