Vogue Italia. La famosa copertina bianca di aprile 2020 ora si riempie con 49 artisti

La curatrice Valentina Ciarallo ha invitato gli artisti a lavorare sull’immagine bianca della cover di aprile 2020 della rivista di moda. Ne sono uscite 49 opere d’arte per 49 ipotesi di copertina ora raccontate sul numero di marzo

Vogue Italia aprile 2020
Vogue Italia aprile 2020

Un progetto concepito durante il primo lockdown di un anno fa, vede oggi finalmente la luce. Si tratta di 49 artisti per 49 copertine della curatrice Valentina Ciarallo, pensato per Vogue Italia a partire dalla sua iconica cover bianca del numero di aprile 2020, uscito in piena emergenza pandemica. Quel bianco, nato come messaggio di rispetto e come auspicio di rinascita, rompendo la consuetudine all’immagine stampata sulla copertina che tradizionalmente identifica la celebre rivista di moda fin dal suo arrivo in Italia nel 1962, è diventato immediatamente un simbolo a livello internazionale.

 

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DALLA COPERTINA BIANCA AD UNA RINASCITA DELL’ARTE

Un fatto che ha stimolato l’immaginazione della curatrice  a ideare un suo seguito e completamento. “Ho coinvolto 49 artisti italiani che hanno lavorato da aprile a giugno 2020 materialmente sulla pagina bianca”, ci racconta Ciarallo. “Ho chiesto loro cosa ci aspetta, come ricostruire i propri desideri e tradurli, come rimettersi in gioco. Una storia da raccontare, una storia per ricominciare, una storia per il domani. Ogni artista ha lavorato manualmente sulla copertina, come una tela, un foglio, uno spazio in grado di accogliere una varietà di linguaggi e tecniche differenti. L’idea era proprio di far lavorare gli artisti nuovamente su qualcosa di materiale, in un momento virato al digitale. Per molti è stato un periodo di riflessione e anche smarrimento”.

49 PEZZI UNICI DI 49 ARTISTI ITALIANI

Ne sono nate 49 opere che Vogue ha deciso di includere e raccontare nel numero di marzo ora in edicola, rendendo omaggio ai lavori realizzati sullo spazio bianco della cover. “Sono tutti pezzi unici e ogni opera è voce individuale, ma anche tassello di un progetto collettivo che stimola nuove riflessioni”, continua Ciarallo. “Un progetto tutto italiano che abbraccia un arco temporale di artisti nati dalla fine degli Anni Sessanta (due eccezioni del 1961 Stefano Arienti e Mario Airò) per arrivare alla più giovane nata del 1990 (Bea Bonafini). Ho documentato con la loro voce il momento storico che abbiamo vissuto e che tutt’ora stiamo vivendo. Spunto per alcuni di loro, i grandi autori del Novecento da Pasolini a Simone de Beauvoir, dalla koreana Han Kang alla canzone dei Belle and Sebastian, da Italo Calvino al truismo di Boetti, dalla parabola di Schopenhauer al cyborg del primo terminator, dalla citazione di Aldo Rossi ad Anna Karenina, dalla teoria di Darwin alla conquista della luna, dalle vicenda di Ustica a quelle recenti di Black Lives Matter. Sono emerse insomma tematiche importanti come la salvaguardia dell’ambiente, il cambiamento climatico, il riconnettersi con la natura, l’Europa, la diversità, i diritti delle donne”.

 

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IL NUMERO DI MARZO DI VOGUE

Il numero di marzo delle 27 edizioni internazionali del magazine è anche un omaggio alla creatività in tutte le sue forme, a cominciare da quella delle modelle ritratte, che sono anche artiste, attrici, musiciste, attiviste, fotografe. “Per noi di Vogue Italia creatività vuol dire costruire progetti di cui la moda, con la sua capacità di parlare a un pubblico immenso, è mezzo e non fine”, scrive nel suo editoriale il direttore Emanuele Farneti. “Progetti che hanno un senso nella misura in cui portano significato, e se possibile danno un piccolo contributo concreto a formare una società più giusta, più sostenibile, autenticamente inclusiva. Poiché proviamo a farlo ogni mese, ogni giorno sui nostri canali digitali, questa volta abbiamo voluto invece mettere al centro e rendere il giusto merito alla creatività non nostra, ma di amici e collaboratori del giornale”.

Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).