Simbologia del potere. Huang Yong Ping a Monumenta

Il Grand Palais parigino apre le porte a Huang Yong Ping, protagonista della nona edizione di Monumenta, la rassegna che invita gli artisti internazionali a prendere possesso della nota sede museale della Ville Lumière. Stavolta va in scena il potere, in tutte le sue sfumature.

Monumenta 2016 - Huang Yong - Grand Palais, Parigi 2016 - photo Hassene Hamaoui
Monumenta 2016 - Huang Yong - Grand Palais, Parigi 2016 - photo Hassene Hamaoui

IL POTERE AL GRAND PALAIS
Empires è il titolo della nona edizione di Monumenta, dominata dall’installazione dell’artista cinese Huang Yong Ping (Xiamen, 1954), rappresentato dalla galleria Kamel Memmour di Parigi. Curata da Jean de Loisy, direttore del Palais de Tokyo, l’opera è costruita sotto forma di un paesaggio industriale da esplorare. Presenta una struttura semplice ma ricca di simbologie: un serpente metallico, sostenuto da una gru, si snoda sulle otto “colline” di container, passando accanto a un arco con un grande cappello napoleonico. Le simbologie si legano all’interpretazione del mondo attuale, risultato di un susseguirsi di imperi economici nati in seguito alla mutazione della rivoluzione industriale.
Ricchezza, decadenza, brama di potere sono i soggetti allegorici rappresentati in un mondo in espansione dove l‘artista, senza porre un giudizio morale, indaga lo scorrere degli eventi economici del nostro tempo. Mentre i container provenienti da tutto il mondo simboleggiano la globalizzazione e a circolazione della ricchezza, il cappello di Napoleone della battaglia d’Elyau è simbolo della volontà di assumere potere, che sia esso industriale, politico, militare o economico. Il serpente, rappresentato con la bocca aperta, sembra voler minacciare l’ambizione delle potenze e il suo snodarsi ricorda l’infinito ciclo di gloria e distruzione.

Monumenta 2016 - Huang Yong - Grand Palais, Parigi 2016 - photo Hassene Hamaoui
Monumenta 2016 – Huang Yong – Grand Palais, Parigi 2016 – photo Hassene Hamaoui

DALLA CINA A PARIGI
Come ogni anno dal 2007 a oggi, un artista internazionale è invitato alla Nef del Grand Palais. Negli anni precedenti hanno sfilato i nomi e le opere di Kiefer, Serra, Boltanski, Kapoor, Buren e dei Kabakov. Quest’anno il protagonista è Huang Yong Ping, artista cinese residente in Francia dal 1989, precisamente nella banlieau parigina, a Ivry-sur-Sein. Rappresenta una delle maggiori figure dell’avanguardia cinese degli Anni Ottanta, fondatore del movimento Xiamen Dada – Lo zen è Dada, Dada è lo zen, col quale ha realizzato azioni di protesta, instaurando un legame tra arte e politica. Empires è un lavoro complesso, che ingloba al suo interno l’installazione Bâton Seprent, presentata al Maxxi di Roma nel 2015.
L’installazione è affiancata da vari eventi, come conferenze, film e altre manifestazioni artistiche, tra cui la performance Parkour Acrobatique di acrobati e Yamakasi con gli allievi dell’école Superieure de l’Academie Fratellini e della Fabrique Royale. Per la chiusura della mostra è previsto il concerto Europa Berlin presentato dall’orchestra nazionale di jazz diretta da Olivier Benoit.

Silvia Neri

Parigi // fino al 18 giugno 2016
Monumenta 2016 – Huang Yong Ping
a cura di Jean de Loisy
GRAND PALAIS
3 Avenue du Général Eisenhower
+33 (0)1 44131717
www.grandpalais.fr

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Silvia Neri
Silvia Neri nasce a Vicenza nel 1985. Si laurea nel 2010 in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi in Storia dell'Arte contemporanea su Cremaster 3 di Matthew Barney. Nel 2008/2009 collabora con il Centro Nazionale di Fotografia di Padova. Scrive dal 2010 per la rivista AreaArte e collabora con artisti per la realizzazione di video e cortometraggi e allestimento di esposizioni d'arte. Vive a Parigi dove studia Art Contemporain et Nouveaux Medias a un master recherche all'Université di Paris 8 e collabora con la Galerie Bernard Bouche.