Gino Gianuizzi fa rinascere la leggendaria galleria Neon a Bologna che apre a febbraio durante la prossima Arte Fiera (ma senza mostre)

Inaugurerà nei giorni di Arte Fiera, all’inizio di febbraio 2026, lo spazio di Via San Donato che raccoglie l’eredità della galleria Neon, proponendosi come luogo per attuare progetti condivisi. Uno spazio vuoto per esprimersi in libertà

Nel 1981, Neon si presentava sulla scena artistica bolognese senza un programma predeterminato, proponendosi come laboratorio di idee, a disposizione di artisti e curatori che volessero confrontarsi e sviluppare nuovi percorsi. 

La storia di Neon a Bologna

Concepito come conseguenza del Settantasette, “spazio di utopia nato quando le utopie rivoluzionarie si scioglievano”, Neon nasceva dall’intuizione di Gino Gianuizzi, prendendo forma come esperienza originale e anticonformista. In trent’anni di attività, operativo fino al 2011, lo spazio bolognese – condotto in via Solferino da Gianuizzi insieme a Francesca Alinovi, prima, e Roberto Daolio, poi – ha raccolto e favorito lo sviluppo di esperienze artistiche e sperimentazioni. Nel 2022 il MAMbo gli ha dedicato una mostra, da cui nel 2023 è nato il volume NO, NEON, NO CRY.

L’eredità di Neon prende forma durante Arte Fiera 2026

E Gianuizzi non ha mai smesso di essere presenza attiva nel pungolare il sistema artistico e culturale cittadino, auspicando la rinascita di spazi di libertà creativa – e, a più riprese, lamentando la difficoltà di fare sistema su questo obiettivo – e l’avvio di nuove esperienze in grado di innescare la condivisione di idee e pratiche artistiche nel presente. A beneficio di Bologna, della comunità artistica tutta, della collettività.
Ora l’annuncio: “Neon riprende la sua attività in uno spazio fisico, anche se l’attività di Neon credo non sia mai cessata, in altre forme, in altri modi, in altri luoghi”.

Un nuovo spazio a Bologna per riprendere a condividere ed elaborare idee

Lo spazio in questione inaugurerà in occasione della prossima edizione di Arte Fiera, in programma dal 5 all’8 febbraio 2026, in Via San Donato 24/b. Ma non sarà una galleria intesa nel senso canonico del termine, proprio come si aspetterebbe chi conosce la storia pregressa di Neon. Nessuna programmazione predefinita a indirizzare le attività, semplicemente un luogo per attuare progetti condivisi, puntando su una partecipazione ampia e diversificata. “In questo momento, in questo contesto, in questo mondo nel quale ci troviamo a vivere e che subiamo quotidianamente” scrive Gianuizzi “mi pare che l’arte contemporanea sia afona e che il cerimoniale delle mostre, degli opening, delle fiere, delle feste sia un rituale vuoto, la cui funzione è mascherare la mancanza di pensiero e di capacità di elaborazione critica, e l’incapacità di elaborare idee altre”.

L’eredità di Neon in Via San Donato. Lo spazio vuoto popolato di parole e pensieri

Penso che già da molti anni l’arte sia entrata pienamente a fare parte del sistema dell’entertainment” continua Gianuizzi “sistema funzionale e necessario al mantenimento della struttura e della forma politica e sociale che domina e regola la nostra esistenza e l’esistenza di tutti gli esseri viventi e non viventi che abitano il pianeta Terra”. Ecco perché la scelta di non organizzare alcuna mostra di apertura, né festa o vernissage. Nei giorni di Arte Fiera 2026, lo spazio di Via San Donato si presenterà vuoto. Entrandovi, il pubblico potrà fruire di parole, scritte o declamate: contenuti e idee che Gianuizzi si appresta a raccogliere nelle prossime settimane. La sua è una “chiamata” alla partecipazione che non prevede vincoli o fardelli di cui farsi carico: “Ognuno ha completa libertà di parola, non c’è un appello da sottoscrivere, né una posizione da sostenere”. Chi vuole condividere riflessioni o pensieri potrà inviare, entro la fine di gennaio, un breve testo scritto (una cartella al massimo) che sarà stampato e raccolto con altri testi, per essere reso disponibile al pubblico. Gli autori dovranno inviare a corredo anche un file audio – “dove la tua voce legge le tue stesse parole” – che sarà riprodotto e diffuso insieme con le parole di altri nello spazio vuoto del rinato Neon. Per un nuovo inizio che si preannuncia all’insegna della partecipazione.

Livia Montagnoli

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