Napoli: torna l’arte a Piazza del Municipio. Immagini dell’installazione di Liu Ruowang

100 lupi e un guerriero armato invadono Piazza del Municipio a Napoli. Un progetto, tra gli ultimi atti del precedente assessorato alla cultura del Comune di Napoli, che porta il blasonato artista cinese in città

Liu Ruowang, Wolves Coming, inaugurazione foto Pierdomenico Fumarola
Liu Ruowang, Wolves Coming, inaugurazione foto Pierdomenico Fumarola

Piazza del Municipio a Napoli: un branco di lupi feroci dalla natura selvaggia – l’espressione molesta-  digrigna i denti alla spada di un uomo solo. Si tratta delle fusioni in ferro da 280 chili congegnate da Liu Ruowang (Jia Xian, Cina, 1977 – vive e lavora a Pechino). Il progetto, intitolato Wolves Coming e a cura di Matteo Lorenzelli, costruisce una situazione irreale –già esposta parzialmente in Italia alla Biennale di Venezia del 2015 e, nello stesso anno, a Torino – trascinando lo spettatore in una situazione fantastica con una installazione che promette da subito un linguaggio da decifrare. L’artista tende alla chiarezza e alla precisione nella resa dei lupi, mentre il guerriero è rappresentato in sintesi, con spada ed elmetto, nella posa da battitore sul diamante del baseball. Nel guardarla dall’alto sorprenderebbe la perfetta razionalità dell’insieme e sarebbe forse possibile immaginare ancora un’ars logica universalis capace di individuare, senza errori, ogni legge del comportamento animale. Se ogni favola classica ha un eroe, la narrazione orientale conquista la libertà di ridefinire i suoi tratti. A colpire è la complementarietà degli opposti e, con essa, l’interazione tra gli spettatori e l’installazione di cui sono parte, in quota necessaria e determinante. L’installazione si fa luogo di incontro tra singolo e comunità, rappresentati non soltanto dai visitatori ma dalla necessità di partecipazione a un evento collettivo. La presenza del pubblico agisce sulle opere donando loro la misura del vero. Al consenso-dissenso del parere personale segue poi, invariabilmente, l’infinità di selfie in pose plastiche. La denuncia dell’artificialità della società contemporanea è potenziata dall’azione ludica. In un processo parallelo, le immagini su Instagram registrano il progressivo alleggerirsi delle sculture arrivando ad una dimensione incorporea e illimitata.

– Raffaele Orlando

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Raffaele Orlando
Raffaele Orlando è nato a Benevento nel 1986. Sannita con influenze magnogreche maturate a Napoli durante gli anni di studio, archeologo con interessi per la museologia e la scrittura creativa. Ha svolto attività di progettazione mostre e percorsi museali alla Reggia di Caserta grazie al bando MiBACT “150 giovani per la cultura”. Oggi vive e lavora a Roma con l'obiettivo di ricostruire aspetti della vita quotidiana in antico e nella contemporaneità.