Imaginetoscana. Quando Acqua Panna incontra l’arte

Che cosa succede se un marchio italiano globale, presente in più di cento paesi, decide di valorizzare il territorio che custodisce la “sorgente” del suo successo economico? Nasce #imaginetoscana, un’operazione ambiziosa su vasta scala che ha l’obiettivo di “interpretare” la Toscana, la sua ricchezza paesaggistica e culturale, attraverso gli occhi di giovani filmmaker provenienti da tutto il mondo.

Acqua Panna, allestimento a Villa Panna
Acqua Panna, allestimento a Villa Panna

In occasione del lancio mondiale del progetto #imaginetoscana abbiamo incontrato Olivier Giuliani, giovane International Brand Manager di Acqua Panna, l’azienda promotrice dell’iniziativa. Un incontro avvenuto nell’affascinante Villa Panna, antica palazzina di caccia appartenuta ai Medici – storici proprietari della sorgente – immersa nelle colline rigogliose del Mugello, circondata da 1.300 ettari di verde e a due passi dallo stabilimento che produce l’Acqua Panna per tutto il mondo.

Come nasce il progetto #imaginetoscana che partirà nel 2017? 
Abbiamo cominciato un percorso di valorizzazione del brand attraverso la Toscana. Ci siamo chiesti: “Che cos’è veramente per noi la Toscana? Vogliamo cominciare a capirla un po’ meglio?”. Per comprendere tutte le sfaccettature di questo territorio abbiamo pensato di chiedere a giovani filmmaker di interpretarlo a modo loro.

Acqua Panna Toscana Italia
Acqua Panna Toscana Italia

Avete appena lanciato il progetto a Firenze in anteprima mondiale al cinema Odeon presentando quattro cortometraggi realizzati da studenti di IED e Anteo in collaborazione con Officine e sotto la direzione artistica del regista Silvio Soldini. Che indicazioni avete dato ai futuri registi? 
Il brief è stato semplice. Abbiamo detto a questi giovani creativi: “Venite in Toscana, ascoltate le storie, tornate a casa, fate le vostre ‘magie’ creative e tornate con delle nuove storie e interpretazioni della Toscana”.

Come hanno risposto le istituzioni locali?
Tutto è nato da un primo accordo fatto con la Regione Toscana nel 2014, mettendo “Toscana, Italia” sulle bottiglie. In questo modo ci siamo auto nominati “ambasciatori” della Regione. Nel 2017 apriremo le porte della Toscana al mondo, attraverso i nostri social media. I filmmaker selezionati da tutto il mondo saranno invitati a trascorrere del tempo in Toscana, a osservarla con i loro occhi e a interpretarla.

Olivier Giuliani
Olivier Giuliani

Avete lanciato l’hashtag #imaginetoscana e il sito imaginetoscana.com? Cosa troveremo sul sito da qui al 2017? 
Abbiamo messo online i quattro cortometraggi che si possono già visionare, commentare e condividere. Il sito diventerà una galleria che raccoglierà tutti i nuovi film.

Una volta selezionati, gli artisti realizzeranno dei cortometraggi. Dovranno lavorare anche sul prodotto? 
Non è necessario che vi sia il prodotto all’interno dei cortometraggi. Abbiamo dato e daremo soltanto delle linee guida, delle semplici regole di “buon senso”. L’importante è il riferimento al contesto, alla Toscana.

Come veicolerete i film?  Attraverso quali canali? Presentazioni, un Festival dell’acqua? 
Buona domanda! Lo stiamo valutando con tutti i nostri paesi. Abbiamo avuto molte richieste per replicare il progetto a livello locale, ad esempio da parte della Cina e della Germania. Sulle bottiglie di Acqua Panna metteremo tutte le informazioni riguardanti il progetto. In tutto il mondo conosceranno le diverse storie intorno alla Toscana.

Dovrete fare delle etichette enormi…
[Ride, N.d.R.] Le abbiamo già! Se guardi le etichette, abbiamo tolto molte cose…

Daniele Perra

www.imaginetoscana.com

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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Collabora con "ICON DESIGN", “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano” e ha collaborato con Artribune come editorialista e consulente.