Opere d’arte pensate per i balconi di casa. Il progetto Artists in Quarantine

Promosso da un gruppo di musei internazionali, il progetto vede numerosi artisti invitati a realizzare opere pensate per i balconi e le finestre delle proprie abitazioni. Per continuare a fare arte nonostante la quarantena

Artists in Quarantine dal profilo Instagram @internationaleonline
Artists in Quarantine - dal profilo Instagram @internationaleonline

Ricordate la pratica tutta made in Italy, di moda durante le prime settimane della quarantena, che ha visto moltissimi italiani darsi appuntamento tutti i giorni sui balconi e alle finestre delle proprie case per cantare, suonare e ballare, attenuando così la solitudine e il distanziamento sociale cui ci ha obbligati il Coronavirus? Ebbene, questa pratica è stata notata all’estero, e non solo come un tema di lifestyle, ma anche come fonte di ispirazione per progetti artistici. Si intitola Artists in Quarantine il progetto promosso da alcune istituzioni museali facenti parte da L’Internationale, confederazione internazionale di musei basata sul dialogo e la condivisione di visioni e ricerche. Il Reina Sofía di Madrid, il Van Abbemuseum di Eindhoven, i Musei di arte moderna di Varsavia e Anversa sono alcune delle istituzioni che hanno invitato – e continuano a invitare – diversi artisti a realizzare, durante il periodo di quarantena, opere pensate per i balconi e le finestre delle loro case. 

Artists in Quarantine - dal profilo Instagram @internationaleonline
Artists in Quarantine – dal profilo Instagram @internationaleonline

ARTISTS IN QUARANTINE, IL PROGETTO DI BALCONY ART

Babi Badalov, Osman Bozkurt, Simnikiwe Buhlungu, Ola Hassanain, Sanja Iveković, Siniša Labrović, Rogelio López Cuenca & Elo Vega, Kate Newby, Daniela Ortiz, Zelano Pekünlá, Maja Smre Valro, Isidro, Guy Woueté, Akram Zaatari e Paweł Żukowski sono gli artisti che finora hanno aderito al progetto ispirato a Triangle, opera del 1979 in cui l’artista croata Sanja Iveković per 18 minuti si è esibita pubblicamente sul proprio balcone per protestare contro Tito: in quella occasione, Iveković lesse, bevve whisky e simulò una masturbazione, azioni interrotte poi da un funzionario della sicurezza e le ordinò di rientrare. Oggi invece, in un momento storico caratterizzato dalla pandemia da Coronavirus, ciò che viene chiesto agli artisti partecipanti ad Artists in Quarantine è: “gli spazi domestici hanno ancora il potenziale per essere sovversivi e per fare una dichiarazione pubblica, come fece il balcone di Iveković alla fine degli anni Settanta?”. Fino al 7 maggio, due volte a settimana, sui profili social de L’Internationale vengono pubblicati gli interventi, i pensieri e i proclami degli artisti sui concetti di libertà ma anche di limitazione di essa, dato il lockdown in corso. Ecco la carrellata di opere finora realizzate a pubblicate da L’Internationale sulla propria pagina Facebook.

– Desirée Maida 

https://www.facebook.com/pg/internationaleonline/photos/?tab=album&album_id=3169350376442539&__xts__%5B0%5D=68.ARB-43YA4J3ZF5QECdmBjvRrX_1ezFzucQFsFJYP22CUpY4YHzdhszjs0iJdl987NKfp_jgMEUvMXstwyL5WqI127ytKiqnzg390mcGnfHN-DEaO_R52SeMhVrAAdQkBH_H3r6gG4gx4IA6c

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.