In uno spazio multidisciplinare di Milano si può ascoltare una mostra
Succede da Settantaventidue, dove è iniziato un ciclo di appuntamenti dedicati alla sperimentazione sonora come pratica espositiva. Il suono diventa installazione e l’ascolto è un’esperienza immersiva da condividere
Nel panorama degli spazi indipendenti milanesi orientati alla ricerca e ai linguaggi ibridi, la galleria Settantaventidue si distingue per una programmazione peculiare, inaugurando una nuova serie di esposizioni sonore. Fondata lungo il Naviglio Grande nel novembre 2023 su progetto di Alessandro Scotti insieme a Daniel Marzona (recentemente scomparso), Luca Pitoni, Giuseppe Ielasi, Nicola Mafessoni e l’editore Bruno Tonini, la galleria si è affermata per la sua spiccata trasversalità. La contaminazione risuona come esito naturale dei percorsi eterogenei dei suoi ideatori, provenienti da ambiti differenti: dalla grafica alla curatela, dall’arte contemporanea alla sound art fino alla fotografia e al design. A unirli è una matrice comune: l’urgenza di creare uno spazio di condivisione e dialogo, in cui si respira un’aria di casa circondati dalla bellezza delle collezioni.

Le attività di Settantaventidue a Milano
Questo principio unificante, insieme all’originale calendario di eventi, fa di questo hub no profit una realtà in cui si riducono le distanze. Al distacco severo degli spazi espositivi tradizionali e ai modelli di accessibilità selettiva, si contrappone qui la possibilità di recuperare un rapporto diretto e ravvicinato con la produzione artistica, che si tratti di opere storicizzate – come nel caso degli Archivi Cesare Leonardi e Gabriele Basilico – o di performance dal vivo. In questa direzione si inserisce la Sound Exhibition Series, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicati alla sperimentazione acustica, che riprende e organizza in una struttura più organica un interessa coltivato dalla galleria fin dagli esordi.
Il progetto “Sound Exhibition Series” da Settantaventidue
Come racconta il curatore Giuseppe Ielasi, il progetto consiste in un programma di concerti e installazioni sonore fruibili secondo modalità convenzionalmente dedicate alle opere visive. Grazie a un sound system realizzato appositamente da Futura Research, l’oggetto d’arte è sempre disponibile: non è legato a un orario specifico, si può ascoltare in solitudine o con un pubblico, e permette di scegliere il tempo di ascolto. Il visitatore ha così modo di creare un rapporto uno a uno con l’opera, recuperando una dimensione di intimità. Se nelle occasioni iniziali il sistema audio era stato presentato attraverso la riproduzione in sequenza di brani richiesti a musicisti (con un’attenzione rivolta più all’impianto complessivo che alle singole tracce), oggi il focus cambia.

Le parole del curatore Giuseppe Ielasi
“Quest’anno la scelta si è spostata verso l’installazione sonora”, spiega Ielasi. “Abbiamo voluto commissionare la produzione di brani inediti a compositori e artisti, con l’intento di escluderne qualsiasi anticipazione digitale: nessuna preview online per offrire un’esperienza unica, con un dettaglio sonoro preciso, fruibile per la sola durata della mostra e situata all’interno dello spazio espositivo. Per ascoltarla è necessario venire in galleria. Al momento non c’è un tema prestabilito, se non quello di creare opere pensate appositamente per questo spazio e per un ascolto profondo; siamo fiduciosi che il progetto possa funzionare”.
Il primo ospite di “Sound Exhibition Series”
Ad aprire la serie indipendente è il compositore e performer giapponese Masaya Kato: attivo dal 2011, la sua pratica attraversa musica, poesia, arti visive e performative, estendendosi alla produzione di video, installazioni, fotografie, spettacoli di danza e sculture sonore. La sua presenza rivela, inoltre, l’approccio fortemente curatoriale del progetto, sviluppato con il co-curatore Fabio Perletta e maturato attraverso la conoscenza diretta e un dialogo costante con gli artisti coinvolti. Per l’occasione, Masaya Kato presenta Flux (still), una composizione che incorpora le sonorità di elementi organici, come sabbia e acqua, a processori elettronici, combinando pianoforte e improvvisazione al Fender Rhodes. Il risultato è un suono stratificato, tridimensionale, quasi tattile, fatto di sequenze non lineari che ben si sposano con la riproduzione in loop che ne accentua la dimensione immersiva.
I prossimi appuntamenti da Settantaventidue
Sarà possibile ascoltare l’installazione sonora tutti i giovedì fino alla pausa estiva, mentre la programmazione riprenderà a settembre con un concerto della musicista giapponese Miki Yui, che lascerà un suo brano inedito in ascolto per un mese. La serie proseguirà poi con cadenza mensile, affidando a diversi artisti la realizzazione di nuove opere sonore. Attraverso la Sound Exhibition Series, Settantaventidue consolida così una ricerca in cui il suono approda a un valore sinestetico e l’ascolto diventa esperienza tangibile.
Annalisa Campagna
Milano
Sound Exhibition Series
SETTANTAVENTIDUE – Via Lodovico il Moro, 1
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