Napoli. Alla Fondazione Morra Greco c’è una rassegna di film e video

La Fondazione Morra Greco dedica una mostra alle opere video, ripercorrendo le trasformazioni che la videoarte ha attraversato nella cultura contemporanea con l’evolversi della tecnologia, dell’estetica, della cultura visiva e delle pratiche artistiche.

Mark Leckey, Fiorucci Made Me Hardcore, 1999. Courtesy Collezione Morra Greco, Napoli. Photo Maurizio Esposito
Mark Leckey, Fiorucci Made Me Hardcore, 1999. Courtesy Collezione Morra Greco, Napoli. Photo Maurizio Esposito

Provenienti dalla Collezione Morra Greco e selezionate da Alessia Volpe, le opere in mostra a Napoli affrontano diverse modalità tecniche e di narrazione, da film in 16 mm a diapositive in 35mm, da installazioni video a proiezioni digitali, riempiendo i tre piani del Palazzo Caracciolo di Avellino.

COSA SIGNIFICA VIDEOARTE

Le produzioni video, pur basandosi sullo schema linguistico del cinema, evadono dal sistema semantico cinematografico in cui lo spettatore è passivo ed entrano nei territori della ricerca, della contaminazione e della mescolanza cromatico-sonora.
Il video è un vedere e guardare oltre, un dispositivo che scardina il rapporto spazio/tempo, andando oltre la superficie e divenendo il luogo in cui il corpo umano si fa fantasma e diviene immateriale.

LA RASSEGNA ALLA FONDAZIONE MORRA GRECO

La rassegna presentata dalla Fondazione Morra Greco mette in scena il video come mezzo d’indagine della società e prospettiva visionaria del rinascimento dell’immaginazione, un novum che mescola e complica il rapporto tra realismo e finzione.
I video sono stati prodotti dalla fine degli Anni Novanta fino ai primi Anni Zero da artisti che hanno creato una storia e un’estetica del mezzo; per citarne alcuni: Jonas Mekas, Mark Leckey, Christian Jankowski, Jeremy Deller, Candice Breitz.

Jonas Mekas, Elvis and Wein & Mozart, 2001. Courtesy Collezione Morra Greco, Napoli. Photo Maurizio Esposito
Jonas Mekas, Elvis and Wein & Mozart, 2001. Courtesy Collezione Morra Greco, Napoli. Photo Maurizio Esposito

GLI HIGHLIGHT CON MEKAS E LECKEY

Partecipante attivo di un’esperienza sensoriale, lo spettatore che si trova dinnanzi a Elvis and Wein & Mozart di Jonas Mekas compie un viaggio nella memoria dell’artista, attraverso salti temporali e imperfezioni sonoro-visive che uniscono l’ultimo concerto di Elvis, Vienna e Mozart.
L’uso prepotente della musica come colonna portante d’un montaggio attento al ritmo si ritrova in Fiorucci Made Me Hardcore di Mark Leckey, un collage panoramico della cultura notturna britannica Anni Settanta, Ottanta e Novanta, a metà tra documentario sociale e reinterpretazione del reale, che intreccia cultura pop, tecnologia e questione di classe.

UNA FRUIZIONE FRAMMENTATA

Lo spettatore del video non ha bisogno di fermarsi e guardare sequenzialmente i filmati diffusi nelle sale della fondazione. Può entrare e uscire quando vuole dalle opere, come un flâneur, che nell’errare cattura ciò che non è fatto per essere narrativamente mostrato, ma la realtà costantemente manipolata e manipolabile.

– Francesca Blandino

Evento correlato
Nome eventoElvis and Wein & Mozart
Vernissage25/06/2020 dalle ore 12.00 alle ore 20.00
Duratadal 25/06/2020 al 26/09/2020
CuratoreAlessia Volpe
Genericollettiva, video
Spazio espositivoFONDAZIONE MORRA GRECO
IndirizzoLargo Proprio D'avellino 17 - Napoli - Campania
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Francesca Blandino
Francesca Blandino nasce a Benevento nel 1986. Specializzata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Suor Orsola Benicasa di Napoli, sviluppa un forte interesse per le pratiche artistiche rivolte al sociale. Nel 2012 frequenta il Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Roma, per approfondire le dinamiche curatoriali legate all’arte contemporanea e definire meglio la sua ricerca, intenta a scovare e creare quei piccoli mondi possibili in cui il cambiamento del sistema attuale delle cose può essere sovvertito, in quanto “l’opera d’arte rappresenta un interstizio sociale” (N. Bourriaud), uno spazio libero aperto verso possibilità altre. Attualmente lavora presso la Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch di Napoli.