Nuove luci sulla Capitale. Torna a Roma il festival urbano di light art RGB Experience

Dal 27 al 29 ottobre la manifestazione artistica giunta alla sua seconda edizione immergerà le zone del Pigneto e di Torpignattara in una dimensione onirica fatta di videomapping, installazioni luminose e opere interattive

Specchio Riflesso di DieLab, RGB 2015
Specchio Riflesso di DieLab, RGB 2015

Installazioni luminose, opere interattive e videomapping per riscoprire, dal tramonto all’alba, angoli inediti della città: Roma si appresta a ospitare la seconda edizione di RGB Experience – Roma Glocal Brightness, festival urbano di light art che dal 27 al 29 ottobre trasformerà in un museo a cielo aperto l’area compresa tra il Pigneto e Torpignattara.

La mia paura è bianca e Entropika, RGB 2015. Foto di Tittaferrante
La mia paura è bianca e Entropika, RGB 2015. Foto di Tittaferrante

PROGETTO ARTISTICO PER VALORIZZARE LE PERIFERIE

RGB è un laboratorio artistico permanente e allo stesso tempo un progetto sociale e culturale, nato nel 2015 da un’idea di Luciombre, società che ha realizzato anche il festival romano. In occasione della manifestazione, per tre notti l’area compresa tra il Pigneto e Torpignattara sarà invasa da installazioni luminose interattive e video mapping, e luoghi pubblici e privati e bellezze architettoniche e archeologiche saranno svelati attraverso 19 opere site specific pensate e realizzate esclusivamente per il festival. Protagonista indiscussa è la light art, forma di arte urbana contemporanea che trasforma la città in un museo a cielo aperto, fruibile da tutti. Territorio e cittadini sono al centro di questo progetto che rappresenta, inoltre, un’occasione per valorizzare e riscattare la periferia romana.

Stratificazioni di LUPERCALES, RGB 2015. ©alvarovaldecantos
Stratificazioni di LUPERCALES, RGB 2015. ©alvarovaldecantos

LA DIMENSIONE ONIRICA DEL FESTIVAL

“Quello che vi proponiamo in questa edizione è un sogno lucido”, spiega ad Artribune il direttore artistico di RGB Light Experience Diego Labonia. “I sogni lucidi sono quelli in cui ci accorgiamo di sognare, in cui siamo noi stessi a esplorare e modificare ciò che accade, e per questo sono considerati un’esperienza di notevole qualità percettiva durante l’attività onirica. Gli artisti e il pubblico sono chiamati a diventare con noi sognatori lucidi naturali, persone capaci di rendersi conto di essere in un sogno”. Sognare ad occhi aperti è infatti il tema attorno a cui ruota il festival, che si prefigge l’obiettivo di immergere il pubblico in una dimensione onirica e allo stesso tempo reale, instaurando attraverso la light art una relazione suggestiva e inusuale con la città.

Lucigraphie di Luca Ruzza Openlab, RGB 2015
Lucigraphie di Luca Ruzza Openlab, RGB 2015

IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

Tra gli appuntamenti in programma, con Building’s soul – videomapping realizzato da VJ Alis, all’anagrafe Alice Felloni – sarà possibile sbirciare la vita e le storie degli abitanti di un palazzo, mentre con Iconografono – opera interattiva di Tommaso Rinaldi, aka High files – sarà addirittura possibile modificare la realtà. Il duo La mia paura è bianca, composto da Eleonora Avino e Martina Frattura, porta al festival Distorsione, installazione luminosa  capace di modificare la percezione dei luoghi osservati abitualmente. Lo soffia il cielo di S+C studio (Federico Ciani e Alessia Scatena) è un’opera ispirata a Cosa sono le nuvole, episodio di Capriccio all’italiana diretto da Pasolini, l’installazione audiovisiva System di Elisa Mancini rielabora le lettere, le immagini e i suoni inviati dal pubblico, mentre Simone Palma e Diego Labonia presentano la surreale e poetica Ether’ò, basata sulla proiezione di immagini su uno spettro d’acqua luminoso accompagnata dalle musiche di Matteo Colasanti.

LA DIMENSIONE SOCIALE DEL FESTIVAL

Nell’ambito del festival non rientrano soltanto eventi artistici, ma anche attività dalla connotazione sociale che mirano ad ampliare il coinvolgimento dei cittadini, la collaborazione con le molteplici realtà presenti e l’integrazione delle comunità multietniche. Ne è un esempio il progetto promosso da Asinitas Onlus, che ha organizzato un laboratorio di teatro delle ombre per donne migranti finalizzato alla realizzazione di un video. Sarà inoltre possibile partecipare, su prenotazione, a incontri e workshop sulle più recenti tecnologie digitali legate alla cultura della luce grazie alla collaborazione di partner, artisti, docenti ed esperti del settore – Gisella Gellini, Annamaria Monteverdi, PietroSperduti, Francesco Iezzi, Simone Palma, Maria Saggese e Children of Darklight. 

– Desirée Maida 

Roma // dal 27 al 29 ottobre 2017 
RGB Experience – Roma Glocal Brightness 
Sedi varie 
www.rgblightfest.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.