Cambia tutto al Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia: niente direttore, la guida passa a un comitato scientifico

Si tratta di una soluzione che punta a distribuire responsabilità e visioni, costruendo un modello collegiale per il futuro dell’istituzione spezzina

A un anno e mezzo dalla riapertura del museo e dal nuovo corso inaugurato con il partenariato tra Comune e Fondazione Carispezia, il CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea definisce la propria nuova struttura di governance culturale. Non più, dunque, una direzione unica, ma da un lato un comitato scientifico di sette membri chiamato a orientare le scelte artistiche e di ricerca, dall’altro un comitato tecnico incaricato degli aspetti operativi e amministrativi. Una soluzione che punta a distribuire responsabilità e visioni, costruendo un modello collegiale per il futuro dell’istituzione spezzina.

In particolare, a capo del comitato tecnico c’è l’avvocato Giacomo Bei per cui “la formazione del Comitato Scientifico, con i suoi sette autorevoli membri, rappresenta il passaggio più importante nel percorso, intrapreso nel 2024, per la valorizzazione del CAMeC e delle sue collezioni. Questo organismo è un punto di incontro tra competenze scientifiche, visioni e sensibilità diverse, unite dall’obiettivo comune di valorizzare il patrimonio artistico e promuovere la ricerca contemporanea”.

Il nuovo corso per il CAMeC della Spezia

Dopo l’addio dell’ormai ex direttore Antonio Grulli, in carica per circa un semestre, il nuovo organo scientifico sarà presieduto dallo storico dell’arte Gerhard Wolf, direttore del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max Planck Institut e membro dell’Accademia delle Scienze e delle Lettere di Berlino-Brandeburgo. A lui si deve anche il recente riallestimento della collezione permanente del museo, che ha coinvolto oltre duecento opere provenienti dai fondi del CAMeC, ridisegnando il percorso espositivo secondo un’impostazione più sperimentale e interdisciplinare. La sua presenza alla guida del nuovo organismo segna la volontà di consolidare la dimensione internazionale della programmazione. “Il CAMeC rappresenta oggi un esempio virtuoso di come un museo locale possa aprirsi al mondo, dialogare con le istituzioni internazionali e diventare un laboratorio culturale di eccellenza. La sfida è mantenere questa apertura mantenendo al contempo un forte legame con il territorio e con le comunità locali”, commenta Wolf.

Il comitato scientifico del CAMeC della Spezia

Intorno a Wolf si riunisce un gruppo eterogeneo di studiosi, curatori e figure del sistema dell’arte. Ne fanno parte Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi; lo storico dell’arte Francesco Guzzetti, docente all’Università di Firenze; l’avvocato e collezionista Giuseppe Iannaccone, fondatore della Fondazione Giuseppe Iannaccone impegnata nel sostegno ai giovani artisti; l’architetta italo-britannica Giulia Lecchini, fondatrice dell’associazione Friends of CAMeC e coordinatrice del comitato scientifico; la curatrice Mirjam Varadinis del Kunsthaus Zürich; ed Elena Volpato, conservatrice della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. “Partecipare al comitato scientifico del CAMeC è un’occasione unica per contribuire alla crescita di un museo che ha già dimostrato capacità di innovazione e di apertura internazionale. Il nostro compito è far dialogare tradizione e sperimentazione, collezione permanente e progetti temporanei”, afferma Volpato.

Il CAMeC della Spezia verso un orizzonte sempre più internazionale

La scelta di un organismo collegiale arriva in una fase di consolidamento per il museo ligure. Dopo la riapertura e il rilancio avviato nel 2024, il CAMeC sta cercando di ridefinire il proprio ruolo nel panorama nazionale attraverso un programma espositivo più strutturato e un dialogo più stretto con istituzioni e professionisti internazionali. In questa prospettiva, il comitato scientifico non sarà solo un organo consultivo, ma il luogo in cui si elaboreranno le linee culturali e curatoriali del museo. Ad aprile 2026 aprirà la nuova stagione una mostra curata da Elena Volpato dedicata alla rilettura del Romanticismo nell’arte contemporanea.

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Redazione

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