Apre a Milano la Casa degli Artisti: presentate le cinque associazioni che gestiranno lo spazio

Ed ecco finalmente la presentazione ufficiale delle realtà che andranno ad operare negli spazi dell’edificio di Corso Garibaldi. Giulia Restifo, tra i vincitori del bando, ci ha raccontato quale sarà il modello impiegato e come verranno gestite le attività della Casa.

Casa degli Artisti, Corso Garibaldi 89A. Photo by Filippo Ceredi
Casa degli Artisti, Corso Garibaldi 89A. Photo by Filippo Ceredi

La Casa degli Artisti (di cui vi avevamo dato alcune anticipazioni tempo fa) torna a nuova vita, grazie all’iniziativa della giunta Pisapia, portata felicemente a termine da quella di Sala e da un’amministrazione comunale milanese che si mostra sensibile alla sfera culturale, capace di instradare progetti basati su modelli di gestione alternativa. Iniziative che stanno caratterizzando una nuova Milano che mette sul piatto della bilancia tutti gli ingredienti: la sfera pubblica, privata, le aziende, le associazioni senza scopo di lucro e, soprattutto, gli artisti, che con questa nuova realtà saranno proiettati in una dimensione del dialogo e del confronto, avendo la possibilità di sperimentare nuove soluzioni creative. Fondamentale sarà lo scambio con le gallerie e gli operatori culturali, che in questo luogo potranno trovare una produzione artistica condotta sulla base di una ricerca e di un tempo che spesso le logiche stringenti a cui sono sottoposte alcune realtà commerciali non concedono: un’ottimo presupposto per una sinergia tra soggetti differenti.

LA CASA DEGLI ARTISTI: GLI INIZI

La storia di questa Casa nasce nel 1909 dai Fratelli Bogani, mecenati lungimiranti che in questo immobile all’angolo tra Corso Garibaldi e Via Cazzaniga ospitavano studi e atelier. A partire dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale (e dalla loro morte, avvenuta negli anni ’30) la vicenda di questo luogo è stata un susseguirsi di decadenza e occupazioni abusive. Ad eccezione di qualche momento felice, come la fine degli anni ’70, quando un gruppo di artisti – tra cui Luciano Fabro, Hidetoshi Nagasawa e la critica e storica dell’arte Jole De Sanna – vi si era insediato dando nuovo slancio al panorama creativo della città. Grazie alla sinergia tra l’amministrazione e alcune realtà territoriali, la Casa degli Artisti torna – dopo 110 anni! – a nuova vita. Il passo decisivo è stata la firma del contratto di concessione tra il Municipio 1 del Comune di Milano e l’insieme delle associazioni vincitrici del bando pubblico lanciato lo scorso anno. Ma chi sono queste associazioni? E come costruiranno il loro modello sostenibile di gestione?

Lo staff dell'ATS alla Casa degli Artisti: Valentina Kastlunger, Valentina Picariello, Giulia Restifo, Christian Gancitano , Matteo Bianchi, Mattia Bosco, Mariavera Chiari, Francesco Piccolomini, Lorenzo Vatalaro, Susanna Ravelli, Lorenzo Castellini
Lo staff dell’ATS alla Casa degli Artisti: Valentina Kastlunger, Valentina Picariello, Giulia Restifo, Christian Gancitano , Matteo Bianchi, Mattia Bosco, Mariavera Chiari, Francesco Piccolomini, Lorenzo Vatalaro, Susanna Ravelli, Lorenzo Castellini

LA CASA DEGLI ARTISTI: L’ATS

Dal bando di gara lanciato il 13 giugno 2018 dal Comune di Milano per la concessione dell’immobile, sono uscite vincitrici (sulla base del punteggio ottenuto dal progetto presentato) cinque realtà associate: ZONA K, That’s Contemporary, Spazio XPO’, NIC, associazioni no profit, e Centro Itard Lombardia, un’impresa sociale con l’obiettivo di fare formazione, ricerca e sviluppo di realtà culturali. Queste cinque hanno formato una ATS, Associazione Temporanea di Scopo: un patto di collaborazione in cui gli 11 componenti – che comprendono artisti, organizzatori culturali, formatori, architetti e galleristi – si impegnano nella gestione dello stabile e delle sue attività, unendo le proprie competenze e condividendo una visione comune. Abbiamo parlato con Giulia Restifo, dell’associazione That’s Contemporary, chiedendole quali saranno le mosse che l’ATS farà per affrontare i costi dello spazio: “ci affiancheremo prima di tutto a partner economici. Una parte fondamentale saranno i progetti ‘Arte e Impresa’, che creano un modello alternativo ai semplici finanziamenti. Si tratterà, infatti, di un affiancamento di partner che tiene in conto il sostegno che oggi le aziende forniscono anche nella ricerca artistica, interdisciplinare, creativa e di partnership con l’impresa. Poi avremo fundraising, che abbiamo già iniziato. Attiveremo anche un crowdfunding per la comunità e per i cittadini che vogliono sostenere il progetto. Infine, ci sarà anche la possibilità di vendere le opere”. Per incrementare la sostenibilità, saranno attivi anche alcuni servizi situati al piano terra della Casa, tra cui un bookshop specializzato e un bar ristorante che sarà sviluppato anche insieme a Future Fond, che ha contribuito a disegnare la proposta CROSS e ne è partner progettuale.

LA CASA DEGLI ARTISTI: I PROSSIMI MESI

Per quanto riguarda il programma, invece, partirà dal 2020 e sarà annunciato entro la fine dell’anno. Ma cosa succederà all’interno dell’ATS fino a quel momento? “Ora abbiamo davanti dei mesi molto intensi di definizione del programma da una parte, e dall’altra di ricerca dei partner tecnici, economici, del board scientifico e delle giurie”, prosegue Restifo, “apriremo insieme una nuova attività in cui i nostri background e le nostre esperienze vengono uniti per ideare le future residenze per artisti e i progetti partecipati. Costruiremo un network che vogliamo che sia di interesse anche per le gallerie e le diverse realtà operanti nel settore. Il nostro obiettivo è che la Casa degli Artisti diventi il centro di quello che accadrà a Milano, di quelle che saranno le produzioni artistiche della città, in quanto fucina delle arti e delle culture”.

LA CASA DEGLI ARTISTI: GLI SPAZI

La ristrutturazione dell’immobile è stata affidata a La Ducale SpA, società del Gruppo Tecnocasa, a scomputo degli oneri di urbanizzazione relativi alla costruzione del condominio privato di Corso Garibaldi 95, questo significa una cosa molto semplice: la città di Milano si ritrova uno spazio culturale tutto nuovo senza aver pagato una lira per restaurarlo ma semplicemente avendo coinvolto i privati non solo nella gestione ma anche nella costruzione. Per completare i lavori e rendere possibile la consegna dell’edificio al vincitore del bando rispettando i tempi, il gruppo ha aggiunto oltretutto una donazione di 800 mila euro. Il progetto di riqualificazione è firmato Arassociati Studio di Architettura, che tra il 2015 e il 2018 hanno condotto un restauro massiccio all’esterno e uno più filologico negli spazi interni. Questi ultimi, sono caratterizzati oggi dalle ampie vetrate e dall’intonaco bianco che si alterna con le colonne di mattoni a vista. Mentre il piano terra sarà dedicato allo spazio di accoglienza del pubblico, con mostre ed eventi (oltre ai già citati bookshop e bar ristorante), gli altri due saranno la vera dimora degli artisti in residenza, suddivisi in 11 atelier modulabili.

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.