Inaugura a Roma il nuovo Macro di Luca Lo Pinto. Tutte le immagini

Museo per l’Immaginazione Preventiva: Editoriale. Le immagini del nuovo MACRO di Roma appena inaugurato, diretto da Luca Lo Pinto

VIPRA, See how VIPRA is using music to hijack pop culture, 2020. Installation view at Museo per l’Immaginazione Preventiva —EDITORIALE, Macro, Roma 2020. Courtesy MACRO — Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Photo Giovanni Apa
VIPRA, See how VIPRA is using music to hijack pop culture, 2020. Installation view at Museo per l’Immaginazione Preventiva —EDITORIALE, Macro, Roma 2020. Courtesy MACRO — Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Photo Giovanni Apa

Il museo in passato protagonista di diverse polemiche apre le porte con una nuova immagine e un programma espositivo di durata triennale, ideato e firmato dal neo direttore artistico Luca Lo Pinto. Il museo avrebbe dovuto inaugurare lo scorso aprile. L’emergenza Covid-19 ha come per tutti fermato l’opening ma non i lavori (durante il lockdown il Macro ha lanciato il nuovo sito), fino a questa ouverture in luglio in pieno stile “Estate Romana”.
La prima tappa di questo progetto è la mostra manifesto Museo per l’Immaginazione Preventiva — EDITORIALEche inaugura il 17 luglio e mette il museo al centro del racconto. L’istituzione, infatti “interpreta il concetto di contemporaneità eliminando le barriere temporali, anzi creando dei veri e propri ponti. Sono sempre stato dell’idea che l’opera d’arte, che nasce dall’ingegno umano, offra una rilettura del passato aprendo anche ad una fase preventiva, verso significati che ancora sfidano la nostra concezione della ‘finitezza temporale”, spiega il Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo e artista Cesare Pietroiusti, ricordando inoltre il predecessore di Lo Pinto, Giorgio de Finis, presto direttore dell’ancora in progress Museo delle Periferie, che “ha riproposto la figura del museo al servizio della comunità”.

LA MOSTRA – EDITORIALE

“Qui la modalità è stata quella di vivere lo spirito dello spazio, un corpo a due teste, con diversi gradi di intensità”, racconta invece Luca Lo Pinto. “Non ci sono solo opere ma anche documenti e archivi fotografici aprendo l’immaginazione verso nuovi orizzonti. Tra gli artisti ci sono figure storiche e altri meno, per un totale di 36. (…) A dicembre ci sarà il Museo “impaginato””, continua, anticipando il progetto “editoriale” che prenderà vita nel museo sviluppandosi nei prossimi mesi.
L’intera superficie dello spazio (10.000 mq) è animata da 55 opere di 36 artisti, molte delle quali inedite. Il percorso espositivo si sviluppa in una dimensione diacronica e multidisciplinare per raccontare con diversi gradi di intensità la storia del MACRO. Ad accogliere il pubblico c’è l’inconfondibile risata di Gino De Dominicis insieme ad un corpus di opere di autori quali Xavier Aballì, Andreas Angelidakis, Archivio Storico Birra Peroni, Archivio Marcello Salustri, Pierre Bismuth, Henry Bond, Corita Kent, Trisha Donnelly, Melvin Edwards, Ann Veronica Janssens, Morgan Fisher, Marcia Hafif, Puppies Puppies, Sarah Rapson, Philipp Fleischmann, Liam Gillick, Marcello Maloberti, Franco Mazzucchelli, Lory D, Cecilia Mangini, Luigi Nono, Gastone Novelli, Joanna Piotrowska, Emilio Prini, Roberto Rossellini, Giovanna Silva, Seth Siegelaub, Lewis Stein, Nora Turato, Ufficio per la Immaginazione Preventiva, VIPRA (Valerio Mannucci e Federico Proietti), Luca Vitone, Nicole Wermers, Eduardo Williams & Mariano Blatt.
Il ruolo fondamentale che rivestono gli artisti è sottolineato anche dalle didascalie, tanto che “abbiamo chiesto un loro personale contributo, proprio per dare eco alla loro voce. E per chi è scomparso, abbiamo attuato delle ricerche per trovare citazioni adatte”, spiega ancora Lo Pinto. Non manca un ragionamento sulla collezione che viene riportata alla luce grazie al lavoro fotografico di Giovanna Silva che ha reso, stando al direttore “uno spazio inaccessibile condivisibile, attraverso il potere evocativo dell’immagine”. Ecco le foto.

– Valentina Muzi

Dati correlati
CuratoreLuca Lo Pinto
Spazio espositivoMACRO - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA
IndirizzoVia Nizza, 138 - Roma - Lazio
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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.