Guerrilla Spam a Bologna, fra Street Art e partecipazione

MAMbo, Bologna – fino al 15 marzo 2020. Mette in discussione l’idea di identità nazionale l’installazione di Guerrilla Spam a Bologna. Suggerendo una utopia realizzabile.

ULTRABANDIERE, un nome da supereroi per una mostra e un progetto che vanno oltre lo spazio, oltre i generi, oltre il tempo, amplificandosi come un ipertesto: con quattordici bandiere realizzate nell’arco di tre anni dagli abitanti dello Spazio Popolare Neruda, occupazione abitativa di Torino nella quale convivono circa 150 persone, l’installazione racconta di un’utopia realizzabile: poter rappresentare una complessità identitaria non inquadrabile in una bandiera nazionale. Disegna un concetto di identità come processo continuo attraverso un’arte relazionale in cui il trascorrere del tempo con le persone, lentamente, si fa atto creativo; in cui l’ascolto trasforma il simbolo escludente delle bandiere in ultra-storie nelle quali si stratificano ricordi di quartiere, detti popolari, desideri, testimonianze dal mondo in un intreccio di passato, presente, futuro.
I Guerrilla Spam insieme a Cheap Street Poster Art vengono accolti in un ultra-museo, aperto per la prima volta al linguaggio della strada, perché – dice il direttore artistico Balbi – “questa installazione ti fa sentire che sei un po’ dappertutto. E questo è anche il ruolo del museo”.

Annalisa Filonzi

Dati correlati
Autore Guerrilla Spam
Spazio espositivoMAMBO - MUSEO D'ARTE MODERNA DI BOLOGNA
IndirizzoVia Don Giovanni Minzoni 4 - Bologna - Emilia-Romagna
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Annalisa Filonzi
Laurea in Lettere classiche a Bologna, torno nelle Marche dove mi occupo di comunicazione ed entro in contatto con il mondo dell'arte contemporanea, all'inizio come operatrice didattica e poi come assistente alla cura di numerose mostre per enti pubblici e privati del territorio. Dell'arte mi interessano soprattutto i nuovi linguaggi e gli artisti che si fanno portavoce e anticipatori delle emozioni del nostro tempo: video, fotografia, street art, contaminazioni di linguaggi. Nel 2007 fondo l’associazione culturale GLAZonART per la quale curo la mostra “VIDEOGLAZ Mario Sasso e l’immagine elettronica” presso il Museo d’Arte Moderna di Mosca. Ora insegno di ruolo Lettere negli istituti superiori, alternando l’attività didattica a quella di critica, principalmente per la rivista Artribune, e di curatrice indipendente, per la quale collaboro con gallerie e festival come l’Associazione AOCF58 di Roma, il festival Nottenera di Serra de’ Conti e altre realtà del territorio. Dal 2013 curo il progetto dello spazio espositivo USB Gallery a Jesi (AN), una homegallery a cui ho dato vita nella mia abitazione e che gestisco nello spirito di assoluta libertà, ricerca e incontro insieme agli artisti ospitati, per dare forma alla complessità e alla profondità dei nostri tempi che solo l’arte contemporanea può indagare.