È morto a 87 anni il fotografo Steve Schapiro, reporter dei diritti civili in America

Le sue immagini della Marcia su Washington del 28 agosto 1963 sono celebri. Ha documentato anche l’assassinio di Martin Luther King e la campagna presidenziale di Robert Francis Kennedy nel 1968, ma ha anche realizzato copertine di dischi e locandine di film iconici.

Steve Schapiro. The Lumiere Brothers Center for Photography, Moscow, Russia
Steve Schapiro. The Lumiere Brothers Center for Photography, Moscow, Russia

È morto a 87 anni Steve Schapiro, fotografo dell’America da copertina e dell’America delle strade, delle lotte, degli sconvolgimenti civili e sociali. Nato a New York nel 1934, ha scoperto la fotografia da giovanissimo, all’età di nove anni, e ha iniziato quasi per gioco a immortalare la sua città, impressionato dalla potenza del mezzo fotografico e influenzato dalla leggerezza estetica di Cartier Bresson. Ma è stato il fotografo W. Eugene Smith, durante gli anni della formazione, a seminare in lui il germe dell’interesse per la fotografia sociale, per la documentazione della vita quotidiana e per l’empatia con i soggetti ritratti.

STEVE SCHAPIRO, LA CARRIERA E I SUCCESSI

Nel 1961 Schapiro inizia la sua carriera come fotoreporter freelance, guadagnandosi le pagine e le copertine dei giornali internazionali più rilevanti del tempo, tra cui Life, Look, Time, Newsweek, Rolling Stone, Vanity Fair, Sports Illustrated, People e Paris Match. Visse da protagonista gli anni Sessanta in America, un periodo noto come “l’età d’oro del fotogiornalismo“, realizzando saggi fotografici su argomenti disparati su costume e attualità, come la Pasqua ad Harlem, l’Apollo Theatre, le proteste politiche, la campagna presidenziale di Robert Kennedy. Ha raccontato, attraverso il suo obiettivo, molte storie relative al movimento per i diritti civili, tra cui la marcia su Washington per il lavoro e la libertà, la marcia da Selma a Montgomery e, non da ultimo, l’assassinio di Martin Luther King Jr. Il suo talento è sconfinato anche nei mondi del cinema, della musica e della pubblicità, con locandine per film iconici come Il Padrino, Come eravamo, Taxi Driver, Midnight Cowboy, Rambo, Risky Business e Billy Madison, progetti con musicisti del calibro di Barbra Streisand e David Bowie, copertine di dischi e opere d’arte.

STEVE SCHAPIRO, LA FOTOGRAFIA NEI MUSEI

Ad interessarsi al suo lavoro furono anche le più importanti istituzioni, come il Metropolitan Museum of Art di New York, che già nel 1969 gli dedicò la mostra Harlem on my Mind, esponendo i suoi lavori di fotoreportage, e l’High Museum of Art di Atlanta che ha ospitato nei suoi spazi Road to Freedom, con numerose fotografie relative al movimento per i diritti civili e a Martin Luther King. Steve Schapiro ha ricevuto il James Joyce Award e una borsa di studio presso l’University College di Dublino e il suo lavoro è esposto in varie collezioni private e pubbliche, tra cui lo Smithsonian Museum, l’High Museum of Art, il New York Metropolitan Museum e il Getty Museum.

– Giulia Ronchi

http://steveschapiro.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.