I gesti artistici di Letizia Cariello rivivono nelle fotografie di Camilla Gorini, intrecciando forza e creatività.Lo presenta in anteprima su Artribune la stessa fotografa.

Siamo nel 1963 e in una nota dei Taccuini di Albert Camus si legge: “Non staccarsi dal mondo. Non si fallisce nella vita quando la si pone in piena luce. Tutti i miei sforzi, in tutte le situazioni, le sventure, le delusioni, tendono a ristabilire i contatti. E anche nella tristezza, quale desiderio di amare e quale ebbrezza alla semplice vista di una collina nell’aria della sera. Contatti con il vero, anzitutto con la natura, e poi con l’arte di coloro che hanno capito, e con la mia se ne sono in grado. Se no, ho pur sempre davanti la luce, l’acqua, e l’ebbrezza, e le labbra umide del desiderio. Una disperazione sorridente. Senza via d’uscita, ma tale da tenere costantemente in esercizio un dominio di sé peraltro vano. L’essenziale: non perdersi e non perdere ciò che di se stessi dorme nel mondo”.

Camilla Gorini, dalla serie Le Mani. L’arte del ricomporsi
Camilla Gorini, dalla serie Le Mani. L’arte del ricomporsi

LE FOTOGRAFIE DI CAMILLA GORINI

Questo lavoro è dedicato a Letizia Cariello, la cui creazione artistica è divenuta creazione spirituale. Le mani, trama di questo progetto, racchiudono dentro di sé una forza sensibile. Sono cacciatrici di bellezza. Bellezza del rimarginare una ferita profonda, del ricongiungere legami perduti.
Le mani ci ricordano che sentire è vivere e vivere è sentire. Narrano di una connessione fra spazio interiore e mondo esterno che l’artista vuole consolidare attraverso un filo annodato più volte intorno a solidi chiodi di ferro. Quasi fosse una sorta di liturgia volta ad allontanare i silenzi della solitudine, le incrinature innaturali. Per non perdersi, per non perdere ciò che di noi dorme nel mondo. Per ricordarci che ciò che è fuori è anche dentro.
Il filo di Letizia è un filo di natura fragile, sembra basti poco perché si frantumi e si trasformi in frammenti inservibili, tuttavia, intrecciato più volte su se stesso, dipinge la forza e la resistenza di continuare a essere fedele a questa sua connessione che è forza invisibile e governatrice dei processi della vita. Queste fotografie sono un elogio alle mani che ci insegnano l’arte del ricomporsi e che sono tracce sincere di umanità.

‒ Camilla Gorini

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AutoreLetizia Cariello
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Camilla Gorini
Camilla Gorini è una fotografa italiana, classe 1995, con sede a Milano. La sua ricerca fotografica documenta e concettualizza la fragilità come espressione della condizione umana. Il suo lavoro abbraccia il medio e il grande formato e nella sua scelta stilistica si trova un fedele rigore monocromatico.