“Salviamo Villa Verdi”. Lanciato crowdfunding per il restauro della dimora del compositore

Gli eredi di Giuseppe Verdi hanno lanciato un crowdfunding per sostenere i lavori di restauro di cui necessita la dimora in cui il compositore visse nella seconda metà dell’Ottocento, a Sant’Agata di Villanova sull’Arda (PC)

Villa Verdi
Villa Verdi

“Libiamo, libiamo ne’ lieti calici/che la bellezza infiora/e la fuggevol’ora/s’inebrii a voluttà” sono i versi di una delle opere più famose e rappresentate al mondo, la Traviata, composta da Giuseppe Verdi (Le Roncole di Busseto, 1813 – Milano, 1901), artista e politico emblema del Risorgimento italiano: forse non tutti sanno che il celebre compositore, oltre ad aver scritto capolavori come Nabucco, Aida, Rigoletto e il Trovatore, è stato anche deputato al primo parlamento nazionale che aveva sede a Torino. Una vita all’insegna della musica e dell’impegno politico, i cui avvincenti episodi sono stati raccontati non solo nei teatri e al parlamento, ma anche nella casa in cui visse Verdi: la villa che si trova a Sant’Agata di Villanova sull’Arda (PC), oggi casa museo che ha bisogno di un urgente restauro e al quale si può contribuire partecipando al crowdfunding “Salviamo Villa Verdi”.

Il Parco di Villa Verdi
Il Parco di Villa Verdi

LA VILLA DI GIUSEPPE VERDI A SANT’AGATA DI VILLANOVA SULL’ARDA

Verdi acquista la villa nel 1848, andando ad abitarvi nel 1851. È lo stesso compositore a progettare la sua nuova dimora, facendo gli schizzi del progetto di ampliamento e dando precise indicazioni sui materiali da utilizzare per i lavori. Per queste ragioni, attraverso la villa è possibile leggere la vita e l’opera di Verdi, comprenderne il genio ma anche i suoi canoni estetici. La villa-museo oggi ospita gli eredi del compositore che, nel rispettarne le volontà, la custodiscono immutata: si trovano all’interno della dimora arredi ed effetti personali di Verdi, come il fortepiano di marca Fritz da lui utilizzato per comporre le sue opere, tra cui il Trovatore e la Traviata, il pianoforte Erard usato dal 1871 in poi, i guanti usati esclusivamente per dirigere la Messa da Requiem a Milano in onore a Manzoni, il cilindro e la sciarpa ritratti nel celebre quadro di Giovanni Boldini (1886); inoltre la villa comprende oltre sei ettari di parco con piante, fiori ed erbe selezionate da Verdi, che si trovano nell’area naturalistica della Riserva di Biosfera Mab UNESCO del Po Grande.

La camera di Giuseppe Verdi
La camera di Giuseppe Verdi

IL CROWFUNDING PER IL RESTAURO DELLA VILLA DI GIUSEPPE VERDI

Il terreno su cui è stata costruita la villa è molto argilloso, condizione che sta portando la parte anteriore dell’edificio a sprofondare, causando dissestamenti. La dimora ha quindi bisogno di urgenti interventi di restauro, oltre a dover sostenere le spese per il suo staff: la chiusura forzata durante il lockdown non ha giovato alle casse del museo, che rischia così di chiudere definitivamente al pubblico. Tutte queste criticità hanno spinto gli eredi di Verdi a lanciare un crowdfunding sulla piattaforma INNAMORATI DELLA CULTURA (www.innamoratidellacultura.it), sui cui è possibile fare donazioni a partire da 10 euro. “Prima di arrivare ad una decisione drastica”, ha dichiarato l’erede del compositore Angiolo Carrara Verdi, “abbiamo scelto di rivolgerci a Innamoratidellacultura, piattaforma italiana specializzata nelle campagne di crowdfunding in ambito artistico e culturale, per raccogliere tutte le donazioni possibili”. Per contribuire alla raccolta fondi c’è tempo fino al prossimo settembre.

– Desirée Maida

https://www.innamoratidellacultura.it/projects/salviamo-il-museo-di-villa-verdi/ 

 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.