In Germania la prima mostra dell’artista Shilpa Gupta ha un impianto monumentale
Dopo averle conferito il prestigioso premio Possehl, l’omonima Fondazione di Lübeck ha omaggiato la grande artista indiana con la sua prima retrospettiva in Germania, mostra che offre un’esaustiva panoramica sui suoi ultimi due decenni di carriera
Lo scorso 27 settembre la Fondazione Possehl di Lübeck ha conferito alla nota artista Shilpa Gupta (Mumbai, 1976) l’omonimo premio 2025, costituito oltre che dalla prestigiosa fee di 25.000 €, anche dalla sua prima grande mostra personale in Germania. Una grande retrospettiva, intitolata We last met in the mirror alla Kunsthalle St. Annen, a cura di Noura Dirani, che articolata lungo i 4 piani del museo, offre attraverso un ricco corpus di opere un’esaustiva panoramica sugli ultimi due decenni di carriera dell’artista indiana. Mostra con cui la Fondazione Possehl intende trasformare Lübeck in un importante centro per l’arte contemporanea internazionale.
Le opere di Shilpa Gupta alla Kunsthalle St. Anne di Lübeck
Tra gli archi della prima sala, l’opera 100 hand drawn maps of Germany, con il suo continuo scorrimento di pagine, medita sulla fragilità delle immaginazioni cartografiche. 100 disegni della mappa della Germania realizzati da persone di varie generazioni e raccolti in un libro che, mossi dal ventilatore di fronte, si rivelano completamente diversi pur condividendo il soggetto. Interpretazioni che nel loro essere manifestazione delle singole soggettività fanno riflettere sull’instabilità di mappe e confini, confermando l’impossibilità di raggiungere un’identità territoriale precisa e quanto siano diverse le modalità con cui la stessa viene percepita e tramandata dai cittadini. Altre opere della stessa serie 100 sono esposte sui pianerottoli delle scale, tra cui la versione con le mappe italiane, dove invece i vari schizzi sono trasferiti uno sopra l’altro utilizzando la carta carbone su un unico foglio di carta, risultando in una composizione intricata fatta di linee sovrapposte che rappresentano i confini.

La ricerca di unione e condivisione nella mostra di Shilpa Gupta in Germania
L’installazione gigante I live under your sky too che illumina il titolo, presentato in tre lingue: hindi, urdu e inglese, evoca il concetto di condivisione planetaria e sfrutta il cielo come strumento per annullare le divisioni geografiche superflue. Viviamo tutti sotto lo stesso cielo!
Il motivo della stella – un elemento visivo solitamente utilizzato sulle bandiere per comunicare l’identità nazionale – è riproposto con una nuova disposizione nel Stars on the flags of the world. Stelle realizzate in cera fusa – il cui volume complessivo corrisponde al volume del corpo dell’artista – sono sparse sul pavimento. I visitatori possono portare con sé una stella, rendendo l’installazione in continua evoluzione. Il numero di stelle diminuisce e la disposizione evapora gradualmente, suggerendo l’instabilità e l’impermanenza delle distinzioni imposte. Un’altra opera con lo stesso titolo, in cui una tela piatta ricamata con stelle è appesa in diagonale nella stanza al piano superiore, con i suoi fili sottili che ricordano la stessa fragilità dei meccanismi identitari.
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La visione politica nell’arte di Shilpa Gupta alla Kunsthalle St. Anne di Lübeck
Il professore di antropologia Fabio Dei, nel suo libro Antropologia culturale, analizza l’erosione delle identità fisse, “le cornici identitarie nazionali, pur restando dominanti, si indeboliscono e diventano confuse di fronte a processi di circolazione globale di persone, merci e idee”. Oggi, distinguere chi appartiene alla categoria dei “noi” e chi appartiene a quella degli “altri” è diventato sempre più complicato, una condizione che Dei descrive come “l’orrore per l’indeterminazione”. Nelle sue opere, Gupta mette a nudo i meccanismi attraverso i quali gli Stati e le istituzioni tentano di classificare, regolare e controllare l’identità. La sua arte denuncia l’entusiasmo dello Stato nel definire “noi” al fine di escludere gli “altri” e sostiene una collettività umana più ampia e inclusiva.
Kush Jariwala
Shilpa Gupta, We last met in the mirror
Kunsthalle St. Annen, Lübeck
Fino al 1° marzo 2026
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