Meditations in an emergency: la prima mostra in Cina sul Coronavirus

Riaprirà il 21 maggio prossimo, e subito l’UCCA Center of Contemporary Art di Pechino proporrà una riflessione di portata mondiale, legata alla recente pandemia, che ancora non è debellata. Al di là delle presunte responsabilità sull’origine del virus in un laboratorio di Wuhan (su cui probabilmente mai verrà fatta luce), la Cina s’interroga sulle conseguenze sociali di eventi del genere. Visibile fino al 30 agosto 2020.

Una veduta dell’UCCA Center of Contemporary Art
Una veduta dell’UCCA Center of Contemporary Art

Meditations in an emergency, ovvero meditazioni nell’emergenza. Il titolo è tratto da una raccolta del poeta Francis Russell O’Hara, che fu anche curatore presso il MoMA di New York, e cita una delle sue poesie. Il comitato curatoriale della mostra, formato da Guo Xi, Luan Shixuan, Ara Qiu, Rocky Lin, Duffy Du e Neil Zhang, ha selezionato circa 25 artisti fra cinesi (Zhang Hui fra questi) e stranieri, che presenteranno sia opere nuove sia di repertorio, realizzate negli ultimi venti anni. Non mancherà una ricognizione archivistica della mostra Blue Sky Exposure, che nel 2003 “celebrò” la fine dell’epidemia di SARS. Come dichiarano i curatori, “il mondo sta vivendo, anche se a velocità diverse, il primo evento pienamente globale del XXI secolo. Tra una pandemia che ha bloccato o drasticamente ridotto gli scambi e le relazioni mondiali, sullo sfondo di una nuova consapevolezza della mortalità, di un’accresciuta tensione e incerta attesa, vogliamo interrogarci su quale possa essere il ruolo dell’arte”.

Zhang Hui, Just Like in the Mirror, 2018
Zhang Hui, Just Like in the Mirror, 2018

MEDITATIONS IN AN EMERGENCY: LINEE GUIDA PER UNA VISITA

Elemento imprescindibile della mostra, e che in un certo senso ne condizionerà la fruizione anche psicologica da parte del pubblico, il fatto che sarà visitata (come potrà del resto essere la prassi anche nel resto del mondo, almeno per un po’) da persone che indossano mascherine protettive, distanti due metri l’una dall’altra; persone la cui temperatura corporea viene rilevata e che non potrà superare i 37,2°. Persone, i cui movimenti tracciati e verificati da apposite app, dovranno dimostrare di trovarsi a Pechino da almeno quattordici giorni, così da evitare “contagi importati”. 

La prima edizione dell'antologia di O'Hara, 1954
La prima edizione dell’antologia di O’Hara, 1954

MEDITATIONS IN AN EMERGENCY: L’ASPETTO PSICOLOGICO

Oggettivamente, mai tante informazioni personali erano state prima d’ora rilevate nell’ambito della cultura. Un segnale di cambiamento, dovuto all’incertezza del momento, alla scarsa conoscenza dei possibili sviluppi dell’epidemia. Incertezza che fatalmente influenzerà tutti gli altri settori della vita quotidiana: la politica, l’economia, le relazioni sociali, e appunto la cultura; incertezza che è diventata una situazione comune. La mostra si sviluppa su cinque sezioni, rispettivamente dedicate alla vita quotidiana, alla sua caducità, agli istinti dell’umanità, alla globalizzazione, all’informazione.

Niccolò Lucarelli

ucca.org.cn/en/  

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.