La fiera Art Paris 2026: linguaggi, riparazioni e una città in grande rinascita
Saranno circa 165 le gallerie partecipanti, provenienti da una ventina di Paesi. La maggior parte degli espositori sarà rappresentata da gallerie francesi, mentre il restante arriverà dall’estero. Un equilibrio che conferma la vocazione di Art Paris come piattaforma al tempo stesso regionale e cosmopolita
Torna a occupare la navata e le balconate del Grand Palais a Parigi la longeva Art Paris che, dal 9 al 12 aprile 2026, inaugura la sua 28esima edizione riaffermando il proprio ruolo di fiera primaverile di riferimento per l’arte moderna e contemporanea. Dopo il trionfale ritorno nella storica sede parigina nel 2025, la rassegna, capace di coniugare identità locale e apertura internazionale, è al centro di una città che vive una stagione di rinnovato protagonismo artistico.
In arrivo Art Paris 2026 a Parigi
Saranno circa 165 le gallerie partecipanti, provenienti da una ventina di Paesi. Il 60% degli espositori sarà rappresentato da gallerie francesi, mentre il restante 40% arriverà dall’estero; un equilibrio che conferma la vocazione di Art Paris come piattaforma al tempo stesso regionale e cosmopolita. Quasi un terzo delle gallerie (29%) parteciperà per la prima volta, segno di una fiera che continua a rinnovarsi e ad attrarre nuove energie, pur mantenendo una solida base di presenze storiche.
Le gallerie di Art Paris 2026
Accanto a nomi decisamente consolidati come Galleria Continua, Lelong, Nathalie Obadia, Almine Rech, Templon, Semiose o Waddington Custot, l’edizione 2026 vedrà il debutto di gallerie francesi e internazionali di primo piano, tra cui Bendana-Pinel, In Situ – Fabienne Leclerc, Esther Schipper, Iragui Gallery, Pietro Sparta, Galerie Papillon, Lumen Travo, RocioSantaCruz e Cassandra Bird. Una selezione che riflette la ricchezza dell’ecosistema delle gallerie francesi e la sua capacità di dialogare con la scena globale.
Art Paris 2026: le sezioni curate
Al centro del progetto curatoriale di Art Paris 2026 vi sono due grandi temi affidati a curatori ospiti, concepiti come veri e propri percorsi di lettura della fiera, accompagnati da un catalogo dedicato. Il primo, Babel – Arte e linguaggio in Francia, a cura di Loïc Le Gall, propone uno sguardo approfondito sulla scena francese contemporanea attraverso le opere di 21 artisti selezionati tra le gallerie partecipanti. Il tema del linguaggio viene indagato nelle sue molteplici declinazioni: dalla materialità delle lettere al rapporto tra testo e immagine, dalla traduzione all’ambiguità dei segni, dalla pluralità degli alfabeti alla circolazione delle parole nelle reti. Ne emerge l’idea dell’arte come laboratorio critico, luogo di osservazione e reinvenzione delle forme linguistiche, capace di mettere in discussione il nostro modo di costruire e decodificare la realtà. Loïc Le Gall, storico dell’arte e direttore del Passerelle Centre d’Art Contemporain di Brest, porta in questo progetto un’esperienza curatoriale maturata tra istituzioni come il Centre Pompidou e il Centre National des Arts Plastiques, oltre a un’intensa attività espositiva in Francia e all’estero. Il suo percorso tematico si muove tra figurazione e astrazione, invitando il visitatore a interrogarsi sul potere simbolico delle parole e dei segni nel mondo contemporaneo.
Art Paris 2026 e i temi della 28esima edizione
Il secondo tema, Riparazione, curato da Alexia Fabre, amplia lo sguardo a una prospettiva internazionale: a partire da venti artisti selezionati tra le gallerie partecipanti, la riparazione viene intesa come gesto simbolico e concreto, capace di ricomporre frammenti, curare ferite visibili e invisibili, mettere in relazione passato, presente e futuro. Lontana da una definizione univoca, la riparazione attraversa le dimensioni personali e collettive, allude a traumi, assenze e silenzi della storia, ma anche a processi di resilienza, resistenza e reinvenzione. Può manifestarsi come cicatrice o scomparire, farsi invisibile, diventando relazione, dialogo, desiderio di continuità. Alexia Fabre, infatti, direttrice esecutiva del Centre Pompidou Francilien di Massy e figura di riferimento della scena curatoriale francese, porta in fiera un approccio fortemente legato alle questioni sociali, politiche e culturali del presente. Dopo aver diretto l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts de Paris e curato la 17esima Biennale di Lione, Fabre conferma con questo progetto l’attenzione di Art Paris ai temi che attraversano il mondo contemporaneo.
Art Paris 2026 e la scena emergente Grande spazio è riservato anche alle nuove generazioni attraverso la sezione Promises, dedicata alle gallerie fondate da meno di dieci anni. Situata sulle balconate sud del Grand Palais, la sezione accoglierà 27 gallerie e offrirà uno sguardo sulle ricerche più avanzate dell’arte emergente. Sostenuta direttamente dalla fiera grazie a condizioni economiche agevolate, Promises sarà curata da Marc Donnadieu, critico e curatore indipendente, e beneficerà di un’ampia visibilità nei canali di comunicazione ufficiali. Art Paris 2026 conferma inoltre il proprio impegno nella valorizzazione delle mostre monografiche, incoraggiando i Solo Show sia nella sezione generale sia in Promises, e nel dialogo con altri ambiti della creatività contemporanea. Torna infatti il settore French Design Art Edition, dedicato al design e alle arti decorative contemporanee, con una selezione di circa quindici espositori tra designer, studi e gallerie specializzate, curata da Jean-Paul Bath e Sandy Saad di Le FRENCH DESIGN.
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