Quirinale Contemporaneo: arte e design in giro per il palazzo per eccellenza

Il contemporaneo entra nelle sale del Quirinale con una selezione di opere d’arte dal periodo repubblicano fino all’attualità: 101 lavori arricchiscono il Palazzo di Rappresentanza e la Tenuta di Castelporziano

Bruno Munari, Danese Milano, Appartamenti Imperiali, Salottino Giapponese
Bruno Munari, Danese Milano, Appartamenti Imperiali, Salottino Giapponese

Arriva la terza edizione di Quirinale Contemporaneo che viene presentata insieme alla scorsa edizione, penalizzata causa pandemia. L’obiettivo del progetto è duplice: si punta ad aprire al pubblico i luoghi della vita istituzionale del Paese, offrendo un saggio del patrimonio di eccezionale valore che lo contraddistingue, rendendo il Quirinale la “Casa degli italiani”.

Paola Navone, Baxter, Sala dei Piffetti, Palazzo del Quirinale
Paola Navone, Baxter, Sala dei Piffetti, Palazzo del Quirinale

QUIRINALE CONTEMPORANEO 2020-2021

Il metodo attuato è quello di cercare di stabilire un rapporto diretto con il mondo dell’arte e del design contemporanei, valorizzando gli artisti nazionali. Alcune fondazioni hanno aderito spontaneamente al progetto donando le opere o concedendole in comodato d’uso gratuito. Il punto più critico è stato creare un contatto dialogico tra tradizione e contemporaneità. La dottoressa Cristina Mazzantini, responsabile del progetto,spiega: “dal punto di vista della selezione si è cercato di comprendere le principali correnti artistiche dal dopoguerra al ventunesimo secolo e di rappresentare tutte le regioni; si sono inserite le opere nel contesto preesistente senza allestimento, per questo sono state preferite spesso sculture o piccoli oggetti da disseminare sui ripiani dell’arredamento interno, come l’opera di Devecchi”.

Bertozzi e Casoni, Waiting, Palazzina Gregoriana
Bertozzi e Casoni, Waiting, Palazzina Gregoriana

ARTE E DESIGN PER QUIRINALE CONTEMPORANEO

I mobili dell’ebanista Piffetti, la libreria che la Regina Margherita portò con sé dal palazzo torinese, assieme a specchiere, consolle, mirabili orologi francesi, un tripudio di vasi, tappeti provenienti da tutto il mondo si affiancano ora a 102 oggetti di design, di 57 diversi autori. Quest’anno, in particolare, se ne aggiungono una ventina tra i quali le opere di Bianconi/Venini, Castiglioni, Devecchi, Martinelli, Scarpa, Zuccheri. Varcando le maestose sale, catturano le opere di illluminotecnicaPinecone Grande di Paola Navone con sopra due dipinti di Sebastiano Ricci, Falkland di Munari e la lampada Biagio di Tobia Scarpa nello studio di Mattarella, Nassa di Ferruccio Laviani, la lampada Origine di Davide Groppi. Per non parlare delle poltrone I Feltri di Gaetano Pesce, della poltrona Proust di Alessandro Mendini, delle librerie di Joe Colombo e del Cicognino di Albini nella Biblioteca Piffetti.

Rudolf Stingel Untitled 2013, olio e smalto su tela! SALA DEGLI SCRIGNI
Rudolf Stingel Untitled 2013, olio e smalto su tela SALA DEGLI SCRIGNI

QUIRINALE CONTEMPORANEO: LE OPERE D’ARTE PIÙ SIGNIFICATIVE

Per le opere d’arte contemporanea sono state scelte sculture e dipinti, poche installazioni e nessuna multimediale. Quest’anno si sono aggiunti 17 artisti con 27 opere tra i quali Carol Rama con Senza titolo (occhi su sfondo nero) allestito nel Salottino Giapponese, uno scrigno nero, specchi e oro, Paolo Scheggi, Nunzio, Papetti. Sbalorditiva per dimensioni e pregio del lavoro la tela donata da Rudolf Stingel (nato a Merano nel 1956) completamente in argento e con segni lasciati dai suoi passi sulla tela. Grazia Varisco con Quadri Comunicanti Q.C. 4+1 all’Ingresso d’Onore, Pino Pascali con Treno di latta (1964) nella Sala del Ricordo; Francesco Messina con la statua in granito verde del Giovane Atleta nel Cortile d’Onore, l’onirico Fontana di Concetto spaziale, Venice Moon (1961), le tre superfici argento di Enrico Castellani (nonostante facciano a cazzotti con la decorazione oro e bordeaux delle pareti), il Nero e Oro di Burri; le due opere di Afro in buona compagnia con il tavolo Arabesco di Carlo Mollino. Non convincono, invece, alcune opere seppur di grandi artisti come il Mimmo Rotella o i due Piero Dorazio che, nonostante siano esteticamente gradevoli, sono del 1996, non certo gli anni d’oro dell’artista.

-Giorgia Basili

https://www.quirinale.it/

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.