Un viaggio nel paese del sogno. Arte sarda a Teulada

Palazzo Baronale, Teulada ‒ fino al 10 settembre 2017. La mostra “Tutta d’oro e di rosa” ripercorre la storia dell’arte sarda dell’inizio del Novecento. Attraverso le opere di alcuni tra i più importanti maestri locali.

Cesare Cabras, Corteggiamento a Teulada
Cesare Cabras, Corteggiamento a Teulada

Può sembrare strano e curioso il fatto che un piccolo centro isolato come il paese di Teulada, nel sud-ovest della Sardegna, abbia avuto un ruolo importante nella definizione di una nuova identità per l’arte isolana di inizio Novecento. Eppure, la centralità di Teulada nell’opera di alcuni artisti sardi – primo fra tutti Giuseppe Biasi – è innegabile, come ben illustrato dalla mostra Tutta d’oro e di rosa. Il mito di Teulada agli albori dell’arte identitaria sarda, curata da Maria Paola Dettori.
Biasi, insieme all’amico Mario Mossa de Murtas, visitò Teulada per la prima volta nel 1910, dopo essere rimasto incantato dalle forme e dai colori del costume tradizionale teuladino, osservato in occasione di una manifestazione religiosa.
L’attrazione provata dai due artisti sassaresi – giovani benestanti e acculturati – per quello che Mossa definì “il paese del sogno” può essere facilmente spiegata se inquadrata nell’ottica di una ricerca degli aspetti primordiali della vita, del rifiuto dei temi accademici (erano entrambi pittori autodidatti) e, non da ultimo, di ambienti remoti e inesplorati, come appunto dovette apparire ai loro occhi l’isolato centro sulcitano. In un certo senso, può non essere sbagliato affermare che essi seppero ritrovare a Teulada le stesse suggestioni che prima di loro avevano colpito Gauguin a Tahiti o Picasso in Africa. Sarebbe tuttavia erroneo sostenere che essi guardassero a Teulada esclusivamente con l’occhio di chi ricerca la purezza del dato etnico e folkloristico.

Giuseppe Biasi, Sposa di Teulada
Giuseppe Biasi, Sposa di Teulada

UNA NUOVA IMMAGINE

Il fatto di non trovarsi in mondi lontani ma nella loro terra, la Sardegna, diede loro modo di riscoprire un senso di appartenenza a un popolo le cui radici e tradizioni erano state troppo facilmente messe in ombra dai pregiudizi e dai luoghi comuni allora diffusi.
L’arte divenne per loro, quindi, un sistema per opporre a una diffusa immagine negativa – quella che troppo superficialmente etichettava i sardi come un popolo di banditi e criminali – una nuova immagine, positiva e pura. Gli aspetti della vita teuladina furono alla base della creazione di questa immagine. I quadri dei due artisti sono popolati da figure gioiose e feste di paese, scene di canti e balli, processioni e matrimoni. Le immagini dei paesani, abbigliati immancabilmente con il costume tradizionale, non sono più quelle di poveri contadini, ma diventano figure di rara nobiltà e bellezza, grazie all’eleganza esotica e ai ricami colorati dei loro abiti.

Cesare Cabras, S'Incresiu
Cesare Cabras, S’Incresiu

GLI ARTISTI

La leggerezza e la gioiosità delle scene saranno una costante per tutta l’arte d’ispirazione teuladina. Sulla scia dei due maestri sassaresi, infatti, numerosi altri artisti ricorsero al tema di Teulada, e in particolare a quello del suo costume, nelle loro opere. Queste, così come quelle di Biasi e Mossa, sono visibili nell’esposizione: si va dai lavori di Tarquinio Sini, che in tante sue scene seppe rappresentare con abile ironia il contrasto fra il progresso inarrestabile della vita di città e le tradizioni secolari della vita di paese, a quelli più realistici e carichi di devozione di Cesare Cabras, l’artista che più a lungo soggiornò a Teulada (dal 1922 al 1930) e che più di tutti seppe testimoniare con precisione e capacità tecnica gli aspetti più affascinanti e sacrali della vita teuladina, passando per quelli di altri importanti maestri sardi quali Melkiorre Melis o Edina Altara fino ad arrivare a Stanis Dessy.
Completano l’esposizione una serie di costumi e ricami tipici di Teulada, che consentono ai visitatori di riscoprire le stesse suggestioni che colpirono gli artisti citati, e che testimoniano una tradizione che tutt’ora vive e caratterizza alcuni momenti importanti dei riti e delle feste teuladine.

Daniele Mulas

Evento correlato
Nome eventoTutta d'oro e di rosa. Il mito di Teulada
Vernissage14/08/2017
Duratadal 14/08/2017 al 10/09/2017
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoPALAZZO BARONALE
IndirizzoPiazza Parrocchia 20 09019 - Teulada - Sardegna
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Daniele Mulas
Sono nato a Cagliari nel 1990. Proprio a Cagliari ho iniziato la mia formazione in ambito artistico frequentando il corso di laurea in Beni Culturali storico-artistici e interessandomi alla comunicazione dei beni artistici, lavorando come guida turistica e dedicandomi all'ideazione e organizzazione di eventi culturali. Nel 2013 mi sono trasferito a Bologna per frequentare il corso di laurea magistrale in Arti Visive. Nella stessa città, ho collaborato a eventi quali la fiera Setup Art Fair e il festival Performing Gender, tenutosi al museo MAMbo, alla mostra "Diari di viaggio. Storie di città illustrate", parte del festival di fumetto e illustrazione BilBolBul 2015, e a diverse attività dell'associazione culturale Kunstrasse. Nell'estate del 2015 ho svolto uno stage presso il Settore Arti Visive e Architettura della Biennale di Venezia. In occasione del mio stage, in particolare, ho avuto modo di occuparmi della gestione del processo di virtualizzazione della 56. Mostra Internazionale d'Arte "All the World's Futures" in collaborazione con Google Cultural Institute. A gennaio 2016 sono stato assunto presso il settore Arti Visive e Architettura della Biennale di Venezia e attualmente lavoro all'interno del team organizzativo della 15. Mostra Internazionale di Architettura "Reporting from the Front".