“A Prato una mostra di sole artiste. Ma senza politically correct”. Parla Francesco Bonami

Abbiamo intervistato il curatore in occasione della presentazione dell’ultima mostra da lui curata “Hi Woman! La notizia del futuro”, visitabile a Palazzo Pretorio di Prato fino al 27 febbraio 2022. Un dialogo sull’Annunciazione e il potere generativo della donna, sulla religione e l’arte, sul passato e il presente

Roni Horn M.P.Pretorio
Roni Horn M.P.Pretorio

“Questa mostra è la trasformazione Pop del saluto dell’Angelo Gabriele a Maria proiettato nella contemporaneità e si guarda bene dal voler essere una mostra sulla donna, sul femminismo o sul politicamente corretto. È semplicemente una mostra con 22 artiste che anagraficamente sono nate donne. Condividono quindi soltanto un destino”. Sono le parole di Francesco Bonami, critico d’arte e curatore della mostra Hi Woman! La notizia del futuro, fino al 27 febbraio 2022 al Museo di Palazzo Pretorio di Prato. La contemporaneità entra quindi nella preziosa collezione che testimonia l’antico legame della città con l’arte: tra le pale del tardo Trecento, le sculture di Donatello, i dipinti di Luca Signorelli e i capolavori di Filippo Lippi – tutti in ottimo stato conservativo – si inseriscono, per affinità o contrasto, le opere di 22 grandi artiste internazionali: sono Irma Blank, Huma Bhabha, Koo Donghee, Marlene Dumas, Isa Genzken, Jessie Homer French, Roni Horn, Jutta Koether, Andrew LaMar Hopkins, Maria Lassnig, Babette Mangolte, Lucy McKenzie, Aleksandra Mir, Susan Philipsz, Paola Pivi, Maja Ruznic, Jenny Saville, Fiona Tan, Genesis Tramaine, Andra Ursuta, Marianne Vitale e Lynette Yiadom-Boakye. L’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria – il museo conserva nove opere legate a questo tema – è il punto di partenza per parlare di genesi e generazione nella vita della donna e dell’artista, da un punto di vista sia religioso che laico. Ma anche di felicità, corpo, famiglia, canto, danza, gioco, morte e dolore. Ce lo ha spiegato il curatore in questa intervista.

Come mai ha scelto questo luogo – che non è collocato in una grande città d’arte e non è nemmeno lo spazio espositivo più conosciuto di Prato – per allestire la mostra “Hi Woman!”? Quale potenziale ha visto in Palazzo Pretorio?
Sono rimasto molto colpito da Palazzo Pretorio, che ho visitato assieme al mio amico Fabrizio Moretti, Presidente della Biennale di Antiquariato, il quale a sua volta ha un rapporto molto stretto con il museo. Qualche tempo dopo, la direttrice Rita Iacopino mi ha chiesto se fosse possibile immaginare un progetto legato al contemporaneo all’interno della collezione; guardando al patrimonio di questo luogo, ho pensato a un percorso legato al tema dell’Annunciazione. È stato un processo che si è svolto in modo piuttosto fluido e organico.

Vedendo la mostra pare evidente, però, come questo tema dell’Annunciazione rappresenti solo un pretesto, un punto di partenza, per parlare dei temi più disparati trattati dalle opere esposte: la donna, l’identità, il dolore, la gioia e tante altre sfumature dell’essere umano.
La mostra Hi Woman! parte dall’Annunciazione, da questo tema che si può considerare astratto, per arrivare al mondo dei nostri giorni, che è fatto e visto dagli occhi di 22 artiste. Sono donne che vedono la realtà con un filtro diverso. Tuttavia, le opere sono senza genere.

Può spiegarci meglio?
Si parla del rapporto tra la realtà concreta e l’Annunciazione simbolica. La mostra racconta una storia immaginaria, che però ha un effetto diretto sulla realtà della donna. Attraverso il messaggio dell’Angelo a Maria, la realtà viene presa e stravolta. Essere madre è qualcosa di estremamente intrinseco all’umanità e all’individuo.

Certo, questo perché anche la divina concezione, seppur nella sua accezione religiosa, ha concretamente a che fare con il corpo.
Ha a che fare con il corpo, però l’Annunciazione stravolge tutte le normali dinamiche. Non c’è un rapporto amoroso/sessuale che precede il concepimento, la Vergine Maria si deve assumere questa responsabilità pur non avendo alcun tipo di alternativa. Che poi è una condizione spesso femminile, quella di assumersi delle responsabilità imposte dall’esterno senza avere la possibilità di trarne benefici o vantaggi personali.

Beh, su questo tipo di iniquità che spesso caratterizza la condizione della donna sarebbe giusto riflettere per capire come cambiare le cose. Il fatto che lei lo riconosca, da un punto di vista esterno e in quanto curatore di questo percorso, è già un passo importante.
È la realtà.

Interessante è anche l’escamotage che lei ha scelto come filo narrativo della mostra. Invece dei soliti pannelli informativi, all’ingresso di ogni sala troviamo qualche breve frase – ognuna associata a un’artista – che ci offre un’introduzione generale in modo inconsueto.
Sì, alcune sono citazioni che vengono direttamente dalle artiste, altre sono brevi descrizioni delle opere. Ho scelto questo espediente perché ormai le informazioni su artisti e lavori si possono trovare ovunque. Ho pensato che, invece, un pannello di questo genere potesse dare un apporto in più al visitatore, suggestionarlo per portarlo a una più libera e personale interpretazione delle opere.

– Giulia Ronchi 

Hi Woman! La notizia del futuro
A cura di Francesco Bonami
Dall’11 dicembre 2021 al 27 febbraio 2022
Museo di Palazzo Pretorio 
Piazza del Comune, Prato
Dalle 10.30 alle 18.30 tutti i giorni eccetto il martedì
Biglietto museo e mostra  8 euro intero, 6 euro ridotto
Info e prenotazioni: tel. +39 0574 1837859 tutti i giorni 9:30-19:00
[email protected]
[email protected]
www.palazzopretorio.prato.it

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CuratoreFrancesco Bonami
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.