È ispirata a Italo Calvino l’installazione di Alex Da Corte sul tetto del Metropolitan di New York

La fotografa padovana Francesca Magnani da oltre un anno sta documentando i cambiamenti che la pandemia ha provocato a New York. Qui le immagini di “As Long as the Sun Lasts”, installazione di Alex Da Corte sul tetto del Met

“As Long as the Sun Lasts”, l’installazione di Alex Da Corte a New York ph. Francesca Magnani
“As Long as the Sun Lasts”, l’installazione di Alex Da Corte a New York ph. Francesca Magnani

“Fino a che dura il sole”: prende le mosse dal titolo di un racconto di Italo Calvino la scultura che domina Central Park dal tetto del Metropolitan Museum. L’installazione si muove con il vento creando quella che il New York Times ha già definito una scena “instagrammabile da morire” per tutta l’estate. E effettivamente in pochi resistono alla tentazione di fotografarsi e farsi fotografare sotto le settemila piume d’alluminio del grande uccello blu. Il volatile è seduto su uno spicchio di luna con una corta scala a pioli in mano, e il suo atteggiamento invita, secondo chi l’ha ideato, a riflettere tra meraviglia e malinconia sulla situazione attuale post-Covid in cui il panorama attorno a noi cambia di continuo, tra restrizioni e mascherine. Sì perché Alex Da Corte ha ideato As Long as the Sun Lasts durante la pandemia proprio per evocare lo straniamento che questa ha provocato: ecco perché la figura appollaiata tra i tetti della Grande Mela risulta familiare ma non troppo. Big Bird, il personaggio del Muppet Show a cui si ispira è giallo, non blu, e questo invece ricorda Gariboldo, il pennuto antropomorfo della versione brasiliana di Sesame Street, quello che l’artista, nato in New Jersey, guardava nella sua infanzia passata in Venezuela. Un insieme di influenze quindi, non ultima chiaramente quella dei mobile di Alexander Calder rivisti in un’interpretazione giocosa che la Calder Foundation ha informalmente approvato. Anche il tetto del Metropolitan Museum è cambiato: lo spazio che prima ospitava un bar, ora è “semplicemente” uno dei punti di osservazioni più belli della città, in questo momento invaso dal profumo e dai colori del glicine. 

– Francesca Magnani

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Francesca Magnani
Francesca Magnani scrive e fotografa a New York dal 1997. Ha una formazione accademica in Classics e Antropologia alle università di Bologna, Padova, NYU; racconta con immagini e parole gli aspetti della vita delle persone che la toccano e raggiungono, al contempo raccontando la sua stessa vita.