Dove finisce la città. La ricchezza dell’arte italiana nella mostra del Premio Sparti ad Ascoli

Fino al 28 giugno, dislocata nelle due sedi di Forte Malatesta e Frida Museum la mostra del Premio Sparti è un inno all’arte italiana e al suo fare, abbattendo le barriere del tempo e dello stato

Il futuro si costruisce infrangendo le regole del passato. Con questo spirito debutta la V edizione del ⁠Premio Sparti di Ascoli Piceno, curata da ⁠Alex Urso, critico d’arte e giornalista culturale, ma prima di tutto artista visivo. Un aspetto identitario, l’essere artista, che gli permette di spaziare meglio nel mondo della curatela, con uno sguardo capace di penetrare i linguaggi, intrecciando arte e società, generando cortocircuiti visivi ed emotivi. Negli ultimi anni ha indagato la provincia come esplorazione del “non-centro”, opponendosi all’idea di borgo come banale scenografia mordi e fuggi. Una ricerca che approda al ⁠Forte Malatesta, fortezza rinascimentale divenuta carcere nell’Ottocento, oggi concettualmente simbolo dell’abbattimento delle barriere.

Veduta dell'allestimento “Dove finisce la città”, a cura di Alex Urso. Forte Malatesta, Ascoli Piceno (Premio Sparti 2026). Ph: Marco Biancucci
Veduta dell’allestimento “Dove finisce la città”, a cura di Alex Urso. Forte Malatesta, Ascoli Piceno (Premio Sparti 2026). Ph: Marco Biancucci

La mostra del Premio Sparti

Dove finisce la cittànon poteva che essere un titolo perfetto, così come quelli delle tre sezioni Essere oltre (dedicata agli artisti che operano in provincia su scala nazionale), Essere qui (rivolta agli artisti del territorio marchigiano) ed Essere altro (specifica per gli under 35): tre categorie che rompono lo stantio schema di suddivisione anagrafica, proponendo nei due avverbi di luogo e nel pronome indefinito, inediti attraversamenti e nuove rotte artistiche.

Apre la mostra l’opera di Chiara Valentini, una complessa installazione di morbide anatomie, elementi di alluminio ed evocazioni di vasi archeologi, realizzati con fragili elementi come la carta. Un messaggio dove memoria e l’antropologia s’intrecciano in un Essere qui che, nella visione del curatore, è uno spaccato di artisti che, con caparbia e determinazione, lavorano ogni giorno nel coltivare la propria opera in modo vincolante al luogo fisico e viceversa.

Premio Sparti: le opere in mostra

Una visione e una pratica che accomuna oltre a Chiara Valentini, Riccardo Angelini, Fabrizio Cotognini, Giovanni Gaggia, Arianna Pace, Giorgio Pignotti, Alchemy Project e Paola Tassetti. Dall’Essere qui si passa all’Essere oltre, dove lo spettatore compie un viaggio concettuale. Non un percorso lineare, ma un alternarsi di pitture dagli scenari diversificati, opere tecnologiche, interventi installativi inconsueti ma capaci di ritmare gli spazi con visioni inedite e inaspettate, opere di matrice concettuale, altre legate al disegno.

Premio Sparti: gli artisti in mostra

Davide Maria Coltro, Deriva, Andrea Mastrovito, Luigi Presicce, Giorgia Severi, Giuseppe Stampone, Enrico Tealdi, Virginia Zanetti e Marco Maria Zanin, sono gli artisti di Essere oltre che rispondono alla concretezza e all’autenticità della provincia, unitamente a una visione globale. Chiude la mostra l’iconica altalena di Francesco Arena. Simbolicamente incastonata nel minuscolo cortile dove i detenuti trascorrevano l’ora d’aria, attraverso il suo moto oscillatorio, essa evoca il perenne contrasto tra stabilità e precarietà, incarnando un’idea di libertà individuale assoluta. Il Premio Sparti 2026 firmato da Alex Urso racconta un’Italia tanto ricca di artisti che non cercano per forza Biennali (ben venga se arrivano) per dare un significato vero e autentico al “fare” arte. Sicché Essere altro, la sezione co-curata da Alex Urso e Caterina Angelucci, e ospitata negli spazi del Frida Museum, che include le opere dei giovani Sofia Boarino, Cristina Lavosi, Alessandra Leta, Eleonora Rinaldi e Martino Santori, di cui si saprà il vincitore a chiusura della mostra, più che un’affermazione è un invito a trasformare il presente in un ponte verso un nuovo modo di essere.

Maria Letizia Paiato

Ascoli Piceno // fino al 28 giugno 2026
Premio Sparti – V edizione. Dove finisce la città
FORTE MALATESTA – Via delle Terme
FRIDA MUSEUM – via delle Canterine 45
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Maria Letizia Paiato

Maria Letizia Paiato

Maria Letizia Paiato storico e critico dell’arte è docente di Stile, Storia dell’Arte e del Costume presso l'Accademia di Belle Arti di Macerata. Dottore di Ricerca (Ph.D) in Storia dell’Arte Contemporanea, Specializzata in Storia dell’Arte e Arti Minori all’Università degli…

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