Galileo e San Carlo Borromeo protagonisti dell’ultimo murale dello street artist Acme107 a Padova

A pochi mesi di distanza dalla biennale di street art Super Walls, Padova conta un nuovo intervento, questa volta a opera dell’artista milanese Acme107. Riflettendo sul rapporto scienza-fede

Foto Artribune Padova Acme107
Foto Artribune Padova Acme107

Padova si arricchisce di un nuovo, imponente, murale e conferma un 2019 frizzante per la street art dopo la Biennale di giugno. Una riflessione moderna, all’interno della costruzione secolare del rapporto tra scienza e fede, ha visto l’artista milanese Acme107, assieme alla collaborazione della giovane SteReal, realizzare un’opera di quasi 500 metri quadrati nel quartiere Arcella, zona nord della città veneta, sulla facciata del complesso della parrocchia di San Carlo. 

STREET ART A PADOVA. I MURALI CON GALILEO GALILEI E SAN CARLO BORROMEO

Settanta metri di lunghezza per sette d’altezza, ai due lati estremi del murale si contrappongono due personaggi al loro tempo contemporanei come Galileo Galilei, il padre della scienza moderna, e san Carlo Borromeo, qui ritratto seguendo il dipinto del pittore Orazio Borgianni. Nel dinamico ambiente patavino, risultato anche del clima di relativa tolleranza religiosa garantito dalla Repubblica veneziana, l’astronomo ha vissuto dal 1592 al 1610, e i riferimenti alla stessa Padova sono evidenti sia nella silhouette scura sul lato sinistro con la Specola – sede dell’antico osservatorio astronomico –, la chiesa di Santa Giustina e la basilica del Santo, sia nell’ampio scorcio di Prato della Valle con le sue statue e i gli antichi palazzi che costeggiano la stessa piazza. La poetica di questi due mondi sinergici è nella figura del ragazzo inginocchiato che raccoglie un ramoscello di ulivo le cui foglie, soffiate del vento, volano per raccogliersi all’interno della sfera armillare, anche conosciuta come astrolabio sferico, diventando poi colombe, simbolo di pace. Il centro, molto luminoso, è il punto focale, è la vita: da qui “Illuminami” che diventa anche il titolo dell’opera stessa. 

IL PROGETTO DI ACME107 A PADOVA

“È un progetto artistico nato dopo una serie di incontri con l’intento di regalare qualcosa legato a Padova anche in relazione alla nomina di Capitale europea del volontariato 2020”, spiega Antonio Ceccagno dell’associazione Jeos, principale fautore del murale assieme a Domna. “Acme 107 mi sembrava l’artista più indicato: ricordo che l’ho portato per giorni in giro per la città, raccontandogli storia e aneddoti e gli ho regalato un libretto con tutti gli uomini importanti che qui hanno lasciato traccia. Quando ha proposto il bozzetto, l’ha centrato al primo colpo: trovo molto armonica la contrapposizione tra l’ondulato e il dolce del cielo, dai colori non convenzionali, e le linee di luce squadrate e rigide che tagliano e convergono. Qui bisogna dare atto alle capacità artistiche di Acme 107 perché ha anche distorto leggermente le prospettive del paesaggio per creare un movimento plastico, avvolgente e appagante con lo stesso astrolabio”. Dodici giorni di lavoro, un “cantiere diffuso” tra gli artisti, gli organizzatori e i cittadini: accoglienza, comunità e bellezza, un omaggio agli stessi residenti dando loro un ulteriore senso di appartenenza con l’idea che dal bello e dalla cura del bello possa nascere il bene.

– Giovanni Sgobba

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Vanni Sgobba
Vanni Sgobba, giornalista professionista, nato a Bari ma con il cuore a Berlino. Laureato in Lettere ha poi frequentato il Master in giornalismo. Seguace di Keith Haring, di Jean-Michel Basquiat e del graffitismo, racconta l’attualità e le contraddizioni della società raccontando la street art e le sue molteplici sfaccettature. Il museo che più lo ha segnato è il muretto di graffiti dietro casa.