A Torino due artisti rwandesi aprono un nuovo spazio espositivo non profit (e sotto c’è un atelier da vedere)
Fondato dagli artisti Francis e Christian Offman, nati in Rwanda ma italiani d’adozione da quasi trent0anni, lo spazio privato vuole far crescere i lavori che non hanno ancora trovato una forma definitiva. E nel sottosuolo c’è uno spettacolare atelier di produzione
In swahili musafiri significa “viaggiatore”: indica chi arriva, si ferma per un po’ e poi riparte. In altre lingue, questa stessa parola indica l’ospite. È il nome che assume un nuovo spazio spazio indipendente e non profit di Torino, un luogo dove possano svilupparsi ilavori “che non hanno ancora trovato una forma definitiva”.
A Torino apre lo spazio indipendente e non profit MUSAFIRI di Francis e Christian Offman
Nato come spazio privato in Corso Filippo Turati, da MUSAFIRI si entra su invito personale confermando sempre la propria presenza a questo indirizzo [email protected]. È stato fondato da due artisti rwandesi di nascita e italiani di adozione: Francis Offman (Butare, 1987) e Christian Offman (Butare, 1993), in Italia dal 1999. Francis ha studiato Scienze dell’amministrazione presso l’Università degli Studi di Milano e Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Christian ha completato gli studi di Belle Arti tra Bologna, Münster e Monaco di Baviera. Hanno esposto alla Quadriennale di Roma, lavorato con il Black History Month Florence, il Mattatoio di Roma e il Castello di Rivoli.
MUSAFIRI secondo i suoi fondatori
Le loro pratiche sono “un punto di partenza, non un modello per gli altri. Gli artisti potranno portare opere, materiali e domande capaci di cambiare il modo in cui questo luogo viene usato“, spiegano. “Le esperienze dei fondatori tra Rwanda e Italia accompagnano questo inizio. Gli inviti seguiranno le affinità fra pratiche e persone, non una provenienza prestabilita. La scelta non profit serve a custodire tempo per questi incontri e per lavori che non chiedono subito un esito“.

Il programma di MUSAFIRI
Concepito come uno spazio dedicato alla ricerca e alla sperimentazione artistica, MUSAFIRI – una parola che ha a che fare col senso di accoglienza – ospiterà un programma di mostre, conversazioni e visite in studio, offrendo agli artisti invitati la libertà di esplorare nuove modalità di interazione con lo spazio. Per l’Art Week torinese, le visite sono estese la sera del 31 ottobre fino alle 23 (per la Gallery Night) e il 1° novembre per la colazione, dalle 9 alle 11.30.
L’installazione NUMBER ONE da MUSAFIRI
Aperto il 23 ottobre, lo spazio ospita fino al 1° novembre NUMBER ONE, un’installazione di due cabinati arcade, con schermi, joystick e pulsanti. In questo ambiente ,che cambia con l’uso e con la presenza delle persone, si può scegliere un gioco (tra quelli vintage degli Anni Ottanta e Novanta), prendere i comandi senza monete né gettoni oppure restare a guardare. “Un momento di decompressione durante questa intensa art week, in attesa di svelare tutto il programma dello spazio”. Due libretti raccolgono i titoli disponibili: si possono sfogliare per scegliere, ritrovare qualcosa di familiare o provare un nuovo gioco. Chi conosce un gioco può mostrarlo a chi lo incontra per la prima volta: una partita diventa un’occasione per stare insieme.

Sotto MUSAFIRI ci sono gli atelier dove gli artisti producono tra falegnamerie e forni per la terracotta
Nel sottosuolo del piccolo spazio espositivo però, dopo aver superato una impervia scala a chiocciola, c’è decisamente una sorpresa: i locali diventano molto capienti, luminosi, pieni di materiali, stock di argilla, lunghi tavoli da lavoro, un forno per terracotta e un locale dedicato alla falegnameria. È l’atelier dei due fratelli, soprattutto di Christian, visto che Francis fa maggiormente base a Bologna. “Dovevo scegliere una città dove stabilirmi” spiega Christian Offman ad Artribune, “e alla fine Monaco di Baviera, dove studiavo, risultava troppo costosa. Torino da questo punto di vista è più accessibile e poi è arrivato questo spazio perfetto, con tante aperture, comodità, accessibilità e soprattutto con il piccolo locale su strada che ci ha suggerito l’idea di far nascere Musafiri”. Così c’è lo studio di produzione e lo spazio espositivo di sperimentazione. Quello che si aggiungerà forse in futuro è un progetto di residenze d’artista, magari proprio dedicato agli artisti africani.
MUSAFIRI
Corso Filippo Turati 10B, Torino
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati