I dipinti evanescenti di Oliver Bak in mostra in una delle gallerie più belle di Roma

Inquiete come termiti e fantasmatiche come ricordi, le opere di Oliver Bak si presentano come enigmi irrisolvibili nella sua mostra personale alla galleria romana Indipendenza

Le “swarmers” sono minuscole termiti alate che migrano di colonia in colonia, ne lasciano una per edificarne una nuova. Volano, scompaiono e ritornano come le immagini dell’artista danese Oliver Bak (Copenhagen, 1992), diventano apparizioni, avvicendamenti fantasmagorici di luci, colori e forme circondate da una forte carica spirituale e macabra, si muovono nel tempo e danzano circolarmente.

La mostra di Oliver Bak da Indipendenza

Swarmers è anche il titolo della mostra personale di Bak presso la galleria romana Indipendenza, che espone le opere su cui ha lavorato tra Copenaghen, Tarquinia e Roma. Solo alcune sono state realizzate per l’occasione, ma tutte sono state riprese in un secondo e terzo momento, per creare un percorso che comprende tele e disegni su carta di dimensioni variabili in dialogo con lo spazio storico di fine XIX Secolo.

Installation view, Oliver Bak, Swarmers, Indipendenza, Roma, 2025
Installation view, Oliver Bak, Swarmers, Indipendenza, Roma, 2025

Le opere di Oliver Bak in mostra a Roma

Nelle opere di Oliver Bak emerge il sottile confine che separa ed unisce il trascendente e l’immanente, prendono vita e muoiono immagini di tempi passati e futuri. Sono immagini inquiete dalle forme incerte, in continuino movimento: avanti, indietro, avanti, senza riposo come fantasmi vaganti. Cercano di uscire dalla tela, necessitano di essere liberate, Bak sprigiona la loro energia attraverso un processo di addizione e sottrazione di dense pennellate di pittura ad olio mista a cera, creando strati di colore e non-colore, presenza e assenza. Il processo creativo di Oliver Bak ha una durata variabile, l’artista sente l’esigenza di riprendere le proprie opere anche a distanza di mesi, di metterle e mettersi in discussione, fa parte della poetica del ripensamento e dell’errore, assolutamente contro la linearità del tempo. I soggetti provengono principalmente da un immaginario naturale o mitologico, così vengono rappresentate figure umane in metamorfosi, fiori e falene sospese nell’etere.

La galleria Indipendenza a Roma

La galleria Indipendenza è situata all’ultimo piano di un palazzo umbertino nel centro di Roma, nei pressi della stazione ferroviaria di Termini. Occupa le stanze che un tempo abitava Giulio Monteverde (Bistagno, 1837 – Roma, 1917), scultore e senatore del Regno d’Italia dal 1889 all’anno della sua scomparsa. L’interno dello spazio si sviluppa in una decina di stanze ancora decorate secondo il gusto di fine secolo e un ampio rooftop, su cui ancora oggi si trova una copia della statua Il genio Franklin, realizzata dallo stesso Monteverde. La galleria ospita circa due mostre all’anno, scegliendo soltanto tra artisti stranieri per agevolarli nel dialogo con il pubblico italiano: è un confronto tra culture ed epoche, tra ciò che è stato e ciò che è secondo un gusto tipicamente romano.

Ines Valori

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