A Firenze una mostra si trasforma in un duello tra artisti di ieri e di oggi
I due spazi espositivi di Galleria Poggiali presentano il confronto-scontro tra il pittore Enzo Cucchi e il collettivo anonimo CANEMORTO. È un inseguimento tra generazioni che dura fino al 27 febbraio 2027 e dove i teschi sono protagonisti
Enzo Cucchi (Morro d’Alba, 1949) e il collettivo CANEMORTO si scontrano a singolar tenzone a Firenze, la città simbolo delle dispute tra artisti. Senza fare scomodi paragoni basti citare i celeberrimi duelli tra Brunelleschi e Ghiberti, Leonardo e Michelangelo, Baccio Bandinelli e Benvenuto Cellini, giusto per ricordare i pesi massimi di quella storia dell’arte che tutti abbiamo imparato a studiare e che proprio a Firenze si sono scontrati dialetticamente, lasciandoci gustosissime rivalità da leggere e immaginare.

Il legame tra Enzo Cucchi e CANEMORTO
La metafora scanzonata del ring, del combattimento tra due modi di dipingere, è in realtà un sapiente incipit narrativo dell’incontro e del legame tra Enzo Cucchi e i CANEMORTO, di un dialogo pittorico tra uno dei protagonisti della Transavanguardia e di quel ritorno a un certo modo di intendere i colori e il segno che ha fatto scuola non solo in Italia; e tre giovani che da quella lezione sicuramente hanno imparato (e volutamente disimparato), liquefacendola, però, con la street culture annusata e ricreata a partire da muri urbani dimenticati.
La mostra alla Galleria Poggiali di Firenze
Quattro personalità che hanno imparato a conoscersi tra la storica litografia Bulla a Roma e la residenza marchigiana a Morro d’Alba di Enzo Cucchi. Come scrive Antonio Grulli, curatore della mostra da Poggiali insieme ad Alessandro Cucchi: “Un piano che poggia su tre punti sarà sempre in equilibrio: è invincibile. Se vogliamo l’instabilità dobbiamo aggiungere un ulteriore punto di appoggio, un quarto elemento sottostante. Su quattro gambe il piano può ballare, ondeggiare, farsi sorgente di inquietudine […] Ma quei quattro punti sono anche la costellazione in cui è racchiuso il segno del ring”. Bellissima immagine che si può avere di questa duplice esposizione. Una mostra piena di teschi – figura emblematica della produzione di Enzo –, alcuni in bilico, altri danzanti in ebbrezze cromatiche in contrasto con l’immaginario che un teschio porta con sé. Le opere di Enzo Cucchi sembrano dei memento mori al contrario, soprattutto in relazione alle composizioni alate e nervose, beatamente blasfeme, della CANEMORTO. Memento vivere.
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Due mostre per due spazi
Gli spazi della Galleria Poggiali sono congeniali in questo percorso di controcanti, di inseguimento tra due generazioni. Nello spazio in via Benedetta 3r, con Enzo Cucchi vs CANEMORTO, è Enzo Cucchi a elaborare una lettura completamente personale di questo confronto, scegliendo opere, ritmo e costruzione dello spazio secondo la propria sensibilità. Mentre in via della Scala 35/A, con CANEMORTO vs Enzo Cucchi, è la triade a stabilire le regole del gioco: seleziona le opere, costruisce l’allestimento e definisce il proprio percorso espositivo. Un percorso che parte con un rosso incandescente per proseguire in un tumulto cromatico destinato, però, a estinguersi. L’ultima sala è in onore al nero, sacrale e sacrilego.
L’immediata necessarietà delle opere esposte
Una suite blues di canti e controcanti continui tra Enzo Cucchi e la CANEMORTO. Come scrive Alessando Cucchi è una mostra dove “Ciò che ne viene fuori sono tutti lavori raggelati dalla necessità, non è facile attaccargli addosso definizioni, titoli o significati letterari, è come attaccare un post-it su una parola confondendone il motivo originale della sua esistenza. I luoghi immaginati, i luoghi comuni, sono la paradossale scintilla su cui tutto si muove e diventa semplicemente vero”.
Mattia Andres Lombardo
Firenze // fino al 27 febbraio 2027
Enzo Cucchi VS CANEMORTO / CANEMORTO VS Enzo Cucchi
GALLERIA POGGIALI – Via della Scala, 35/A; Via Benedetta, 3r
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