Bagnoregio e Bolsena fanno trionfare la Tuscia. Sarà Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2028

Con un progetto incentrato sulle nuove generazioni, le due cittadine del Viterbese, presentatesi insieme, hanno la meglio sulle altre tre candidate finaliste, compresa la favoritissima Padova. Il Ministero della Cultura sottolinea l’alto livello complessivo delle proposte vagliate

Riunite in Sala Spadolini, a Roma, le quattro città finaliste al titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 si sono ritrovate nella mattinata del 12 ottobre, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, per apprendere la proclamazione finale.

Cos’è la Capitale italiana dell’Arte Contemporanea

L’iniziativa, istituita dal Ministero della Cultura nel 2024, sul modello della Capitale italiana della Cultura, proprio quest’anno vede cimentarsi con la sfida il primo Comune designato, Gibellina. Nel 2027, invece, il testimone sarà raccolto da Alba: la città piemontese si è aggiudicata il riconoscimento con una programmazione – e un parterre di nomi e profili coinvolti – decisamente altisonante e qualificata.
Mentre negli ultimi giorni Padova, Civita di Bagnoregio e Bolsena, Pozzuoli e Capri hanno presentato alla giuria del Dipartimento per le Attività Culturali del MiC i rispettivi dossier, nel corso delle audizioni pubbliche che hanno determinato la scelta della città vincitrice.
Come sottolinea il neo Direttore del Dipartimento per le attività culturali Massimo Osanna, “tutti i lavori presentati, pur diversi per storia, dimensione, carattere, sono stati di alto livello, mirati a investire sulle comunità”. “In Italia” prosegue Osanna “è quasi scontato avere un rapporto con il patrimonio storico e questo spesso significa minore attenzione per l’arte contemporanea, che invece ci aiuta ad avere una nuova visione della realtà. Abbiamo il compito di sostenere la produzione culturale, di ampliare le possibilità di partecipazione. L’arte contemporanea deve essere pervasiva nei luoghi della cultura, dai musei alle biblioteche, ai teatri. L’antico deve dialogare con il presente. Perché l’arte contemporanea, attraverso la libertà della ricerca, può incidere fortemente sulla realtà”.

L’arte contemporanea e le giovani generazioni. La vittoria di Civita di Bagnoregio e Bolsena

Un discorso che mette al centro l’accessibilità e l’importanza della formazione all’arte contemporanea: elementi che alla luce del risultato sembrano fortemente aver indirizzato la scelta della giuria, compatta nell’individuare la città vincitrice (“Abbiamo espresso giudizio unanime” sottolinea Lorenza Baroncelli “nonostante il livello delle candidature fosse altissimo”). Ed è anche il Ministro Giuli a corroborare il tema: “Il contemporaneo ha senso se guarda in avanti, se nel flusso della storia si rivolge alle giovani generazioni. Le attività del Ministero della Cultura trovano un destinatario ideale nelle giovani generazioni, e a loro dedichiamo l’apertura di questa busta”. Dunque – contro i pronostici della vigilia che vedevano come favorita Padova, con il suo imponente schieramento di nomi e risorse – si aggiudicano la vittoria Civita di Bagnoregio e Bolsena, grazie a un progetto che “si distingue per la piena e documentata aderenza alle visione del bando”, e che intende l’arte contemporanea “non come evento da consumare, ma come infrastruttura permanente”. In particolar modo, “il programma artistico è di alto profilo e dialoga con l’identità dei luoghi senza sovrapporsi a essa”, e il progetto “è costruito sin dall’impianto sull’eredità che intende lasciare: la continuità è presidiata da una programmazione pluriennale, il quadro economico è dimensionato con prudenza, senza dipendere da un unico finanziatore, al centro della proposta c’è la formazione dei più giovani, per un risultato che matura nel tempo”.

Il progetto di Civita di Bagnoregio e Bolsena Capitale italiana dell’Arte Contemporanea

Civita di Bagnoregio e Bolsena – nella Tuscia che di recente ha visto nascere una nuova rete territoriale per la valorizzazione dell’arte contemporanea – vincono con il dossier Arte che viene, arte che va, “un lavoro costruito in mesi di confronto con artisti, istituzioni, scuole e associazioni” spiega il sindaco di Civita, Luca Profili. “È un risultato che appartiene a tutto il territorio del lago e della Tuscia”, sottolineava il sindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte, solo qualche settimana fa. Il progetto propone infatti di trasformare il territorio in un laboratorio diffuso di produzione, formazione e partecipazione culturale: “Questo è un dono bellissimo per la Tuscia, che in passato ha sofferto spesso di un senso di inferiorità nei confronti di altri luoghi, ma che è terra di verità e di autenticità. Vogliamo diventare un modello per l’arte contemporanea. E dedichiamo il risultato a tutti gli abitanti della provincia di Viterbo: vogliamo dare ai nostri ragazzi la possibilità di vivere nel territorio, alimentare una cittadinanza di ritorno”.
A Civita di Bagnoregio e Bolsena spetta ora un contributo di 1 milione di euro per la realizzazione del programma culturale e degli interventi previsti nel dossier. Appuntamento nel 2028.

Livia Montagnoli

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