Edoardo Tresoldi in Arabia Saudita. Un padiglione-rovina, tra design, musica e natura. Le foto

La scultura attraversabile fino al 21 dicembre evoca le rovine locali e sorge all’interno di Diriyah Oasis, un gigantesco parco giochi all’aperto, nei pressi di un sito UNESCO nella periferia della capitale saudita Riyadh

Studio Studio Studio_Gharfa_Edoardo Tresoldi detail_Diriyah Oasis_designed and curated by Designlab Experience © Roberto Conte
Studio Studio Studio_Gharfa_Edoardo Tresoldi detail_Diriyah Oasis_designed and curated by Designlab Experience © Roberto Conte

Dopo la spettacolare esperienza di due anni fa negli Emirati Arabi e il progetto per l’Expo 2020 di Dubai (mai realizzato perché classificatosi terzo), Edoardo Tresoldi torna in Medio Oriente. E lo fa in Arabia Saudita, come direttore artistico di Studio Studio Studio, una nuova realtà interdisciplinare da lui fondata che coinvolge musicisti, artisti, designer, architetti e filmmaker, ogni volta diversi, per creare qualcosa di ibrido e contaminato dall’arte contemporanea e dalla società. Diventato famoso per le sue architetture trasparenti in rete metallica, capaci di riprodurre antichi capolavori andati persi, come ad esempio la basilica paleocristiana presso il sito archeologico di Santa Maria di Siponto in Puglia, oggi ci sorprende con un nuovo approccio.

IL PADIGLIONE DI TRESOLDI IN ARABIA SAUDITA 

Si tratta di Gharfa, un padiglione-scultura attraversabile fino al prossimo 21 dicembre che evoca le rovine locali e che raggiunge nella sua parte più alta i 26 metri con installazioni site-specific interdisciplinari che mettono in scena il rapporto intimo tra uomo, paesaggio e architettura. Per realizzarlo, Tresoldi ha infatti collaborato con il designer Alberonero, il musicista Max Magaldi e il garden designer Matteo Foschi, autori ciascuno di una peculiare parte del progetto, per raccontare spazi diversi di incontro, sosta e contemplazione all’interno del padiglione, fatto sempre di rete metallica, ma con l’aggiunta del sughero, materiale che evoca la pietra già sperimentata per il parco artistico Arte Sella. L’opera sorge all’interno di Diriyah Oasis, un gigantesco parco giochi all’aperto, curato dallo studio di Dubai Designlab Experience a Diriyah, periferia della capitale saudita Riyadh, che si trova nei pressi di At-Turaif District, sito patrimonio UNESCO protagonista di un grande piano di sviluppo come la prossima apertura di musei e istituzioni culturali. Ecco le immagini…

-Claudia Giraud

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AutoreEdoardo Tresoldi
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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).