Lago Film Fest. Quando le immagini scorrono sull’acqua

Lo schermo con il lago attorno. Non è Venezia, ma un piccolo borgo del Nordest, che ha sviluppato un festival internazionale, giunto ormai all’ottava edizione. Ne abbiamo parlato con Viviana Carlet, fondatrice e direttrice artistica dell’evento.

Lago Film Fest 2011 - photo Nico Covre

Raccontaci com’è nato il festival, che ha alle spalle ormai sette edizioni…
Il Lago Film Fest arriva da un percorso e da un’esperienza. L’idea del progetto nasce dalla fusione di elementi eterogenei: mi interessano gli eventi artistici e cinematografici, e soprattutto le dinamiche che questi riescono ad innescare. Il festival potrebbe essere visto infatti come un grande progetto di Public Art con il borgo antico come scenografia e attori gli abitanti del luogo, i quali possono interagire con gli spettatori e gli artisti proprio grazie ala magia del “cinema”. Il festival è basato sull’esperienza delle persone che lo creano e lo vivono, sulle relazioni che si creano. Il festival è un luogo di incontro e di scambio.

Quali particolarità ha il posto?
Il nome del paese è anche il nome del festival. Lo schermo principale – che per un festival di cinema è il cuore pulsante – è posto all’interno dell’acqua del lago, mentre le altre proiezioni si tengono nei cortili in pietra. Un paese di mille abitanti, tranquillo e silenzioso durante tutto l’anno si trasforma letteralmente per nove giorni, grazie anche al lavoro di più di cento volontari.

Viviana Carlet – photo Nico Covre

Le reazioni delle persone?
Gli abitanti del paese possono vedere film da tutto il mondo senza uscire di casa: vengono proiettati nei loro cortili. I registi, gli artisti e gli spettatori che prendono parte al festival contribuiscono a tutto questo semplicemente vivendo il festival.

Come selezionate le opere partecipanti?
Abbiamo ricevuto più di 2mila film da 86 Paesi del mondo, e non è stato facile superare l’ansia di doverne per forza scegliere 135. Commettere errori è inevitabile.
Pensate alla rosa, seppur limitata, di produzioni italiane scelte per la selezione di quest’anno: un messaggio in bottiglia a futura memoria. Rivisti tra qualche anno, questi film ci restituiranno uno spaccato di quel che questo Paese è stato. Dal documentario antropologico all’animazione astratta passando per la commedia generazionale, questi film sono imbevuti di paure, timori e incertezze. Sono farciti di inquietante attualità.

Lago Film Fest 2011 – photo Nico Covre

La giuria e le decisioni come sono gestiti?
Ogni anno ci divertiamo ad assemblare delle giurie eterogenee, coraggiose. I giurati ricevono i film con due settimane di anticipo e li visionano. Quando arrivano a Lago hanno già fatto buona parte del lavoro, quindi si limitano a godersi il festival. Il penultimo giorno li accompagniamo in una grande stanza all’interno della villa che li ospita, e a quel punto inizia la parte più interessante, che si protrae per ore. Lo stop viene dato dall’addetto stampa all’orario concordato per comunicare ai giornalisti i vincitori!

Qualche anticipazione su questa edizione?
Saranno nove giorni di festival per cinque eventi a sera. In ordine sparso: Alberto Nerazzini di Report, giurato del festival, porterà a Lago il documentario La divina provvidenza sul caso San Raffaele-Don Verzè. Tra le 25 anteprime, quella del nuovo film di Louis Garrel. E poi la sezione Nuovi Segni dedicata alla video arte sperimentale, il progetto Open Space per giovani artisti, la retrospettiva dedicata a Max Hattler.

Daniele Capra

Revine Lago // dal 20 al 28 luglio 2012
Lago Film Fest
320 3681519
[email protected]
www.lagofest.org

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Daniele Capra
Daniele Capra (1976) è curatore indipendente e militante, e giornalista. Ha curato oltre cento mostre in Italia, Francia, Repubblica Ceca, Belgio, Austria, Croazia, Albania, Germania e Israele. Ha collaborato con istituzioni quali Villa Manin a Codroipo, Reggia di Caserta, CAMeC de La Spezia, Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone, MMSU di Rijeka, Museo Bernareggi di Bergamo, Galleria d'Arte Moderna di Genova, Casa Cavazzini Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine, la Galleria Nazionale di Tirana, la Fondazione Dena di Parigi, il Museo Ca’ Pesaro a Venezia, la Galleria Civica di Trento, il Comune di Milano, il Museo Janco Dada di Ein Hod - Haifa. Ha tenuto lezioni sull'arte contemporanea alla Wizo NB School di Haifa, all'Accademia di Belle Arti di Venezia e di Verona. È stato curatore del Premio Onufri presso la Galleria Nazionale di Tirana e del Premio Trieste Contemporanea. È membro del comitato scientifico di Rave Residency. Ha scritto oltre trecentocinquanta articoli su riviste e quotidiani. Collabora con Il Manifesto, Artribune e i quotidiani del Gruppo Espresso. Vive di corsa, con il portatile sempre acceso e pile di libri che attendono di essere letti.