Al via Walk-In Studio #2, il festival che si svolge dentro gli studi degli artisti a Milano

Fino a sabato 24 ottobre, sarà possibile entrare all’interno degli studi degli artisti disseminati per tutta la città di Milano, confrontandosi e sostenendoli – perché no? – in questo momento più che mai critico per il comparto creativo. Walk-in Studio torna quest’anno con una riflessione incentrata sul tempo presente.

Walk-In Studio FIlippo-Cristini studio
Walk-In Studio FIlippo-Cristini studio

Oltre 300 artisti e 40 curatori per 63 tra mostre e eventi: sono i numeri di Walk-In Studio, che dal 20 al 24 ottobre 2020 torna alla sua seconda edizione e con una riflessione sul tempo presente. Il festival – per la prima volta in veste autunnale a causa dello slittamento imposto dal lockdown – è organizzato dall’associazione no profit Studi e Spazi festival, che riunisce artisti, curatori e professionisti del settore e si basa sul concetto di collaborazione e condivisione, nell’ottica di portare il pubblico direttamente “alla fonte” del lavoro artistico, e dare anche agli artisti più giovani la possibilità di confrontarsi e mettersi alla prova. Come di consueto, le cinque giornate di manifestazione sono suddivise secondo un programma organizzato per aree cittadine (dalla Zona 1 alla Zona 9): per informazioni dettagliate, è possibile consultare il sito www.walkinstudio.it oppure andare a recuperare le mappe cartacee disponibili presso la Casa degli Artisti di Milano.

Walk In Studio Alessandra Draghi, L'armonia nella differenza, 2019
Walk In Studio Alessandra Draghi, L’armonia nella differenza, 2019

WALK-IN STUDIO 2020: UNA RIFLESSIONE SUL PRESENTE

Anche se con modalità di fruizione simili a quelle degli scorsi anni (e nel rispetto di tutte le norme anti-Covid), l’edizione 2020 di Walk-In Studio si distingue per una necessità di riflessione sul tempo presente, sullo spettro di emozioni scaturite dal lockdown e dalla cesura di una realtà che in un attimo ha cambiato volto. “Non si tratta propriamente di una tematica, ma di un’emergenza”, spiega ad Artribune Anna Stuart Tovini di Studi e Spazi festival (fondatrice, assieme a Vincenzo Chiarandà, del duo artistico Premiata Ditta). “L’emergenza è qualcosa che nasce dal sistema stesso, dal tempo che si sta vivendo. Sotto il nostro stimolo, ogni studio ha sviluppato in tutta autonomia un progetto che fosse una sorta di modalità per reagire, per uscire da questo shock, visto che quando abbiamo lanciato la call eravamo in pieno lockdown. Abbiamo voluto trasformare questo momento critico in un’occasione per creare qualcosa di nuovo. Chi ha risposto è stato molto coraggioso secondo noi, poiché era difficile capire fino in fondo come e cosa si sarebbe realmente potuto fare riguardo a Walk-in Studio. Anche noi abbiamo lavorato a ‘fasi alterne’, con la difficoltà di muoverci e incontrarci”. E conclude, raccontandoci le prime considerazioni sul festival, che prosegue fino a sabato 24 ottobre. “Quello che è emerso, mettendo insieme i materiali provenienti dagli studi per la comunicazione del festival, è che c’è una sorta di attenzione al rapporto tra l’uomo e la natura e anche con il tempo. Sono le cose più rilevanti visibili nelle ricerche degli artisti, scaturite dal momento di difficoltà che la pandemia ha creato”.

Walk In Studio Benedetta Mori Ubaldini Roberta Savelli
Walk In Studio Benedetta Mori Ubaldini Roberta Savelli

PARTECIPARE A WALK-IN STUDIO 2020

Un altro aspetto fondamentale del festival è quello della documentazione: per questo, giovani fotografi, studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera, si sparpaglieranno ogni giorno per gli studi fotografandoli, assieme a un team di giovani curatori studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera e di NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, che li racconterà per via scritta. Il tutto viene caricato quotidianamente sul sito di Walk-In Studio, offrendo la possibilità di seguire il festival anche in versione digitale, vedere e rivedere le proposte degli artisti e leggere le riflessioni e i testi che hanno attivato. L’iniziativa è totalmente no profit, e non si avvale quindi di gallerie e attività commerciali; tuttavia, collezionisti, galleristi e tutti gli altri operatori del sistema sono invitati a visitarne il circuito, sostenendo in ogni modo possibile la creatività emergente.

-Giulia Ronchi

Walk-In Studio #2
Dal 20 al 24 ottobre 2020
Sedi diffuse, Milano

www.walkinstudio.it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.