Scomparsa l’ultima opera di Banksy a Clevedon. È stata rubata o rimossa dalle autorità?

Tutto il mondo ne sta parlando: cos’è successo all’ultima opera di Banksy realizzata a Clevedon? È stata rubata o rimossa dalle autorità? Il mistero si infittisce…

Abbiamo parlato di lui pochi giorni fa quando, sul proprio profilo Instagram, ha palesato il suo malcontento nel sapere di essere protagonista di una mostra di cui non sapeva nulla e per la quale, soprattutto, non ha dato l’autorizzazione. Oggi torniamo a raccontarvi di Banksy, lo street artist più famoso e misterioso al mondo che, di recente, ha colpito ancora, stavolta in un piccolo centro dell’Inghilterra, Clevedon. Ma in meno di 24 ore, la sua ultima creazione è sparita. Un ladro o una mossa delle autorità? Ecco com’è andata la vicenda.

IL MISTERO DEL SEGNALE STRADALE

Arriva direttamente dall’account Instagram di Banksy l’annuncio di un suo nuovo lavoro, questa volta realizzato non a Parigi o New York, ma a Clevedon, cittadina di 20mila anime non lontana da Bristol e che molti credono sia il paese natale dell’artista. Ma cosa raffigura la nuova opera? Si tratta di un segnale stradale che ritrae quattro personaggi, due giovani che portano in spalla due vecchi. Che sia un riferimento alla Brexit? E che per questa ragione magari non sia stato molto gradito dall’amministrazione locale? Quello che è certo è che in meno 24 ore il segnale, posizionato su un palo, è scomparso e tutti si chiedono dove sia finito. Si attendono sviluppi sulla vicenda.

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L’opera a Clevedon. Dalla Pagina Instagram di Banksy

L’ULTIMO INTERVENTO A PARIGI

Numerosi sono gli street artist o sedicenti tali che cercano di copiare l’operato di Banksy, motivo che ha spinto l’artista a creare una pagina Instagram per dare comunicazione dei suoi nuovi lavori. Risale a poco tempo fa la notizia di sette murales apparsi in pochissime ore a Parigi, la cui paternità da parte di Banksy è stata confermata attraverso il social network. Anche in questo caso, le opere parigine trattano un tema caldo delle attuali politiche europee: quello delle migrazioni. I murales ritraggono una giovane ragazza vestita di rosa che copre con una bomboletta spray una svastica, una donna velata a cavallo che nella posa ricorda Napoleone che attraversa le Alpi di Jacques-Louis David, e ancora un uomo con una sega nascosta dietro la schiena che offre un osso a un cane al quale è stata appena tagliata una zampa, probabilmente un’allegoria del sistema capitalistico occidentale. L’ultimo in ordine di apparizione è una figura femminile dipinta su una delle porte del Bataclan, omaggio alle vittime del 13 novembre 2015. Anche i luoghi non sono stati scelti a caso, ma rimandano a posti chiave di Parigi che rappresentano “zone complesse, attraversate da conflitti sociali tra popolazione e immigrati”, come racconta Mariacristina Ferraioli  qui.

– Valentina Poli

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Valentina Poli

Valentina Poli

Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel…

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