La pittura “opaca” di Mary Weatherford a Venezia

A Palazzo Grimani, le tele oggettuali dell’artista americana funzionano come enigmi visivi, da decifrare tramite la sensazione. Una poetica peculiare, che lavora su concetto e fisicità

Sembra sottrarsi alla visione, piuttosto che manifestarsi apertamente, la pittura di Mary Weatherford (Ojai, 1963). Entrando nella sua mostra veneziana a Palazzo Grimani dopo aver sperimentato l’eloquenza di Georg Baselitz, protagonista di una mostra concomitante, lo sguardo si incaglia in superfici opache e oscure dove la pittura sembra voler negare se stessa. L’operazione di “scavo” che lo sguardo è tentato di compiere risulta inappropriata: nonostante l’origine figurativa (lo spunto è un capolavoro di Tiziano), i dipinti vanno osservati come massa compatta, afferrandone la sensazione più che la struttura interna. L’accessorio costituito dai tubi al neon applicati al dipinto è come un’ancora verso l’oggettualità e la realtà, ma anch’esso viene in fondo inglobato nella compattezza visiva del dipinto.

Tiziano La Punizione di Marsia, c. 1570–1576, Olio su tela, 210.8 x 205.7 cm
Tiziano La Punizione di Marsia, c. 1570–1576, Olio su tela, 210.8 x 205.7 cm

LA PITTURA DI MARY WEATHERFORD A VENEZIA

Senza sfociare in una poetica “atmosferica”, l’operazione concettuale dell’artista si incarna in una pittura fisica fatta di sensazioni, antirappresentativa anche oltre il concetto abituale di astrazione. Accettando il rischio di sembrare passatista, l’artista americana trova una formula non facile da decifrare ma inedita, che consiste nell’affrontare simultaneamente dimensione concettuale e concreta del quadro. Fino a far coincidere una e l’altra ed essendo, dunque, pienamente postmoderna.

Stefano Castelli

Eventi d'arte in corso a Venezia

Evento correlato
Nome eventoMary Weatherford - The Flaying of Marsyas
Vernissage19/04/2022 ore 14 su invito
Duratadal 19/04/2022 al 27/11/2022
AutoreMary Weatherford
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoPALAZZO GRIMANI
IndirizzoCastello 4858 - Venezia - Veneto
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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).