L’illusione del vetro. Alessandro Ciffo a Salerno

Galleria Paola Verrengia, Salerno ‒ fino al 21 gennaio 2020. Seconda personale di Alessandro Ciffo alla Galleria Paola Verrengia di Salerno, con nuove opere che proiettano il silicone al di là del cristallo.

Dopo aver adoperato il silicone a consistenza tixotropica e dunque dopo aver prodotto opere dall’andamento gestuale per assecondare la naturale fluidità del materiale, Alessandro Ciffo (Biella, 1968) spinge la sua ricerca in un territorio più etereo: parte dalla lezione classica di Murano, ma la trasforma spostando l’asse dal vetro a un nuovo composto siliconico prodotto in Giappone (un bicomponente privo di solventi), la cui trasparenza non solo permette all’artista una maggiore cristallificazione e consistenza, ma anche un gioco d’ombre che crea un dialogo con gli spazi, con le architetture.
Murano 5.0, la sua nuova personale alla Galleria Paola Verrengia, si apre con una grande installazione – parte di Sinapsi (2018), presentata lo scorso anno nello studio di Roberto Coda Zabetta – che scende dal soffitto e invita a un attraversamento luminoso, a cui seguono, poi, tutta una serie di progetti che rigenerano la murrina o l’anfora (le tre presenti in mostra sono concepite ad anelli sovrapposti) per offrire nuove e cromaticamente squillanti forme di silicone, come vetro, come ambra, come goccia…

Antonello Tolve

Evento correlato
Nome eventoAlessandro Ciffo - Murano 5.0
Vernissage29/11/2019 ore 19
Duratadal 29/11/2019 al 21/01/2020
AutoreAlessandro Ciffo
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoGALLERIA PAOLA VERRENGIA
IndirizzoVia Fieravecchia 34 - Salerno - Campania
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.