Tutte le mostre da vedere nella settimana della fiera Arco a Madrid 

Insieme alle fiere d’arte contemporanea, una serie di interessanti mostre anima Madrid: da Antoni Tàpies ai mondi virtuali di Ian Cheng, passando da Marc Chagall e un’installazione di Precious Okoyomon

La 43esima edizione di ARCOMadrid cambia le date (da fine febbraio alla prima settimana di marzo), ma non la formula, ormai consolidata, di fiera d’arte contemporanea aperta alla nuova creatività dell’America Latina. Saranno infatti i Caraibi – intesi geograficamente e metaforicamente come un luogo oceanico, tra riva, marea e corrente – i protagonisti della sezione centrale della fiera, curata da Carla Acevedo-Yates e da Sara Hermann Morera, con la partecipazione di 19 gallerie che presentano solo artisti caraibici. Come di consueto, la settimana di Arco si arricchisce di eventi e ospita numerose fiere parallele; molte e interessanti anche le mostre in città, sia nelle gallerie sia nei musei e negli spazi d’arte tradizionali, che completano il ricco panorama dell’arte spagnola e caraibica. Abbiamo selezionato le più interessanti. 

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Tapiés, la grande retrospettiva al Reina Sofia

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Marc Chagall alla Fundación Mapfre

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Ian Cheng al Matadero

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Tre artiste al CA2M di Móstoles

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Jorge Pineda all’Università Complutense

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La mostra di Stephanie Comilang al Museo Thyssen

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Precious Okoyomon al Parco del Retiro

Da non perdere la grande mostra allestita al Museo Reina Sofía dedicata ad Antoni Tápies (Barcellona, 1923 – 2012), realizzata in collaborazione con il Bozart di Bruxelles e l’omonima Fondazione di Barcellona. Antoni Tàpies. La pratica dell’arte si ispira alla prima raccolta di scritti dell’artista, datata 1970, ed è un’occasione per conoscere a fondo la larga e prolifica traiettoria di uno degli artisti più importanti, ma forse meno noti, dell’avanguardia spagnola. Con più di 200 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, la mostra curata da Manuel Borja-Villel (ex direttore del Reina Sofía) è un’autentica scoperta su un artista la cui produzione artistica di solito è associata solo con l’astrattismo e l’informale. Dagli autoritratti giovanili ispirati a Picasso fino al grande successo internazionale e alle tre grandi tele prodotte per Documenta n.3, nel 1964, la creatività di Tàpies si muove per itinerari diversi, dalla carta al cartone, dagli oggetti alle tele trattate con materiali diversi, che spesso ritornano e si ripropongono in varie forme. 

Madrid // fino al 24 giugno 2024
Antoni Tàpies. La pratica dell’arte
MUSEO REINA SOFÍA
C. de Sta. Isabel, 52
www.museoreinasofia.es  

Antoni Tàpies. La practica del Arte. Vista della mostra nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia. Febbraio 2024. Archivio fotografico del Museo Reina Sofía
Antoni Tàpies. La practica del Arte. Vista della mostra nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia. Febbraio 2024. Archivio fotografico del Museo Reina Sofía

La Fondazione Mapfre presenta Chagall. Un grido di libertà, ampia antologica dedicata a uno degli artisti più amati del Novecento. Organizzata in collaborazione con La Piscine – Musée d’Art e d’Industrie di Roubaix e il Musée National Marc Chagall di Nizza, la mostra analizza l’opera di Marc Chagall (Lëzna, 1887 – San Paolo di Venza, 1985) nel contesto storico e biografico in cui si sviluppa, sottolineando l’effetto che eventi tragici, come due Guerre Mondiali e le persecuzioni razziali, produssero sulla sua arte. Nella Sala Recoletos sono esposte circa 160 opere dell’artista e una novantina di documenti, molti inediti, provenienti dall’archivio Marc e Ida Chagall. Tra questi ultimi, una selezione di scritti dell’artista nella sua lingua materna, lo yiddish. Tra i dipinti esposti a Madrid anche alcuni capolavori chiave del suo discorso pittorico: La Commedia dell’Arte, dalle dimensioni monumentali; Il Violinista verde, prestito eccezionale del Guggenheim di New York, realizzato all’epoca dell’abbandono definitivo dalla Russia, nel 1922; e la Crocifissione in giallo, dipinta nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Interessanti anche alcuni bozzetti realizzati per opere pubbliche sul tema della Pace, come le Vetrate del Palazzo dell’Onu, a New York.  
 
