Alice nel Paese delle Meraviglie in una grande mostra al Victoria and Albert Museum di Londra

Una bambina dell’epoca vittoriana e il suo mondo nel quale “sono tutti matti”, romanzo diventato un cult capace di ispirare ogni disciplina artistica. Il V&A inaugurerà nel 2020 la ricognizione più ampia mai realizzata sul “caso Alice”, con oltre 300 opere esposte e scenografie impressionanti

Alice at the Mad Hatter's Tea Party, Illustration for Alice's Adventures in Wonderland by John Tenniel, 1865 (c) Victoria and Albert Museum, London
Alice at the Mad Hatter's Tea Party, Illustration for Alice's Adventures in Wonderland by John Tenniel, 1865 (c) Victoria and Albert Museum, London

Sono passati oltre 150 anni dall’uscita di Alice’s Adventures in Wonderland di Lewis Carroll, un grande classico che ancora oggi non smette di ispirare cinematografia, fotografia, teatro, moda, arte e musica. Un successo dovuto al film Disney del 1951, ma anche al fascino inestinguibile che la piccola protagonista e il suo mondo psichedelico hanno esercitato sulle menti creative di ogni epoca. Nel 2020 il Victoria and Albert Museum di Londra renderà omaggio a questo cult, celebrandolo con la mostra Alice: Curiouser and Curiouser, la più approfondita ricognizione mai fatta sul fenomeno Alice, dalle origini del romanzo (in esposizione anche il manoscritto originale) a tutti gli artisti che ne hanno attinto: da Salvador Dalí ai Beatles, dalla rapper Little Simz al fashion designer Thom Browne, dalla stilista Iris van Herpen alla fotografa Annie Leibovitz. Dopo l’anteprima all’Australian Centre for the Moving Image di Melbourne e all’ArtScience Museum di Singapore, il museo di Londra rappresenterà la prima tappa europea del tour mondiale. Un grande ruolo lo giocherà anche l’allestimento, composto da scenografie teatrali, proiezioni digitali su larga scala e ambienti interattivi, il tutto firmato da Tom Piper, già noto per i suoi progetti scenici realizzati per la Royal Shakespeare Company.

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE: LA MOSTRA AL V&A DI LONDRA

La mostra sarà divisa in 5 sezioni a tema: Creating Alice, Filming Alice, Reimagining Alice, Staging Alice e Being Alice. “Alice incoraggia tutti noi a mettere in discussione, imparare, esplorare e sognare”, spiega Kate Bailey, Senior Curator of Theatre and Performance presso il V&A e curatrice della mostra. “Scoprire perché è una fonte infinita di ispirazione per alcune delle menti più creative del mondo è stata un’avventura straordinaria. Non vediamo l’ora di accogliere visitatori di tutte le età nel magico e meraviglioso Paese delle Meraviglie di Alice, per immaginare il loro mondo dall’altra parte dello Specchio”. Il percorso si chiuderà con una nuova installazione di arte digitale ispirata al secondo capitolo del romanzo, Alice Through the Looking Glass. Un autentico viaggio nel Paese delle Meraviglie, che inizia con la discesa nella tana del Bianconiglio (ovvero la Galleria Sainsbury del V&A) e si conclude con l’uscita attraverso lo specchio, ideale ritorno al mondo reale in cui ogni visitatore è chiamato a scrivere il proseguimento della propria storia.

-Giulia Ronchi

Alice: Curiouser and Curiouser
Dal 27 giugno 2020 al 10 gennaio 2021
The Sainsbury Gallery
Victoria and Albert Museum
Cromwell Rd, Knightsbridge, Londra
https://www.vam.ac.uk/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.