Quali souvenir si portavano a casa dal Grand Tour? A Milano una mostra per scoprirlo
Realizzato in collaborazione con il Met di NY, il Poldi Pezzoli presenta un nuovo progetto che integra e amplia la propria collezione, portando in città un grande capolavoro di Giovanni Paolo Panini e una curiosa serie di souvenir d’altri tempi
È un viaggio indietro nel tempo più ricco di fascino, a quasi tre secoli fa, quello che propone il Museo Poldi Pezzoli per il 2026. Un viaggio lungo strade sterrate che attraversano antiche rovine romane, tra souvenir d’artista e vedute mozzafiato. Il mito del Gran Tour torna a Milano, a qualche anno di distanza dalla grande mostra ospitata alle Gallerie d’Italia. E lo fa con una proposta singolare, che devia dalle canoniche rassegne limitate nell’esposizione del vedutismo e dei capricci di Sette e Ottocento, ampliando piuttosto la visione a tutte le parti che componevano l’esperienza del “Viaggio in Italia” delle aristocrazie europee. Un percorso formativo, certo, carico di scenari naturalistici e culturali, ma anche fatto di mappe, di taccuini, di ventagli-ricordo, di gioielli di lusso alternativi ai nostri odierni magneti e portachiavi. Dal capolavoro di Giovanni Paolo Panini – con una reinterpretazione d’eccezione del regista turco-italiano Ferzan Özpetek – il viaggio si snoda tra le sale del Museo, invitando a scoprire i souvenir più curiosi e inattesi.

Giovanni Paolo Panini maestro del Grand Tour a Milano
Piacentino di origini, Giovanni Paolo Panini si può considerare una delle maggiori personalità artistiche attive nella grande “macchina” del Grand Tour. Forte della sua educazione in geometria e prospettiva apprese al seminario vescovile di Piacenza, si trasferì presto a Roma, dove si specializzò in capricci – composizioni fantasiose di monumenti celebri e rovine – e vedute italiane. Poco ci volle per conquistare il cuore delle dame e dei gentiluomini che venivano in visita nel Bel Paese per scoprire le meraviglie del territorio, percorrendola dalle alpi fino alle punte della Sicilia. Quando non c’erano ancora le cartoline, erano artisti come lui a soddisfare il desiderio dei “turisti” – se così li possiamo definire – di portare un pezzetto di Italia a casa con sé. Oltre agli incarichi per personaggi internazionali, Panini si occupò anche di adornare le dimore di patrizi romani, tra cui un sontuoso appartamento al Quirinale per il cardinale Spinola. Il suo pennello immortalava le bellezze d’Italia, combinandole magicamente in composizioni impossibili, in cui i grandi monumenti distanti nello spazio… si trovavano inaspettatamente vicini di casa.

Roma Antica: il capolavoro di Panini
L’opera capitale di Giovanni Paolo Panini, Roma Antica, fu realizzata intorno a metà Settecento, per l’ambasciatore francese presso la Santa Sede. Si tratta dell’enorme dipinto con cui si apre la mostra, riletto in senso cinematografico da Ferzan Özpetek, che lo anima a partire dagli occhi di una fanciulla dormiente. Le bellezze della Città Eterna prendono così vita, invitando il pubblico a immergersi appieno nelle meraviglie raffigurate. Ed è infatti solo prestando la massima attenzione ai dettagli, che si può cogliere il vero senso di tutto il dipinto. Si tratta di una sorta di enorme museo immaginario che raccoglie dipinti, miniature e sculture dei grandi capolavori architettonici – e artistici in generale – della Roma dell’antichità. Dall’immancabile Colosseo al Laocoonte, passando per le Terme di Caracalla e il Pantheon. L’artista ha voluto riunire nel perimetro di un quadro secoli di imprese e di storia, offrendole al pubblico come una gigantesca cartolina.

Le vedute del Grand Tour a Milano al Poldi Pezzoli
Parlando di Grand Tour, non ci si può sottrarre dall’ammirare qualche veduta. Souvenir per eccellenza richiesto dalla nobiltà europea, i dipinti di paesaggio raffiguranti le bellezze italiane erano ambitissimi come ricordo eterno della luce, dei colori, della natura della penisola. Anche il popolo – comprese le sue abitudini e i costumi più insoliti – era oggetto di grande interesse. Non a caso capita di vedere certe “macchiette” immortalate nel bel mezzo delle rovine romane o napoletane. Nella piccola selezione offerta tra le sale del Poldi Pezzoli, sono raccolti scorci di Roma e Venezia: tappe obbligate del Grand Tour. Protagonista assoluto è Gaspar van Wittel: uno dei maggiori pittori del genere, che ci porta ad ammirare due scorci delle cupole della Capitale barocca. C’è poi il Pantheon, ancora di Panini, descritto nei dettagli architettonici e quotidiani con tanto di turisti intenti a visitarlo. Si tratta di un’opera di nuova acquisizione del Poldi Pezzoli, che – grazie alla generosità di Giovanna Zanuso – arricchisce da oggi Milano della prima opera dell’autore parte di una collezione pubblica.

Ventagli e souvenir dal Grand Tour al Poldi Pezzoli
Ma la parte più interessante dell’esposizione è quanto si cela tra le sale delle cosiddette “arti minori” del Museo: l’universo di sfaccettature di souvenir e oggetti utili durante il Viaggio in Italia. La scoperta delle meraviglie della penisola passava in anzitutto attraverso le pagine delle guide: Les Délices de l’Italie, prima guida descrittiva che proponeva itinerari distinti per città. E poi la Guida per il viaggio d’Italia in posta, articolata pensando a un pubblico più ampio, che poteva avvalersi, appunto, della “posta” come mezzo per i vari spostamenti. Esposte alcune pagine di questi particolari volumi, che si uniscono alla ricchissima collezione di ventagli-cartolina dipinti con paesaggi e monumenti. Questi ultimi, in perfetta conservazione, restituiscono deliziose miniature del Vesuvio, del Colosseo e di altre meraviglie, sempre contornate dalle amatissime grottesche allora da poco riscoperte negli scavi archeologici.
Culmine del fascino del Grand Tour sono, però, le parure in micromosaico. Anelli, braccialetti, collane e spille, tutti ornati da minuscole tesserine che permettevano di portare sempre con sé i paesaggi che avevano toccato il cuore. Capolavori in miniatura che testimoniano la qualità raggiungibile ai tempi da parte delle arti minori. In queste, il Poldi Pezzoli ha una ricchissima collezione da mostrare. Accanto ai gioielli, infatti, sono visibili anche squisiti orologi di incredibile fattura.
Emma Sedini
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