Madrid // fino al 5 maggio 2024 
Chagall. Un grido di libertà 
FONDAZIONE MAPFRE 
Paseo de Recoletos, 23 
www.fundacionmapfre.org  

Marc Chagall, Fundación Mapfre, Madrid
Marc Chagall, Fundación Mapfre, Madrid

Life after BOB: The Chalice Study (2021) e Thousand Lives (2023) sono i titoli delle due opere che il videoartista nordamericano Ian Cheng (Los Angeles, 1984) presenta nella Nave O del Matadero (l’ex macello di Madrid convertito in centro culturale), spazio dove peraltro quest’anno si svolge anche la fiera Urvanity. L’iniziativa rientra nel ciclo espositivo Imaginario Sintetico realizzato da Medialab Matadero, curato da Julia Kaganskiy e pensato per approfondire le numerose forme non umane, e talora anche non biologiche, che sfidano la nostra percezione. Cheng è uno specialista della simulazione computerizzata, utilizza il linguaggio dei videogiochi e la tecnica della programmazione informatica per creare ambienti viventi capaci di evolversi e di mutare senza controllo esterno. L’intelligenza artificiale muove personaggi che vivono in realtà digitali in continua trasformazione, impulsati da algoritmi. La prima opera è un film di 50 minuti nel quale l’artista riflette sul suo ruolo di padre: Chalice è una bimba di dieci anni nel cui cervello il padre ha installato una IA capace di aiutarla ad affrontare gli stress e i problemi della vita. Protagonista del secondo video è invece è Thousand, una tartarughina che lotta con una serie di stimoli continui intorno a lei.  

Madrid // fino al 5 maggio 2024
Ian Cheng: Thousand Lives
MATADERO
Pl. de Legazpi, 8
www.mataderomadrid.org  

Ian Cheng, Life after BOB, The Chalice Study. Matadero Madrid, Nave O
Ian Cheng, Life after BOB, The Chalice Study. Matadero Madrid, Nave O

Il Centro d’Arte Dos de Mayo di Móstoles, cittadina alle porte di Madrid, è un vero e proprio tempio della creatività più attuale. Ospita in contemporanea tre personali di altrettante artiste con una prospettiva nazionale e internazionale: le spagnole Teresa Solar Abboud (Madrid, 1985) e Asunción Molinos Gordo (Guzmán, 1979) e l’argentina Ana Gallardo (Rosario, 1958). In Pajaro, sueño de magma Teresa Solar presenta due grandi installazioni che condensano il lavoro degli ultimi anni, in continuo dialogo fra realtà e finzione, con figure spesso monumentali che richiamano forme primigenie, mitologiche; la stessa proposta espositiva viaggerà prima a Barcellona, al Macba, e poi alla Fondazione Sandretto di Torino. Si intitola, invece, Déjà Vécu la prima personale a Madrid di Asunción Molinos Gordo, nella quale l’artista invoca l’inquietante situazione di ciò che in natura muore, scompare, e poi riappare. Ana Gallardo, infine, è una pioniera nell’affrontare in Argentina tematiche femminili come la violenza di genere, la prostituzione o la discriminazione sociale per razza, sesso o per età. Tembló todo acá è una selezione di opere realizzate negli ultimi vent’anni, tra le quali video, disegni di grande formato e ceramiche.  

Móstoles // fino al 7 luglio 2024
Ana Gallardo. Tembló acá un delirio

Móstoles // fino all’1 settembre 2024
Asunción Molinos Gordo. Déjà Vécu. Lo ya vivido

Móstoles // fino all’1 settembre 2024
Teresa Solar Abboud. Pájaro sueño de máquina

CA2M
Av. de la Constitucion, 2
www.ca2m.org  

Ana Gallardo, CA2M, Móstoles, Madrid
Ana Gallardo, CA2M, Móstoles, Madrid

In linea con il focus sui caraibi di ArcoMadrid 2024, l’Università Complutense ospita (non lontano dal campus universitario e nello stesso edificio del Museo del Traje) un omaggio a uno degli artisti più rilevanti nell’ambito caraibico contemporaneo, il dominicano Jorge Pineda (1961-2023). Happy: prove intorno all’arte di Jorge Pineda è una retrospettiva che intende mostrare l’ampia e variegata produzione dell’artista, da poco scomparso, attraverso una settantina di opere di epoche e tappe diverse. La mostra riunisce gran parte dei pezzi esposti al Centro León della Repubblica Dominicana nel 2022 e 2023, insieme ad alcune opere provenienti dalle collezioni di istituzioni pubbliche spagnole come il Museo Reina Sofia di Madrid, l’Ivam di Valencia, Domus Artium e il Musac di Castilla e León. Pineda è un artista impegnato che cerca di stimolare le coscienze con opere che generano domande, provocando nello spettatore una serie di riflessioni che travalicano l’aspetto plastico e materiale della sua creatività. All’allestimento ha collaborato un gruppo di studenti della Facoltà di Belle Arti, che hanno riprodotto alcune opere dell’artista seguendo le precise istruzioni da lui stesso lasciate.  

