Morto l’artista Oreste Casalini a 58 anni. Partecipò alla Biennale di Venezia in veste di curatore

Da anni lottava contro un tumore: si è spento a Roma nell’istituto in cui era ricoverato. Le sue opere sono conservate oggi nelle collezioni di tutto il mondo, da Londra a New York, Mumbai e Tokyo. Nel 2010 partecipò alla 12esima Biennale di Architettura di Venezia come artista e curatore.

Oreste Casalini
Oreste Casalini

È morto la notte del 19 luglio 2020 all’età di 58 anni all’Idi di Roma, dove era ricoverato. Da tempo, Oreste Casalini (nato a Napoli nel 1962) lottava contro un tumore ai polmoni e sua moglie Ekaterina Pugach aveva anche lanciato una raccolta fondi per una terapia combinata molto costosa. “La prima parte della terapia (immunoterapia) è andata bene, la chemioterapia non è andata, inoltre la malattia ha iniziato a progredire molto rapidamente, non si poteva fare più nulla… Ieri mattina Oreste è deceduto: è morto mentre dormiva senza soffrire“, ha scritto sul suo profilo Facebook. Il funerale sarà celebrato martedì 21 luglio, alle ore 16, nella chiesa degli Artisti in piazza del Popolo a Roma.

ORESTE CASALINI E L’APERTURA INTERNAZIONALE

Napoletano di nascita, fu la Capitale ad adottarlo: qui avvenne la sua formazione artistica presso l’Accademia di Belle Arti. Lavorò come assistente di Bruno Ceccobelli, con il quale realizza le prime mostre in Italia e all’estero, entrando poi nello studio di Fabio Mauri, suo maestro, con il quale strinse un’importante amicizia durata fino alla sua morte. Cominciò a esporre a partire dal 1989. Il suo spirito cosmopolita lo ha spinto negli anni a vivere e lavorare a New York, Berlino, Dubai, Napoli e nel sud dell’India. Numerosi sono stati gli interventi ambientali e monumentali in spazi pubblici e privati, come Casa Italiana Zerilli-Marimò, New York (1991); Università Federico II, Napoli (1997); Palazzo Reale, Napoli (1998); Palazzo Mochi-Zamperoli, Cagli (2010); Castello di Rivara (2011, 2013, 2015); Spazio Mercuria, Dubai (2013); Fiera Ostrale, Dresda (2014); Fondazione Telethon, Centro Olivetti, Napoli (2015). Ha realizzato installazioni permanenti in spazi privati a Napoli (1998, 2003), Roma (2003, 2005), Berlino (2010), Milano (2010, 2013) Torino (2015). Le sue opere sono presenti in collezioni private di Roma, Milano, Napoli, Londra, Berlino, New York, Seattle, Dublino, Dubai, Mumbai, Tokio. Nel 2010 ha partecipato alla 12esima Biennale di Architettura di Venezia come artista nell’ambito del progetto E-picentro dedicato alla distruzione della città de L’Aquila a causa del terremoto; è stato nella stessa rassegna curatore della sezione In tenda. La sua ultima mostra, dal titolo Per sempre, si è svolta alla Kou Gallery di Roma nel dicembre 2019. “Fare ricerca significa vivere senza porsi limiti prestabiliti, non potendo prevedere i risultati e le connessioni che si metteranno in gioco“, ha scritto la curatrice Paola Pallotta nel testo di accompagnamento alla mostra. “Il lavoro dell’artista, come del ricercatore e del monaco, è un operare segreto e in disparte che al resto del mondo appare radicale e scandaloso, avendolo già rifiutato, ma che nel suo esemplare fallimento rappresenta un memento (un monumento, una traccia) di una deviazione verso l’irreale“.

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LA POETICA DI ORESTE CASALINI

La sua produzione si compone di opere scultoree e pittoriche che si accostano all’espressione architettonica. Il suo linguaggio attinge liberamente alle Avanguardie storiche diffuse a partire dagli anni Trenta. La monumentalità rappresenta una costante del suo lavoro, data da figure massicce, materiche, imponenti e senza volto. Talvolta ricordano manichini dechirichiani, altre le maschere africane di Picasso. Il frequente accostamento con l’elemento naturale, inoltre, dà alle sue figure un’accezione archetipica. Altro elemento fondante è il disegno, che in Casalini risulta anch’esso costruttivo, tridimensionale, teso a delineare una forma a tutto tondo. Il suo percorso è costellato da simboli e memorie, personali e universali, che affiorano tra le forme delle sue opere, riconoscibili da gesti ampi e da una essenzialità cromatica tesa a una non convenzionale armonia.

-Giulia Ronchi

http://www.orestecasalini.com/ 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.