Sessualità, politica e arte. Il Colorificio di Milano presenta il programma “L’Ano Solare”

Lo spazio indipendente milanese, situato al Giambellino, presenta un nuovo progetto incentrato sulle tematiche della sessualità, intesa come luogo e strumento di costruzione della collettività. Ne abbiamo parlato con i curatori in questa intervista

Max Disgrace, “CRYSTAL CLEAR” (2017), video still, 3'43''
Max Disgrace, “CRYSTAL CLEAR” (2017), video still, 3'43''

È una riflessione intorno al corpo, inteso nelle sue accezioni sessuale e politico, L’Ano Solare, programma annuale di mostre, talk, screening e performance curato da Il Colorificio, spazio progetto fondato nel 2016 dal collettivo curatoriale formato da Michele Bertolino, Bernardo Follini e Giulia Gregnanin (a cui poi si è unito Sebastiano Pala in veste di project manager) in un ex negozio di vernici nella periferia milanese del Giambellino. Quelli del corpo e dell’espressione artistica sono temi ricorrenti nei progetti de Il Colorificio: a partire dalla mostra If You Believed in Me, in cui “Tamara MacArthur ha travestito lo spazio espositivo con un’architettura di carta velina colorata e legno, trasformando l’ambiente neutro de Il Colorificio in una somateca, un archivio di finzioni politiche vive, all’interno del quale il corpo esposto aveva un ruolo centrale”, ci spiegano i curatori. E con “’I’m Nobody! How are you?’ di Marco Giordano, performance presentata in occasione della nostra partecipazione ad ArtVerona con la quale abbiamo esplorato le potenzialità dell’esposizione pubblica e la responsabilità politica dell’avere una voce che si diffonde per le strade; con ‘Buildless’ di Gaetano Cunsolo e ‘Flashing and flashing!’, progetto parte di The Independent esposto al MAXXI, attraverso il quale abbiamo interpretato l’esibizionismo e la fiction come pratiche di auto-narrazione”. La componente performativa è quindi basilare nei progetti de Il Colorificio, ed è protagonista anche de L’Ano Solare, il cui primo appuntamento, They are the Sun, è in programma il 16 novembre. Abbiamo parlato con i curatori per farci spiegare meglio in cosa consiste L’ano Solare – A long year programme on sex and self-display.

Catherine Gund & Julie Tolentino, “B.U.C.K.L.E” (1994), video still, 11'. Courtesy Cinenova
Catherine Gund & Julie Tolentino, “B.U.C.K.L.E” (1994), video still, 11′. Courtesy Cinenova

Come e quando nasce il progetto L’Ano Solare?

Siamo partiti dai progetti, dalle ricerche e dalle modalità di indagine precedenti – tutti accomunati da una forte componente performativa – per immaginare L’Ano Solare, un programma annuale che sviluppa i suoi discorsi attraversando teorie queer e arte contemporanea con esplicite ambizioni politiche, prendendo in prestito il titolo dall’omonimo libello surrealista di Georges Bataille, pubblicato nel 1931. Abbiamo individuato nel sesso, inteso come atto sessuale – incontro tra corpi – nella varietà delle forme possibili, uno spazio pratico e concettuale chiave, profondamente normato nei discorsi contemporanei e nelle parole di molte delle figure pubbliche.

Nella vostra ricerca come intendete quindi la sessualità? Si potrebbe considerare un campo di indagine artistica e politica?

Intendiamo la sessualità come un locus condiviso, una tecnologia in sé, e quindi uno strumento di costruzione di collettività, negando questo terreno ai pregiudizi e alle classificazioni. A partire da queste premesse, stiamo sviluppando un dialogo con artist* per esplorare insieme le potenzialità dell’auto-narrazione, della confessione e dell’esibizionismo come pratiche di self-display in grado di introdurre delle nuove forme di azione politica che siano capaci di ritagliare dei luoghi inclusivi e aperti.

Caterina De Nicola
Caterina De Nicola

In una nota stampa affermate che L’Ano Solare è un programma rivolto alla “esplorazione di costruzioni non-normative del corpo e della sessualità; un dispositivo per individuare strategie volte allo sviluppo di nuove agentività”. Ci spieghereste meglio questo concetto?

La crescita del populismo, ammiccante verso forme fascistoidi di azione politica, e l’acuirsi del discorso d’odio di matrice razzista, xenofoba, misogina e omofoba, coltivata con estrema cura dai politici della destra italiana e non solo e certamente non placata dalle risposte delle varie opposizioni, comportano un simultaneo inasprimento degli atteggiamenti normativi e prescrittivi, che solitamente si combinano a pretese di naturalizzazione delle proprie convinzioni: si dice che essere donna voglia dire essere madre, secondo la tradizione cristiana, e tutto questo è accolto come naturale. Nel momento in cui le proposizioni del discorso si naturalizzano si spengono anche le possibilità dialettiche. O almeno questo nelle intenzioni di alcuni interlocutori. Esplorare “costruzioni non-normative del corpo e della sessualità” vuol dire esattamente questo: liberare le carni da prescrizioni e lasciare ciascun* liber* di automunirsi di tecniche e pratiche di auto-produzione. Sono queste le nuove agentività che vorremmo essere in grado di manifestare: un nuovo tipo di azione che ha innanzitutto una risonanza collettiva.

In che modo avete sviluppato la programmazione de L’Ano Solare?

La programmazione annuale sarà espansa e diversificata nei formati e nei luoghi. Stiamo attivando collaborazioni con altri spazi in Italia (per citarne due, Castro a Roma e Residency80121 a Napoli) e vogliamo esplorare i diversi formati: mostre, talk, screening, performance. They are the Sun è il primo appuntamento, con cui inauguriamo tutto il programma. Avviene a Milano, a Il Colorificio e in collaborazione con il negozio di frutta e verdura di Via Giambellino 67, nostro vicino di casa. Nel suo spazio presenteremo Embarrassed and Conciliatory, una mostra personale di Caterina De Nicola (visitabile fino al 15 dicembre). Presso la nostra sede avrà luogo Wendy Windham, uno speech di Jacopo Miliani, e il quarto appuntamento di Body Language, a cura di Tomboys Don’t Cry. Il tutto sarà accompagnato da una piccola pubblicazione. Non vogliamo anticipare i prossimi appuntamenti, ma tutte le informazioni saranno facilmente reperibili sul nostro sito o sui nostri canali social. Per ora, che L’Ano Solare inizi!

– Desirée Maida

Milano // 16 novembre 2019
L’Ano Solare – They are the Sun
Il Colorificio
Via Giambellino 71
www.ilcolorificio.org

Dati correlati
Spazio espositivoIL COLORIFICIO
Indirizzo20146 - Italy Via Giambellino, 71 - Milano - Lombardia
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.