World Press Photo 2020: il vincitore è Yasuyoshi Chiba con la poesia della nonviolenza

La ribellione pare essere il letimotiv dell’edizione 2020: mentre il fotografo giapponese si aggiudica la Foto dell’anno raffigurando un atto di ribellione poetica in Sudan, la Storia dell’anno va a Romain Laurendeau, che documenta il disagio sociale tra i giovani algerini.

People chant slogans as a young man recites a poem, illuminated by mobile phones, before the opposition's direct dialog with people in Khartoum on June 19, 2019. - People chanted slogans including
People chant slogans as a young man recites a poem, illuminated by mobile phones, before the opposition's direct dialog with people in Khartoum on June 19, 2019. - People chanted slogans including "revolution" and "civil" as the young man recited a poem about revolution. (Photo by Yasuyoshi CHIBA / AFP)

Il World Press Photo, il più importante premio fotogiornalistico del mondo, ha annunciato i vincitori della 63esima edizione. Il riconoscimento per la Foto dell’anno va a Yasuyoshi Chiba, fotografo giapponese di base a Nairobi, capo del dipartimento per l’Africa dell’est e dell’Oceano Indiano per conto dell’Agence France-Presse (AFP). Il suo scatto, dal titolo Straight Voice, mostra un ragazzo, illuminato dalle luci dei cellulari delle persone che lo attorniano, intento a recitare una poesia di protesta, mentre altri manifestanti intonano slogan per i diritti civili. L’immagine è stata realizzata a Khartum, in Sudan, il 19 giugno 2019 durante un blackout. “Nell’immagine vediamo questo giovane che non sta sparando, non sta lanciando una pietra, ma sta recitando una poesia. È riconoscente, ed esprime anche un senso di speranza”, ha commentato Lekgetho Makola, capo del Market Photo Workshop e a capo della giuria del Photo Contest 2020. L’annuncio è avvenuto sui canali social del World Press Photo al posto della consueta cerimonia di premiazione che si svolge ad Amsterdam, annullata a causa della pandemia di Covid-19.

World Press Photo Story of the Year Nominee Romain Laurendeau 22/11/2014, Bologhine, Alger : Des supporters de foot chantent durant un match derby. tDues à des violences, ce match se déroule à huis-clos. Les supporters se retrouvent devant l'église Notre Dame d'Afrique afin de pouvoir entrevoir le match en contrebas.
World Press Photo Story of the Year Nominee Romain Laurendeau

WORLD PRESS PHOTO 2020: LA STORIA DELL’ANNO

Il secondo premio più importante, quello di Storia dell’anno, va a Romain Laurendeau che con Kho, the Genesis of a Revolt racconta del profondo disagio sociale della gioventù algerina. La quale osando sfidare le autorità, ha instillato il senso di ribellione in tutta la popolazione integrandola nella propria azione e dando vita al più grande movimento di protesta in Algeria degli ultimi decenni. “È stato impossibile per me non riconoscermi in questi giovani che, stanchi di questa situazione nel paese, chiedono di vivere come tutti gli altri”, ha commentato il fotografo, che ha lavorato a progetti a lungo termine come fotografo professionista in Francia, Senegal, Algeria, Israele e nei territori palestinesi. A Laurendeau è stato diagnosticato il cheratocono, una malattia oculare progressiva che distorce la cornea. Dopo un trapianto di cornea nel 2009, ha deciso di viaggiare molto per documentare la condizione umana in tutti i suoi aspetti sociali, economici e politici. Di seguito, la lista di tutti i vincitori divisi per categoria:

Foto dell’anno
Yasuyoshi Chiba, Afp

Storia dell’anno
Romain Laurendeau

Categoria contemporary issues, singole
Nikita Teryoshin

Categoria contemporary issues, storie
Lorenzo Tugnoli, Contrasto/The Washington Post

Categoria ambiente, singole
Esther Horvath, The New York Times

Categoria ambiente, storie
Luca Locatelli, National Geographic

Categoria general news, singole
Yasuyoshi Chiba, Agence France-Presse

Categoria general news, storie
Nicolas Asfouri, Agence France-Presse

Categoria progetti a lungo termine
Romain Laurendeau

Categoria natura, singole
Alain Schroeder

Categoria natura, storie
Alain Schroeder, National Geographic

Categoria ritratti, singole
Tomek Kaczor, Duży Format/Gazeta Wyborcza

Categoria ritratti, storie
Adam Ferguson, The New York Times Magazine

Categoria sport, singole
Mark Blinch, NBAE

Categoria sport, storie
Wally Skalij, Los Angeles Times

Categoria spot news, singole
Farouk Batiche, Deutsche Presse/Agentur

Categoria spot news, storie
Mulugeta Ayene, Associated Press

-Giulia Ronchi

www.worldpressphoto.org

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.