Escape Routes: al via la seconda edizione della Biennale d’Arte di Bangkok

La manifestazione è composta dalle opere di 82 artisti internazionali, ospitati nella parte più avveniristica del tessuto urbano come negli antichi templi tradizionali. Una biennale che si espande sul doppio volto della capitale tailandese.

Dansoung Sungworavejaphan, Winged
Dansoung Sungworavejaphan, Winged

Mentre in Europa la vita culturale viene congelata da nuove chiusure e ritorno al lockdown, ad oriente  viene inaugurata la seconda edizione della Bangkok Art Biennale, una manifestazione diffusa in nove sedi della capitale thailandese. Con mostre, opere commissionate e percorsi studiati per rispettare tutti i presidi anti contagio.

Dansoung,Sungworavejaphan, Winged, 2020
Dansoung,Sungworavejaphan, Winged, 2020

BANGKOK ART BIENNALE 2020-2021: ESCAPE ROUTES

Il tema scelto per l’edizione 2020-2021 è Escape Routes, ovvero i “percorsi di fuga” creati dagli artisti per cercare un’oasi di pace, seppur immaginaria, in questi tempi devastati da cataclismi e disordini economico-sociali in tutto il mondo. A lavorare su questa traccia sono stati 82 artisti di fama internazionale provenienti da 35 paesi del mondo. Tra loro, Marina Abramovic, Ai Weiwei, John Akomfrah, Rushdi Anwar, Elina Brotherus, Ho Rui An, Christian Jankowski, Anish Kapoor, Yuree Kensaku, Lu Yang, Yoko Ono, Nipan Oranniwesna, Araya Rasdjarmrearnsook, Pen-Ek Ratanaruang, Michael Shaowanasai, Melati Suryodarrmo, Yuken Teruya, Rirkrit Tiravanija e Bill Viola. Non manca anche una rappresentanza italiana, con gli artisti Massimo Bartolini e Marinella Senatore e il curatore Marco Scotini all’interno dell’International advisory committee. Le tematiche ricorrenti affrontate dalle opere della Biennale di Bangkok sono il danno ambientale, l’inquinamento, il malessere sociale, il gender, la diaspora, l’inclusività e gli scontri politici; a queste, si tenta di rispondere tramite meditazione, contemplazione, ritualità, guarigione e performance come base dell’azione artistica.

Wat Prayoon
Wat Prayoon

BANGKOK ART BIENNALE 2020-2021: LE SEDI DELLA MANIEFESTAZIONE

Il quartier generale della Bangkok Art Biennale è il The Parq, con uno spazio espositivo di oltre 1000 metri quadrati in cui vengono presentati 25 lavori di 16 artisti. La manifestazione si estende poi al One Bangkok, distretto urbano ultra moderno, landmark della città. Queste sono le sedi già aperte due settimane prima dell’inaugurazione ufficiale, per permettere all’afflusso di visitatori di diluirsi nel tempo, evitando assembramenti. Altre quattro sedi fanno parte, invece, del volto tradizionale della Bangkok buddista. Le opere vengono ospitate nei templi situati lungo il corso del Chao Phraya, il fiume principale della città: sono il Wat Pho, conosciuto anche come templio del Budda reclinato; il Wat Arun o Tempio di Sotto, riconoscibile per le sue pagode decorate da porcellane cinesi; e il Wat Prayoon, noto anche come Tempio della “iron fence”, la recinzione in ferro. Proseguendo il corso del fiume, la manifestazione si sposta presso il Bangkok Art and Culture Centre (BACC), centro artistico della città, al Siam Museum e al Lhong 1919, edificio in cui stile lo stile thai si mescola con l’architettura cinese.

Prof. Dr. Apinan Poshyananda, Chief Executive and Artistic Director Bangkok Art Biennale
Prof. Dr. Apinan Poshyananda, Chief Executive and Artistic Director Bangkok Art Biennale

BANGKOK ART BIENNALE 2020-2021, LA BIENNALE DEL “NEW NORMAL”

Bangkok Art Biennale 2020 è diventato un evento d’arte di importanza mondiale, che trasforma Bangkok in un hub vivace per l’arte e la cultura, grazie al successo della prima edizione al 2018. Quest’anno abbiamo 82 artisti, più della precedente edizione, che contribuirà a vivacizzare il turismo della Thailandia e la sua scena artistica”, afferma il direttore artistico della manifestazione Apinan Poshyananda. “I luoghi sono strategicamente scelti per il loro significato culturale e storico, come i templi e gli antichi sentieri lungo il fiume Chao Phraya, preziosi siti del patrimonio culturale considerato il cuore del turismo a Bangkok”. E conclude, “siamo pienamente preparati per la nuova modalità di vedere l’arte, con misure di sicurezza e di allontanamento sociale come indossare una maschera, controllo della temperatura, sanificazione, per permettere al nostro pubblico di vivere un’esperienza in tutta sicurezza”. Ecco alcune immagini dalla Biennale di Bangkok già inaugurata.

– Giulia Ronchi

https://www.bkkartbiennale.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.