Murales contro l’abusivismo. A Carini interventi di Nemo’s, Collettivo Fx e Mangiatori di Patate

Nemo’s, Collettivo Fx e Mangiatori di Patate, insieme al collettivo palermitano Fare Ala, hanno dato avvio al progetto Welcome To Palermo – Vamos a la plaja per recuperare le spiagge “abusate” di Carini. Con l’arte.

I murale sulla spiaggia di Carini
I murale sulla spiaggia di Carini

Negli ultimi vent’anni il lungomare Cristoforo Colombo di Carini è stato protagonista di una lunga serie di dibattiti e controversie a causa delle numerose abitazioni abusive – costruite a partire dagli anni ’70 – che invadono 7 km di zona costiera. Nel 1996 Giovì Monteleone, allora consigliere comunale, oggi Sindaco di Carini – con il sindaco Nino Mannino, diede il via alla demolizione dei primi fabbricati situati a pochi metri dal mare. Una procedura che si è rivelata alquanto lenta, se si pensa che oggi il litorale carinese appare ancora occupato da eco-mostri. Ma le buone intenzioni sembrano non mancare dato che lo scorso Marzo sono state abbattute altre 6 villette: Monteleone, infatti, sembra intenzionato a fare tabula rasa degli abusi e bonificare l’area. Un obiettivo che sembra quanto mai lontano. Intanto, da poche settimane, percorrendo il litorale (o l’autostrada) si intravede qualcos’altro tra il cemento e ritagli di spiaggia: scritte, volti e strani personaggi rattrappiti che sembrano figli di questo paesaggio degradato: si tratta dei murales di Nemo’s, Collettivo Fx e Mangiatori di Patate che insieme al collettivo palermitano Fare Ala hanno dato avvio al progetto Welcome To Palermo – Vamos a la plaja. Un progetto pungente ma acuto che – similmente a quanto è stato fatto con Pizzo Sella Art Village – pone una lente di ingrandimento a quelle che sono le problematiche della provincia di Palermo riguardo l’edilizia abusiva e la sua ovvia conseguenza, l’inquinamento.

MURALE TRA ABITAZIONI ABUSIVE E MACERIE

Infatti, tra un’abitazione abusiva e tra le macerie di quella che lo era stata, sono ben visibili i rifiuti “dal più piccolo al più grande”: dalla bottiglia di plastica, ai sacchi dell’immondizia per finire con materassi ed elettrodomestici fuori uso. Insomma, il paesaggio si presenta degradato, una discarica dove legalità ed ecologia sono sepolte da pattume. Questo è il risultato dei maltrattamenti dei passanti, ma anche degli abitanti delle zone circostanti. Uno dei murales realizzati dal Collettivo Fx raffigura la scena cristiana della Deposizione dove vediamo il Cristo morto tra le braccia della Madonna dal volto triste e con gli occhi rivolti verso il mare; sotto la figura una scritta in rosso “Attenzione state depositando rifiuti sotto la deposizione”. Un richiamo diretto alla città di Carini dove ogni anno si svolge una grande processione nel periodo pasquale. Gli artisti, com’è loro abitudine fare, hanno osservato a lungo il paesaggio, si sono posti domande e hanno parlato con gli abitanti del litorale che – spiega un artista – hanno reazioni differenti: “da un lato ci sono le famiglie dei pescatori che vivono lì da generazioni; è gente umile, che vuole solamente lavorare e vivere in un piccolo appartamento con un affitto minimo. Dall’altro”, continua l’artista, “ci sono i proprietari delle villette; loro non sono molto propensi al dialogo e hanno un atteggiamento più diffidente, anche se, perseverando, sono pronti a spiegare le loro ragioni”. E proprio ai pescatori è dedicato il murales che raffigura Sant’Andrea, protettore di questa gente di mare.

MANGIATORI DI PATATE E BIO MARE

Tra i murales anche i sacchetti dell’immondizia e i cassonetti dipinti dai Mangiatori di Patate e le figure di Nemo’s. Tra queste una scatoletta, identica a quelle che troviamo al supermercato, che riporta la scritta “Bio Mare” e che al suo interno conserva uomini raggrinziti. Chi sono? Forse gli abitanti del luogo intrappolati come pesci avvizziti in ciò che loro stessi hanno creato? O rappresentano un po’ tutti noi e il nostro destino? Forse anche noi abbiamo dimenticato quel mare e non facciamo nulla per salvarlo. Come spesso succede, in questo progetto non c’è un tentativo di abbellimento e rivalutazione del luogo, bensì un invito alla riflessione. Questi murales sono solo alcuni di quelli che sono stati fatti e che è possibile vedere; alcuni erano stati già realizzati dai Mangiatori di Patate e dal Colletivo Fx nel 2015.

Francesca Renda

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