Il Villaggio Olimpico di Roma re-inaugura al pubblico 60 anni dopo all’insegna dell’arte

Il progetto si intitola “L’inaugurazione”, e vede protagonista il Villaggio Olimpico capitolino che, in questa occasione, viene trasformato in spazio per l’arte contemporanea. Con gli interventi di Fabrizio Cicero e Iginio De Luca. Col ricordo ai grandi Giochi Olimpici del 1960

Iginio De Luca, Iailat, 2018 2019, performance : Fabrizio Cicero, Ordine Nuovo, 2019, installazione. L'Inaugurazione, piazza Jan Palach.(Ph Credit Maria Giovanna Sodero)
Iginio De Luca, Iailat, 2018 2019, performance : Fabrizio Cicero, Ordine Nuovo, 2019, installazione. L'Inaugurazione, piazza Jan Palach.(Ph Credit Maria Giovanna Sodero)

In occasione del ciclo di eventi comunali Contemporaneamente Roma 2019, il Villaggio Olimpico festeggia i suoi sessant’anni con una re-inaugurazione: si tratta di un’azione collettiva e partecipativa che va a sancire un nuovo momento storico, aperto e condiviso, della comunità romana. Lo scorso 20 dicembre, Piazza Jan Palach è stata vivacizzata dall’installazione luminosa Ordine nuovo, firmata da Fabrizio Cicero, e dalle note distorte e dilatate di Iailat di Iginio De Luca, a cura di VILLAM. 

OLIMPIADI 1960

In occasione dei Giochi della XVII Olimpiade, Roma configurò un assetto urbanistico capace di ospitare 8.000 addetti ai lavori, tra atleti, allenatori, tecnici, organizzatori e accompagnatori. Il complesso sorge sulla curva del Tevere tra via Flaminia, Villa Glori e i Parioli, convertendosi poi in edificio pubblico con la fine dei giochi. Sono evidenti, nella struttura, caratteristiche formali proprie dell’architettura moderna di quegli anni: i pilotis, le finestre a nastro e il rivestimento a cortina in laterizio giallo; inoltre l’intero progetto era stato pensato affinché la luminosità e il verde potessero fare da cornice, tanto che le “crocette” di Moretti -disposte nei quattro bracci – erano disarticolate al fine di far entrare più luce possibile all’interno del vano scale; vennero poi piantati 800 alberi di alto fusto. Le piazze, punto di aggregazione e di svago, divennero snodi ed estensioni dell’architettura, come la stessa Piazza Jan Palach che confina con il lato orientale di Piazza Grecia, leggermente incassata tra gli edifici. 

L’INAUGURAZIONE, DA VILLAGGIO OLIMPICO A “VILLAGGIO GLOBALE”

Il Villaggio Olimpico cede, sportivamente, il testimone all’arte contemporanea che porta le firme di Iginio De Luca e Fabrizio Cicero, a cura di VILLAM, per Contemporaneamente Roma 2019 – promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE, con il supporto di Zètema Progetto Cultura e con il patrocinio del CONI, dell’Auditorium Parco della Musica, del Codacons, del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi Roma Tre e della Scuola Popolare di Musica di Testaccio. Iailat di Iginio De Luca, l’inno d’Italia poeticamente distorto, allungato e ammorbidito, è stato protagonista della performance di 10 elementi tenutasi il 20 dicembre a Piazza Jan Palach; inoltre, sotto la supervisione di Anna Cestelli Guidi, l’artista espone all’interno dell’Auditorium Parco Della Musica un video che racconta il processo di creazione dell’opera, passando per il Sound Corner del febbraio 2018 e per i blitz. Fabrizio Cicero, invece, illumina la piazza con Ordine Nuovo, una struttura composta da luminarie che verte sul concetto di costruzione e decostruzione secondo un nuovo assetto compositivo, fruibile fino al 30 dicembre 2019. Il perno attorno al quale ruota il progetto portato avanti da VILLAM è l’attenzione verso la città di Roma, sulle sue potenzialità, andando a toccare -nel vivo- il tessuto sociale attraverso video-interviste in cui memorie e desideri sono stati declinati in chiave contemporanea dagli artisti protagonisti. Infine, il video realizzato il 20 dicembre, sempre da VILLAM, sarà presentato in anteprima nello spazio espositivo di Albumarte, a Roma, per poi essere diffuso, a livello nazionale e internazionale in diversi eventi che costelleranno il 2020, che vedranno il coinvolgimento di istituzioni culturali, musei, gallerie, manifestazioni e festival. 

– Valentina Muzi

Dati correlati
AutoriFabrizio Cicero, Iginio De Luca
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.