Riaprono i Musei Civici Gian Giacomo Galletti a Domodossola. Ecco come saranno

I Musei riaprono a Palazzo San Francesco dopo circa quarant’anni di cantiere e con un arricchito palinsesto espositivo

Pinacoteca degli artisti vigezzini con scultura di Paolo Troubetzkoy ph Alberto Lorenzina
Pinacoteca degli artisti vigezzini con scultura di Paolo Troubetzkoy ph Alberto Lorenzina

Si inaugurano venerdì 18 giugno i Musei Civici Gian Giacomo Galletti di Domodossola, ospitati a Palazzo San Francesco che riapre con una rinnovata veste museografica dopo una complessa campagna di restauri. Si tratta di un polo museale eterogeneo che restituisce un ricco patrimonio raccolto grazie ad un generoso collezionismo locale. “Palazzo San Francesco”, sottolinea Antonio D’Amico, direttore e conservatore dei Musei Civici Gian Giacomo Galletti, “è l’insieme di molti musei che raccontano la storia di un territorio di frontiera, che da una parte guarda all’Italia e dall’altra ai paesi limitrofi, in particolare la Svizzera e la Francia. Entrare all’interno di Palazzo San Francesco, – soprattutto in questo preciso momento storico, vuol dire immergersi in un osservatorio privilegiato dove riscoprire la storia e l’identità culturale dell’Ossola, ma anche un luogo che è una fucina di idee per costruire il futuro e guardare lontano”.

Museo di scienze naturali, collezione dell'Angelo, intervento cromatico alle pareti di Gianluca Quaglia ph Alberto Lorenzina
Museo di scienze naturali, collezione dell’Angelo, intervento cromatico alle pareti di Gianluca Quaglia ph Alberto Lorenzina

I MUSEI CIVICI

I Musei Civici Gian Giacomo Galletti sono disposti su tre livelli espositivi, progettati dall’architetto Paolo Carlo Rancati con interventi site specific dell’artista Gianluca Quaglia. Il piano terra è destinato alle mostre temporanee; il primo piano al Museo di Scienze Naturali e il secondo alla Pinacoteca e alle sezioni di archeologia (in cui spicca, il corredo funerario del guerriero ossolano Claro Fuenno), di arte sacra con suppellettili liturgiche e infine di disegni che riproducono opere di artisti seicenteschi. Nella sua variegata articolazione, il complesso museale contribuisce a ricostruire l’identità storico artistica e naturalistica della vivace comunità ossolana, all’interno di un palazzo costruito nei primi anni dell’Ottocento dalla famiglia Belli, inglobando l’antica chiesa francescana sottostante. Viene acquistato nel 1881 da Gian Giacomo Galletti, piemontese di origini modeste, divenuto imprenditore di metalli preziosi e deputato del parlamento italiano, per costituire una fondazione filantropica con lo scopo di concorrere all’educazione dei suoi concittadini e a un generale miglioramento delle loro condizioni di vita.

Museo di Scienze Naturali intervento cromatico permanente di Gianluca Quaglia ph Alberto Lorenzina
Museo di Scienze Naturali intervento cromatico permanente di Gianluca Quaglia ph Alberto Lorenzina

LA MOSTRA PER LA RIAPERTURA

Pertanto, la Fondazione Galletti resta fedele alla volontà del suo ideatore e riapre a Palazzo San Francesco dopo circa quarant’anni di cantiere con un arricchito palinsesto espositivo, comprensivo della mostra temporanea “Incanto e disincanto. La forza delle idee”, curata da Antonio D’Amico, visitabile fino a dicembre. Realizzata in collaborazione con la Diocesi di Novara e con altre collezioni private, l’iniziativa sviluppa in tre sezioni, la storia del palazzo, del fondatore e sul fronte iconografico anche quella di San Francesco attraverso i contributi pittorici, tra gli altri, di Guercino, Tanzio da Varallo, Federico Barocci, Bartolomeo Passerotti.

-Marilena Di Tursi-

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Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.