Arte fra i libri, alla Biblioteca Nazionale di Roma

Nuovi spazi espositivi, mostre, un concorso per l’acquisizione di un’opera. La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ha dato inizio a una nuova era. Ripartendo, anche dall’arte.

Biblioteca Nazionale Centrale, Roma
Biblioteca Nazionale Centrale, Roma

TRA STUDIO E CREATIVITÀ
Libri, studio, raccoglimento – a esser più prosaici, scaffali, sedie e scrittoi. Di solito, quando si immaginano o ricordano gli ambienti di una biblioteca, la presenza di opere d’arte non è il primo pensiero in cui si indugi: eppure, il rapporto tra arte e biblioteche è profondo, addirittura emblematico nei casi in cui la struttura in sé sia un’opera d’arte. Nessun’altra città può avvicinarsi a Roma per il numero di biblioteche in cui architetture e arredi recano l’impronta di grandi artisti: ma la Vaticana, la Angelica, la Vallicelliana, la Casanatense, solo per citare le più note, tradiscono una tensione tra origini religiose e successivi usi civili che, nella penombra dei loro saloni, grava reverenziale sul visitatore. Fu nei secoli seguenti, quando la cultura si svincolò definitivamente dal controllo della Chiesa, che le nuove biblioteche si fecero sempre più ariose e leggere, fino a divenire quelle architetture di luce e silenzio di cui Louis Kahn ci ha dato forse i modelli più alti.

Giuseppe Capogrossi, Arazzo, 1970 - Biblioteca Nazionale Centrale, Roma
Giuseppe Capogrossi, Arazzo, 1970 – Biblioteca Nazionale Centrale, Roma

ARTE IN BIBLIOTECA
A Roma, in ogni caso, c’è almeno un grande esempio di biblioteca come moderna “cattedrale civile”: si tratta della Biblioteca Nazionale Centrale (BNCR), la cui sobria mole in stile internazionale – disegnata dagli architetti Massimo Castellazzi, Tullio Dell’Anese e Annibale Vitellozzi – si staglia sin dal 1975 a Castro Pretorio. Qui, il rapporto con l’arte si ritrova non tanto nella struttura in sé quanto negli ambienti, animati da opere di Afro, Franco Cannilla, Pietro Consagra, Giuseppe Capogrossi, Luigi Venturini. Purtroppo un simile patrimonio non è stato sin qui valorizzato appieno, ma con il recente avvio di un nuovo corso, segnato dalla nomina del direttore Andrea De Pasquale, le cose sembrano essere cambiate, e un ruolo importante nell’operazione di rilancio della BNCR è stato riconosciuto proprio all’arte e all’allestimento di percorsi espositivi.
L’intento dichiarato del nuovo direttore è quello di riprendere la tradizione delle biblioteche pubbliche, risalente già al Settecento, di apparati museali che valorizzino i contenuti delle collezioni, altrimenti privi di visibilità; venuta meno a inizio Novecento per le crescenti preoccupazioni circa il danneggiamento di opere d’arte e cimeli letterari dovuto alla loro prolungata esposizione, tale tradizione ha però ripreso vigore grazie alle nuove disponibilità tecnologiche ed espositive, come dimostrano le rinnovate esperienze “museali” di altre grandi biblioteche nazionali in giro per l’Europa. Chi, dunque, entri ora nella BNCR, troverà uno spazio dedicato alla mostra La grande Biblioteca d’Italia. Bibliotecari, architetti e artisti all’opera: 1975-2015, in cui anche l’apporto degli artisti coinvolti nel progetto viene opportunamente celebrato, con numerosi disegni e bozzetti che si stagliano nell’oscurità illuminata dalla circostante documentazione in lumilite.

Studio di Elsa Morante - Biblioteca Nazionale Centrale, Roma
Studio di Elsa Morante – Biblioteca Nazionale Centrale, Roma

DAI MANOSCRITTI ALL’OGGI
A poca distanza è poi possibile accedere a un altro percorso espositivo, Spazi900, dove, oltre a preziosi manoscritti e tesori bibliografici della BNCR relativi al secolo scorso (tra cui una collezione di libri-oggetto futuristi), si scoprono una suggestiva ricostruzione dello studio di Elsa Morante con diverse pitture di Bill Morrow, Leonor Fini, Carlo Levi, e una sala dedicata a Pierpaolo Pasolini. Una nuova galleria è stata poi destinata a esposizioni di arte contemporanea, come La lima che sottile incide, una mostra dedicata a due xilografi, Gianni Verna e Gianfranco Schialvino, noti per i loro libri d’artista e ritratti letterari. La ricorrenza dei quarant’anni dall’inaugurazione dell’attuale BNCR ha infine dato lo spunto per bandire un concorso pubblico volto all’acquisizione di una nuova opera d’arte, a definitiva conferma della volontà di ristabilire un dialogo tra testi e immagini, capace di favorire una sorta di “realtà culturale aumentata” per chi utilizzi la biblioteca. Tenuto conto della mole e qualità delle attività avviate, sembra proprio si sia sulla buona strada.

Luca Arnaudo

www.bncrm.librari.beniculturali.it

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Luca Arnaudo
Luca Arnaudo è nato a Cuneo nel 1974, vive a Roma. Ha curato mostre presso istituzioni pubbliche e gallerie private, in Italia e all'estero; da critico d'arte è molto fedele ad Artribune, da scrittore frequenta forme risolutamente poco commerciali, come raccolte di racconti, poesie, prosimetri, ma più di recente si diverte soprattutto con storie illustrate per bambini. In una vita perpendicolare è anche giurista e docente universitario, esperto di cose che qui non interessano.