Riflessioni sulla follia alla Fondazione Memmo di Roma

“Speculum stultorum”. Ma davvero la follia è una cosa negativa? Si può essere in disaccordo con essa, glorificarla o denigrarla. L’unica cosa che non si può fare è ignorarla. Perché cambia le cose, spinge la razza umana nel futuro. Come dimostra la collettiva alla Fondazione Memmo di Roma.

Conversation Piece/Part VII quest’anno vede protagonisti il duo di artisti belga Jos de Gruyter & Harald Thys, Apolonia Sokol e Benedikt Hipp. Questa volta la Fondazione Memmo di Roma si ispira alla località (fittizia) citata nel poema di Sebastian Brant (La nave dei folli), intitolando la settima edizione appunto Verso Narragonia.
La critica ai vizi e alle debolezze umane contenuta nel testo offre numerosi spunti di ricerca e riesce a scardinare anche diverse consuetudini del nostro pensiero corrente. Questo concetto, rapportato all’attuale momento storico “inedito e straziante”, eleva l’esperienza visiva a un vero e proprio “momento” (tempo) artistico. Ventitré piccoli busti caricaturali, quasi di stampo imperiale, ci danno l’impressione di vagare clandestinamente tra i reperti di un anomalo laboratorio scientifico. Il grande dipinto di oltre cinque metri ci trasporta invece in maniera più diretta verso il tema del viaggio, in modo alquanto complesso e ambiguo. Così, tra le rappresentazioni caricaturali e le parodie di personaggi più o meno noti, avvolti dalle campiture impetuose della Sokol, ci dirigiamo verso uno spazio che diventa sempre più rarefatto e suggestivo. Fatto ‒ questa volta ‒ di dipinti e sculture al limite del paradosso, in cui l’accesa nuance lilla concorre a reprimere il pensiero e ridurne la presenza.

Michele Luca Nero 

Evento correlato
Nome eventoConversation Piece | Part VII. Verso Narragonia
Vernissage26/04/2021 no
Duratadal 26/04/2021 al 01/07/2021
AutoriBenedikt Hipp, Jos De Gruyter & Harald Thys, Apolonia Sokol
CuratoreMarcello Smarrelli
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoFONDAZIONE MEMMO ARTE CONTEMPORANEA – SCUDERIE DI PALAZZO RUSPOLI
IndirizzoVia di Fontanella Borghese 56/b 00186 - Roma - Lazio
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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.