Madrid // fino al 7 aprile
Happy. Prove intorno all’arte di Jorge Pineda
CENTRO DE ARTE COMPLUTENSE
Av. de Juan de Herrera, 2
www.ucm.es/cultura/cartec  

Jorge Pinedo, Happy. Centro de Arte Complutense. Photo Eduardo Cabrera
Jorge Pinedo, Happy. Centro de Arte Complutense. Photo Eduardo Cabrera

La mostra annuale della fondazione Thyssen Bornemisza Contemporarey Art, negli spazi dell’omonimo museo, ha per protagonista quest’anno Stephanie Comilang (Toronto, 1980), artista e cineasta che lavora tra Toronto e Berlino. Francesca Thyssen ha scelto di presentare per la prima volta in Spagna il lavoro di quest’artista filippino-canadese, in una mostra a cura di Chus Martínez. In cerca della vita è il titolo dell’installazione audiovisiva di grande formato, trasmessa su due maxischermi posti l’uno di fronte all’altro, nella quale Comilang riflette sul senso della storia e sulle analogie fra i comportamenti umani e quelli delle altre specie. Il film riproduce infatti il continuo flusso di mercanzie marittime che si muovono tra le Filippine e la Spagna, e lo paragona al movimento migratorio delle farfalle monarca. Insieme all’installazione audiovisiva, una serie di opere tessili realizzate in fibra d’ananas occupano la sala riproducendo forme del mondo animale, ma ricordando anche che i mantones de Manila, scialli tipici filippini ma anche capi tradizionali in Spagna.  

Madrid // fino al 26 maggio 2024
Stephanie Comilang. In cerca della vita
MUSEO THYSSEN BORNEMISZA
P.º del Prado, 8
www.museothyssen.org  

Stephanie Comilang, TBA21, Museo Thyssen Bornemisza, Madrid
Stephanie Comilang, TBA21, Museo Thyssen Bornemisza, Madrid

Precious Okoyomon (Londra, 1993) è una artista di origini nigeriano-americane, che vive e lavora a New York e produce installazioni, sculture e performance in dialogo con la poesia. A Madrid presenta per la prima volta un’opera d’arte immersiva negli spazi della Montaña de los Gatos, grotta artificiale creata all’epoca del re Fernando VII nel parco del Retiro e, di recente, ristrutturata e riaperta al pubblico dal Comune di Madrid. When the lambs rise up against the Bird of Pray è il titolo dell’installazione, ispirata a un poema di Anne Boyer (scrittrice e saggista vincitrice del premio Pulitzer) e curata da Hans Ulrich Obrist. Nella sala centrale della Montaña è ricreato un bosco che nasconde, tra la vegetazione, un agnello animatronico, un robot creato dall’artista, simbolo della pace. Parte dell’esperienza immersiva è data dagli aromi della terra, degli alberi e dei fiori, ma anche dalla musica del Mysterium di Scriabin.  

Madrid // fino al 2 aprile 2024
Precious Okoyomon. When the lambs rise up against the Bird of Pray
PARCO DEL RETIRO 

Precious Okoyomon, Fundación Sandretto Re Rebaudengo Madrid, Parco del Retiro. Photo Benedetta Mascalchi
Precious Okoyomon, Fundación Sandretto Re Rebaudengo Madrid, Parco del Retiro. Photo Benedetta Mascalchi
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Tapiés, la grande retrospettiva al Reina Sofia

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Marc Chagall alla Fundación Mapfre

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Ian Cheng al Matadero

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Tre artiste al CA2M di Móstoles

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Jorge Pineda all’Università Complutense

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La mostra di Stephanie Comilang al Museo Thyssen

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Precious Okoyomon al Parco del Retiro

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Federica Lonati

Federica Lonati

Federica Lonati (Milano, 1967), giornalista professionista italiana, dal 2005 vive a Madrid. Diploma al Liceo Classico di Varese e laurea in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Milano, si è formata professionalmente alla Prealpina, quotidiano di Varese, scrivendo di cronaca,…

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