Stefano Arienti, l’artista che disegna il sole e le ombre. In mostra a Bergamo

Le opere dell’artista, parte di un grande ciclo iniziato dieci anni fa, inaugurano The Drawing Hall, lo spazio nel bergamasco dedicato al disegno

Stefano Arienti, Crespi d’Adda, 2020 ph Walter Carrera
Stefano Arienti, Crespi d’Adda, 2020 ph Walter Carrera

Analizzare il mondo, scomporlo e ricostruirlo: questo è per Stefano Arienti (Asola, 1961) il profondo significato del disegno, che utilizza come medium principe e non preparatorio. Con Meridiane 2020 – che inaugura The Drawing Hall, spazio nel bergamasco tutto dedicato al disegno contemporaneo – l’artista espone al pubblico un nucleo di opere inedite parte del grande ciclo omonimo iniziato nel 2012, ed esposto in mostre come quella al Museo di Villa Croce a Genova nel 2017. Questi lavori si basano sulla pratica del disegno a ricalco: l’artista riporta su fogli di carta da pacco o su una base ad affresco il margine fra luce e ombra che filtra attraverso una finestra, registrando con tempere, pastelli a cera e ad olio, pittura acrilica o pennarelli il tragitto del Sole nel cielo.

Meridiana 3 aprile 2020 carta da pacco, 149 x 99 cm
Meridiana 3 aprile 2020 carta da pacco, 149 x 99 cm

LE MERIDIANE DI STEFANO ARIENTI DA THE DRAWING HALL

Il disegno per Arienti non è prettamente una tecnica, ma piuttosto una forma mentis”, racconta la curatrice della mostra, Ilaria Bernardi: “Desidera confutare l’idea tradizionale di disegno artistico, come mimesi del visibile o dell’immaginario, per mutuarne la concezione dalle scienze: il disegno come estrazione dal reale degli aspetti più rilevanti per svolgere un’analisi sull’oggetto di studio prescelto. Al contempo, desidera nobilitare il reale grazie a interventi minimi sugli elementi fisici di cui è costituito”. Questa analisi e rilettura della realtà, condotta nel 2020 nel pieno del lockdown, viene ora proposta in un momento che si qualifica come di ricostruzione mentale post-pandemica: come risultato, nonostante le Meridiane non sottendano una riflessione sul momento storico attuale”, sottolinea Bernardi, “proporle in questo momento di riapertura significa indurre nel visitatore un desiderio di natura, del tempo naturale segnalato della luce del sole, di una vita più ‘umana’ a contatto con le forze che governano l’universo”.  

I DISEGNI PROGETTUALI DEGLI INTERVENTI SITE-SPECIFIC DI ARIENTI

La mostra presenta anche i disegni progettuali di quattro interventi site-specific concepiti dall’artista sul territorio lombardo, rispettivamente alla Chiesa di San Giorgio a Sedrina, alla Chiesa del nuovo Ospedale Papa Giovanni XXIII a Bergamo, alla Cattedrale di Sant’Ambrogio a Vigevano e alla Cappella di San Giorgio a Martinengo. Qui, a differenza delle Meridiane, il disegno è figurativo e nasce da un processo tecnico di ricalco e rielaborazione grafica di immagini digitali preesistenti, e da uno studio scientifico dell’architettura che li accoglie o di caratteri intrinseci al territorio dove opera”, racconta la curatrice. A margine della mostra, a tutti gli effetti quella di apertura dello spazio, The Drawing Hall pubblica un Quaderno di approfondimento, mentre per la chiusura del progetto è prevista il prossimo 3 maggio una serata al cinema Lo Schermo Bianco con la proiezione, in presenza dell’artista, del documentario Meridiane 2020 del regista Marco Marcassoli, fondatore di Yanzi Srl e cofondatore di The Drawing Hall insieme al visual designer e fotografo Walter Carrera, e all’artista Andrea Mastrovito.

Stefano Arienti Meridiane 2020
Stefano Arienti, Meridiane 2020

THE DRAWING HALL E IL PROGETTO TDH FOLDER

Quali progetti, ora, per il futuro di The Drawing Hall? Stando ai fondatori, lo spazio “è al lavoro per dare solidità al progetto nel tempo, mantenendo sempre l’attenzione sulla qualità degli artisti in mostra e la validità dei contenuti originali espressamente realizzati per ogni artista, ovvero la serie dei Quaderni e quella dei documentari”. Il primo passo formale per assicurare un futuro al progetto, dicono “è stata la costituzione in Associazione di Promozione Sociale, che consente già da ora di stringere partnership con primarie realtà artistiche in ambito italiano ed estero, per dare respiro nazionale e internazionale al progetto, partecipando anche a bandi di finanziamento”. Per sostenere le attività di ricerca,The Drawing Hall ha anche lanciato il progetto di raccolta fondi TDH Folder, che per l’edizione 2022 ha visto la donazione di un’opera di Mastrovito a tiratura limitata della serie Messis Melancholiae. Occhi aperti per la programmazione: la prossima mostra è fissata per il 10 giugno, con un altro grande nome ancora da rivelare, mentre per il 2023, concludono i fondatori, “abbiamo in serbo una grossa sorpresa internazionale”.

– Giulia Giaume

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.