Come il Vento. Catania e Napoli nella prima personale del fotografo Glauco Canalis

Fino al 3 novembre 2020. Il fotografo Glauco Canalis porta una riflessione su due città gemelle del mediterraneo: Catania e Napoli.

Glauco Canalis come il vento sopra un SH
Glauco Canalis come il vento sopra un SH

Come il Vento – Sopra un SH è il titolo della primissima personale del fotografo Glauco Canalis (Piazza Armerina, 1990), in mostra presso 2Lab Gallery e co-curata da Ritmo e 2Lab Gallery. Glauco Canalis è un fotografo siciliano che vive e lavora a Londra. Il suo lavoro, come ribadisce nei suoi statement, riflette sulle nozioni di identità e luogo, con un focus specifico su un’idea di Mediterraneo che definisce lo spazio di quasi tutte le sue narrazioni visive. Il paesaggio e le città nel meridione d’Italia, i contesti giovanili, le comunità urbane, i rapporti fra culture e popoli, sono elementi costanti della sua ricerca.Per il suo esordio espositivo Glauco sceglie il cuore pulsante di Catania, ovvero il quartiere popolare di San Cristoforo, in Via Plebiscito al civico 172 dove la galleria ha recentemente rilanciato il proprio programma culturale. La località rafforza ulteriormente un sottotesto presente nelle sue immagini, che osservano l’esistenza ai margini delle città, margini sociali più che geografici. Dalla trafficata e caotica via Plebiscito si accede ad un cortile interno di un palazzo ottocentesco, in fondo al quale spicca un lungo banner che mostra un ragazzo quasi di spalle in una rotazione improvvisa in sella ad un motorino. L’immagine ha una dominante calda ed è poco definita, come un fotogramma di un ricordo impresso a mente dalla nostra infanzia. Ispirato da una rima del giovane rapper Paky di origini napoletane ma nato e cresciuto a Rozzano in periferia di Milano, questo titolo sembra riassumere in una crasi perfetta l’equilibrio tra poesia e realtà verace della vita nelle aree marginali delle città, un’ode alle vite dei giovani cresciuti senza privilegi, veloci come il vento, in sella ai loro motorini.

LA MOSTRA: NAPOLI E CATANIA

La mostra propone un percorso di immagini che esplora i contesti giovanili nelle periferie delle città di Napoli e Catania. L’allestimento concepito dall’artista e i curatori vede le immagini prive di cornice incollate alle pareti sovrapponendosi a linee vettoriali che tracciano delle forme a prima vista astratte, ma che facendo un passo indietro rimandano chiaramente agli assi viari e water-front delle due città, come in una visione satellitare.
Lo scenario è disposto su due pareti ad angolo che sembrano quasi specchiarsi attraverso la distribuzione e forma delle immagini sulla parete, unite da una gigantografia di una veduta paradossale ed illusoria. Uno spiazzo sotto due blocchi di palazzi scarni, circondato da auto parcheggiate dove si inserisce un motoscafo fermo sotto un pino marittimo ornamentale. Una visione tanto paradossale quanto normale per chi si è trovato a vivere o attraversare la periferia.

IL SAGGIO DI SALVATORE GARZILLO

In una terza parete separata due immagini si staccano stilisticamente dal resto dell’esposizione.
Non più spartanamente adesive alla parete ma incorniciate in due cornici/sculture concepite proprio dall’artista e realizzate in collaborazione di un muratore locale e i curatori di Ritmo. Si tratta di due cornici in cemento sostenute da un telaio in rete metallica a maglia fine che compone anche la superficie sulla quale le foto si vanno ad incastonare, formandone sia la superficie che lo spazio tra l’immagine ed il perimetro, come un passpartout industriale. Attraverso la maglia è possibile anche scorgere il proseguire dei vettoriali presenti sulla parete.  Il sapore di questi materiali è un chiaro rimando agli elementi che definiscono le architetture di tutta la periferia d’Italia. Cemento armato e Ferro. Nell’allestimento volutamente non sono state inserite le didascalie con l’intento di non identificare le immagini in un dato luogo e contesto, aprendo la percezione all’attraversare un unico panorama, mediterraneo e decadente. Per completare l’immaginario l’artista ha scelto il giornalista di cronaca partenopeo, Salvatore Garzillo, per la scrittura di un saggio/racconto che accompagnasse il percorso visivo. Scrive Garzillo: Nella geografia umana la periferia non è solo quell’area ai margini del centro della città, ma genericamente la condizione di esclusione dal cuore della società. I protagonisti di Canalis sono marginali ma mai sconfitti, ti spingono con la panza o ti guardano dritto negli occhi senza arretrare. Sei tu fuori posto, loro mai. E se pensi di seminarli loro ti riprendono. Sopra un SH”.

PAROLA ALL’ARTISTA

Questa è stata la mia prima mostra personale in assoluto — racconta Glauco Canalis ad Artribune— era importante che fosse Catania il punto di partenza. Catania infatti è stata il mio punto di partenza per la ricerca fotografica che ho sviluppato e che ha destato interesse da parte di varie figure chiave nel mio percorso. Ancora più importante è stato portare un lavoro che unisse i punti tra Catania e Napoli. Due città fondamentali per la mia ricerca visiva. Due città chiave nella storia del Mediterraneo, il macro-tema che unisce tutto il mio lavoro. L’allestimento curato da Ritmo e 2Lab ha puntato all’anima del mio lavoro, ovvero non soltanto l’osservare ma il percorrere. Camminare è la pratica fondamentale di un fotografo, e i tracciati sulle pareti rimandano proprio a unidea di percorso, mappa. Linee interrotte come tentativi diversi di raggiungere un punto di vista privilegiato o unico. Le cornici che ho ideato volevano riportare una tangibilità degli elementi che determinano il tessuto urbano, il cemento e alluminio. Asfalto e Lamiera. Percorso e ostacolo. E aggiunge: “questa mostra è scaturita dalla volontà di presentare il mio lavoro e percorso al tessuto culturale della città di Catania, in concomitanza ad un Laboratorio di ricerca visiva centrato sulla pratica dell’esplorazione urbana organizzato sempre presso 2Lab Gallery. Il Laboratorio è stato rinviato causa covid, probabilmente ai primi mesi dell’anno successivo, ma rimangono aperte le iscrizioni fino ad esaurimento posti”.

Bianca Felicori  

https://www.welcometoritmo.com/events/biografie-urbane
https://www.duelab.org/projects/biografie-urbane/

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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.